Niente di nuovo, niente di strano... Per il quarto anno di fila il Padova butta via un campionato nelle ultime giornate, quando è in piena lotta per entrare nei play off e di fronte a compagini sulla carta nettamente inferiori...
FATTA PREMESSA che il campionato per gli ultras finisce fra 15 giorni con la partita in casa contro il Grosseto e che i risultati della squadra ci debbono interessare fino a un certo punto; vorrei porre l'attenzione di tutti i tifosi biancoscudati su certe cose, piccole cose, che si ripetono...
Come già detto, è il quarto anno di fila che si butta via un campionato nelle ultime giornate, quando si arriva a giocarsi i play off con una squadra scoppiata... Guarda caso è il quarto anno della presidenza di Marcello Cestaro, un uomo che proprio non sopporto, che ci avrà anche salvato dal fallimento ma che per il resto si è circondato da imbecilli in società e che ha sempre messo il Padova (l'ha dimostrato, non dite che non è vero....) molto molto dietro nella scala delle sue priorità. Nell'estate del 2003 smantellò una squadra validissima, che aveva appena perso i playoff con quell'Albino Leffe che poi conquistò a sorpresa la serie B e da allora ne abbiamo viste di tutti i colori: Glerean, Ulivieri, giocatori che giocano e non giocano o che giocano solo se hanno voglia, giocatori che se ne vanno e si trasformano in fenomeni o che dalla primavera passano direttamente a giocare titolari in serie A ed in Champions League (Andreolli docet); poi Pellegrino ed un campionato buttato via nell'ultimo mese, poi Mandorlini ed una rincorsa iniziata solo nel girone di ritorno... ED AVETE IL CORAGGIO DI DIRMI CHE QUELLE MEZZE SEGHE CHE GIOCANO CON LA NOSTRA MAGLIA SONO STANCHI, DOPO AVER GIOCATO SOLO MEZZO CAMPIONATO!?!
Il vicentino ci ha abituati alle sue estati di tira e molla, alle sue scuse, alle sue boarate al microfono, ai suoi silenzi ed alle sue assenze quando invece dovrebbe esserci... Dove cazzo era oggi? Ah, si ai playoff di basket femminile (....). Ha ottenuto le concessioni per il Famila a Limena, ora vorrebbe andare in B ma gli manca la base: gli manca la competenza calcistica, gli manca la programmazione, gli mancano delle persone in gamba attorno a lui... Continuo a chiedermi, e cominciano a domandarselo in molti cosa ci facciano personaggi come De Gasperi e la Carron in società; continuiamo a chiederci come possano simili personaggi influenzare le scelte societarie quando posseggono il 5 o il 10% delle azioni; continuiamo a chiederci cosa c'è dietro la vicenda della scomparsa di Bernhardsson e chi cazzo era veramente questo qua: se era un fanfarone come si presume che cazzo se lo è tirato su a fare? E se invece era uno in gamba per quale motivo è stato messo in condizione di andarsene?
Ora mi chiedo cosa dobbiamo aspettarci ancora da questo personaggio: un'altra estate di tira e molla? Vendo/non vendo ed iniziare il calciomercato ad agosto nell'attesa che questo si decida? No grazie! A me a questo punto viene da dire che è ora che prenda una decisione: o la pianta con i suoi proclami da boccalone, si mette a fare una programmazione seria, conferma ciò che di buono ha questa squadra e fa pulizia delle mele marce; o non fa altro che levarsi dai coglioni: qualcun altro arriverà, non so se migliore o peggiore di lui, ma arriverà...
E partendo da questo, apro una parentesi anche sulla tifoseria: una delle cose che non mi piace della mia curva è l'eccessiva importanza che si da ai giocatori o a personaggi diciamo così "primattori" nei cori: non ne vedo il motivo, non sono bandiere ma dei mercenari che non hanno un decimo della fede nostra! Parliamo di gente che come priorità ha aprirsi il bar fighetto in centro, la serata in discoteca o la puttana di turno (CHISSA', MAGARI PROPRIO QUALCUNA DI QUELLE CHE GLI INDORA LA PILLOLA ATTRAVERSO LE PAGINE DEL SITO UFFICIALE); che mentre noi siamo in questura a firmare loro firmano assegni o contratti, che ti fanno la faccia dispiaciuta e ti promettono "Da domenica prossima la musica cambia!" quando li contesti, ma che appena giri le spalle ti mostrano il pacco e continuano a fare la loro bella vita! Per lo stesso discorso non vedo il motivo di cantare a favore di un presidente che ci ha salvati (si dice) dal fallimento, ma che a parte questo (oltre naturalmente a spendere soldi alla cazzo) non ha fatto nient'altro (e parlo di risultati). Non dico di volere una contestazione al vicentino, ma almeno di non dedicargli tutta quest'attenzione.
Per me, i nostri cori dovrebbero essere esclusivamente per noi, per la nostra città e per la nostra maglia. Mai per chi non ci meriterà mai abbastanza. Scuole di pensiero, per carità, ognuno la vede alla sua maniera, ma credo sia ora di renderci conto che alla fine noi viviamo per il Padova, chi va in campo come chi siede in tribuna d'onore è a Padova comunque perchè è una tappa della sua carriera calcistica ed imprenditoriale,NON LA SUA VITA!
Sono finiti da un pò gli anni delle bandiere, questi signori oggi ci sono, domani non si sa dove saranno, noi ultras ci saremo sempre; e per questo non vedo il motivo per idolatrarli eccessivamente. Cori per i giocatori? Chi sono per meritarseli? Il presidente? Ci ha salvato dal fallimento, e poi?
Io almeno la vedo così. Ad ognuno le proprie conclusioni.
Pubblico quanto segue dal forum www.vivereultras.tk
Personalmente non credo in associazioni come "Progetto Ultrà", mi sanno molto di falso e di "collaborazionismo"; credo semplicemente che in questo periodo qualsiasi appiglio utile a ROMPERE I COGLIONI sulla situazione del mondo ultras vada sfruttato. Punto. Ciascuno di voi legga e valuti come comportarsi secondo la propria coscienza...
SÌ AGLI STRUMENTI DI TIFO!
APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE NEGLI STADI ITALIANI
Progetto Ultrà ( SOLO PER APPARIRE) lancia un appello per riportare negli stadi striscioni, bandiere, tamburi e tutti quegli strumenti di tifo non violenti indispensabili per incitare e supportare, in maniera appassionata e creativa, la propria squadra.
Si chiede pertanto all’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive di modificare la propria delibera n. 14 dell’8 marzo 2007 concernente il divieto di introdurre ed esporre striscioni e/o bandiere, se non previa autorizzazione, attenendosi esclusivamente alle disposizioni legiferate dal Parlamento nella legge 8 aprile 2007 n. 41.
L’appello è stato presentato ai parlamentari ed alla classe politica italiana.
E' importante però dar forza a questo appello!
Tutti i tifosi, i gruppi e i cittadini possono quindi sottoscriverlo andando su questo link e cliccando su "click here to sign the petition":
www.petitiononline.com/sast07/petition.html
Inserite poi semplicemente il vostro nome e la vostra email per completare la procedura!
Fate sentire la vostra voce, aiutateci a rendere più forte il nostro appello e a ridare voce e colore agli stadi italiani!!!
Diffondete il link anche ai vostri contatti, a tutti coloro che credono nei valori del tifo e vogliono uno stadio diverso da quello imposto ora!
"Con la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza si e' deciso di non essere rigorosi sugli striscioni delle due tifoserie nel derby di Roma". Lo ha detto il Prefetto di Roma Achille Serra al termina delle riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica sul derby della Capitale tra Roma e Lazio, in programma domenica alle ore 15. "Se non ci sono elementi di reato o frasi offensive, e' giusto che gli striscioni ci siano, e' il sale del calcio -spiega Serra-, una sorta di folklore: impedirlo significherebbe penalizzare il calcio". Il Prefetto dopo l'incontro con i rappresentanti di Roma e Lazio ha detto: "Non sono previsti piu' di 60-65mila spettatori secondo la valutazione dei club, quindi lo stadio non sara' pieno, anche perche' la Roma giochera' tra poco la finale di andata di Coppa Italia con l'Inter. Nello stadio saranno presenti 500 steward con le forze dell'ordine al prefiltraggio per evitare forzature. Il numero degli uomini impiegati sara' consono all'importanza dell'evento, con la presenza di poliziotti e carabinieri in borghese dove di solito avvengono piccoli scontri".
Basterebbe questa uscita per capire quante assurdità ci sono nei nuovi provvedimenti relativi alla violenza negli stadi, ma anche per capire che razza di confusione perpetua ha in testa quell'uomo... Invece non basta, ed allora pubblico un commento eloquente, estrapolato dal sito www.asromaultras.org, ovvero da chi il Prefetto Serra è costretto a sorbirselo tutti i giorni:
la dichiarazione del Prefetto, Serra riportata dalle notizia ANSA consente di affrontare un argomento che interessa tutta Italia.
Forse non tutti hanno capito che siamo di fronte a una burla. La burla è quella dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che di nazionale ha ben poco. Tutte le tifoserie si lamentano - e a ragione - delle disparità di trattamento che si stanno verificando in tutta Italia. Questo perché i media sono riusciti a far passare per vero un equivoco colossale: che quanto dice l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive sia legge.
Così non è.
La legge Amato ha avuto due fasi.
La prima fase, di gestazione, è stata rappresentata dal noto Decreto Amato, con efficacia limitata a 60 giorni.
Nei vari passaggi parlamentari, venne tirata fuori al Senato una modifica, l'art. 2 bis, che puniva le "manifestazioni esteriori", vale a dire puniva tutte le manifestazioni di qualsiasi tipo (striscioni, cori e via dicendo) che fossero in qualsiasi modo legate al movimento ultras.
Questa modifica, ovviamente non costituzionale, è stata eliminata con la conversione in legge del decreto Amato, che punisce solo (come peraltro era anche prima) gli striscioni di carattere intimidatorio e violento.
Tuttavia, non appena si ebbe notizia della modifica di cui ho detto in precedenza, l'Osservatorio Nazionala sulle Manifestazioni Sportive ha tirato fuori una specie di regolamento che disciplina l'ingresso del "materiale da tifo" introducibile negli stadi che si basa proprio su quella modifica poi eliminata con la conversione in legge.
Inutile dire che, dopo la sua eliminazione, l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive NON ha modificato quanto in precedenza deciso.
Questa disposizione NON è una legge, ma una disposizione che le varie Questure del luogo debbono fare rispettare.
Qui nasce il problema perché per ragioni di ordine pubblico, ogni questura si regola come vuole. Accade quindi a Venezia che il Prefetto locale dia disposizioni ai propri uomini di essere rigorosissimi, ed ecco lì che vengono sequestrate persino le magliette. Accade che a Roma si giochi il derby, e che quindi un Prefetto, Serra accusato da radio, stampa ed internet di essere un distruttore del tifo organizzato (basta conoscere il numero dei diffidati a Roma e il progetto de "La mia Sud" del Prefetto per capire quanto possa essere apprezzato dalla tifoseria organizzata) faccia marcia indietro e dica a poliziotti, carabinieri e finanzieri di "chiudere un occhio", quando con l'altro occhio stronca ogni forma di civile ed ironico dissenso: "Se non ci sono elementi di reato o frasi offensive, e' giusto che gli striscioni ci siano", queste le parole del Prefetto. Chiedo allora, allo stesso Prefetto che rifiuta alle Iene ogni commento sulla rapina consumata ai danni della signora inglese, quale elemento di reato o quale frase offensiva si celi dietro lo striscione "A noi ce s'è rotto er fax", che è valso tre anni di diffida con triplice obbligo di firma per un tifoso della Roma e che è stato riportato da tutti i quotidiani come nota ironica ad un eccessivo rigore delle forze dell'ordine nell'applicazione delle disposizioni dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Il problema è che il Prefetto, Serra cerca con questa boutade di mostrare un lato filo-tifoso che - per le cose che non hanno risalto pubblico - non mostra affatto di avere, giacché doversamente dovrebbe chiamare il Questore di Roma e dirgli: "Davvero hai fatto una diffida per quello striscione? Revocala subito!". I tifosi della Roma NON dimenticano che è lui che ci ha fatto giocare di lunedì Fiorentina/Roma quando è da sempre che andiamo in 15000 a Firenze, è lui che ci ha fatto giocare un Roma/Napoli di Coppa Italia infrasettimanale a porte chiuse ed è sempre lui che vuole fare la Sud a spicchi per distruggere ogni forma di tifo organizzato. Fosse per me gli striscioni "simpatici" ad uso e consumo di Sky se li facesse da solo.
Senza averlo sentito prima, B. è evidentemente dello stesso avviso: "Basta Lorè, è la 100° volta oggi che leggo sti articoli su Serra "buonista", sul fatto che al derby si possono far passare gli striscioni e cagate varie... BASTA!!! Serra pensasse a problemi ben più importanti che commentare gli striscioni sul derby... sai ora come ora cosa sogno? che domenica al derby non ci sia NESSUNO striscione...proprio per fargli vedere che nessuno se lo ***... (ehm...mi sono lasciato trasportare...) dopo essermi visto sbattere in prima pagina "la mia sud" (in questo caso sud volutamente minuscolo), questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso...".
Le intercettazioni di Moggi fanno sorridere e tanto fanno capire... la prossima volta che me rubano la moto chiamo pure io il Questore in persona!
"...Già, dà indicazioni alla Digos sul trasporto di un'amica, Silvana, dal dentista: andata e ritorno. Dino Paradiso, ispettore capo della Digos romana, amico di famiglia, non ha bisogno neppure che glie lo dicano: "Se ti devi muovere la sera per Roma ti metto a disposizione uomini e mezzi". E Moggi ricambia con poco, gli racconta come ha fregato gli ultrà della Roma nell'ultima trasferta all'Olimpico: "Conosco bene la città, noi siamo passati dal ministero degli Esteri e ho fatto arrivare sotto gli ultrà il pullman della Roma: uova, sassi, non l'hanno riconosciuto". E giù a ridere. Quanti biglietti vuoi? "Me ne servono dieci, Iannelli, il generale Gervaso... ". In un Paese normale TUTTE le persone intercettate che ricoprono incarichi istituzionali dovrebbero dimettersi, senza se e senza ma. Poiché, al contrario, viviamo in un Paese dove esporre uno striscione con le parole della Costituzione è reato, prospereranno ancora, ma almeno si lasci dire che "ce s'è rotto er fax". Proprio così, ce s'è rotto er fax perché ce l'avete rotto voi!
Inserisco una parte delle registrazioni qui sotto, provando pena per quella parte delle Istituzioni che svolgono il loro lavoro onestamente e precisando che i titoli sono presi dallo stesso speciale di Repubblica.it che trovate sul link di seguito indicato.
Apro questo post per parlare appositamente del concerto di Renato Zero che si terrà a Padova SABATO 26 MAGGIO presso lo stadio Euganeo...
Ovviamente del concerto non mi interessa, l'unica cosa che mi interessa è che, se tutto va come dovrebbe andare, IL GIORNO DOPO COMINCIANO I PLAYOFF DI SERIE C, e stando così la classifica, IL PADOVA DOVREBBE GIOCARE IN CASA PROPRIO QUELLA DOMENICA!
In società e sui giornali silenzio assoluto, cercano di far passare la cosa come "ordinaria amministrazione", ovviamente si cerca di non rompere troppo i coglioni con certe menate... Io invece i coglioni li ho sempre rotti al mondo per sport, e quindi porto alla luce il problema!
DOMANDA DA UN MILIONE DI DOLLARI: NEL CASO IL PADOVA SI QUALIFICASSE PER I PLAYOFF E DOVESSE GIOCARE IN CASA LA PRIMA PARTITA, COME POTRA' OVVIARE ALLA QUASI CONCOMITANZA COL CONCERTO DEL "SORCINO"?
RISPOSTA DELLA "ZED" (LA SOCIETA' ORGANIZZATRICE DEL CONCERTO): "ABBIAMO GIA' PROPOSTO A SUO TEMPO AL CALCIO PADOVA DI TROVARE UN'ALTRA SEDE PER LA DISPUTA DELL'INCONTRO..." (!!!)
RISPOSTA DEL COMUNE: --- (Ragionamento che non fa una grinza ma che quanto meno fa girare le palle)
RISPOSTA DEL CALCIO PADOVA: --- (Idem come sopra)
A questo punto comincio a preoccuparmi seriamente: difficilmente il campo potrà essere in condizione di ospitare la partita più importante dell'anno il giorno dopo un concerto, ed a questo punto rimangono due soluzioni:
SOLUZIONE A= Anticipare o posticipare la partita. (Non so cosa dicano in merito i regolamenti della Lega di C)
SOLUZIONE B (A parer mio la più probabile)= giocare in campo neutro (!!!)
Preso atto che la Zed sta già pubblicizzando il concerto per radio, mi sembra evidente che a questo punto gli unici che finiranno per rimetterci saranno i tifosi biancoscudati...
"Come al solito!", mi verrebbe da dire...
LA SOCIETA' CALCIO PADOVA, TANTO BRAVA A PAROLE, NON HA MAI DIMOSTRATO UN REALE ATTACCAMENTO AI PROPRI TIFOSI, CONSIDERANDOLI PIU' UNA ROTTURA DI CAZZO CHE UN PATRIMONIO DA DIFENDERE. ABBIAMO AVUTO PROVE EVIDENTI DI CIO' NELL'ATTEGGIAMENTO TENUTO DALLA SOCIETA' STESSA TUTTE LE VOLTE CHE LA TIFOSERIA SI E' TROVATA IN SITUAZIONI POCO CHIARE, DOVE SAREBBE STATO OPPORTUNO CHE QUANTO MENO LA SOCIETA' PRENDESSE UNA POSIZIONE CHIARA A FAVORE DEI PROPRI TIFOSI: L'ABBIAMO VISTO A NAPOLI (due ore fermi in tangenziale ed ingresso allo stadio solo nel secondo tempo. Reazione societaria? ---), L'ABBIAMO VISTO CONTRO LO SPEZIA E LA LUCCHESE (dove evidenti incapacità di gestire situazioni a rischio da parte della questura locale ha portato alla diffida di diversi ultras biancoscudati, col chiaro scopo di "coprire" le enormi responsabilità di della questura stessa. Reazione societaria? ---), L'ABBIAMO VISTO PER ESEMPIO SULLA QUESTIONE DELLO STADIO EUGANEO (Da un pò di tempo si è diffusa la convinzione all'interno della tifoseria stessa che lo stadio andrebbe ristrutturato eliminando la pista d'atletica, ma il comune di Padova da quest'orecchio non ci vuole sentire. Reazione societaria? ---).
IL COMUNE DI PADOVA SEMPLICEMENTE ODIA IL CALCIO PADOVA E LA SUA TIFOSERIA. VEDUTE POLITICHE, FORSE. IL FATTO CHE NON PORTA VOTI UTILI ALLE POLTRONE, PIU' PROBABILE. NEL LONTANO 1999 L'ALLORA CANDIDATO SINDACO FLAVIO ZANONATO, NEL CORSO DI UN'INCONTRO CON LA TIFOSERIA RELATIVAMENTE AI PROBLEMI DEL PADOVA SOTTO LA GESTIONE SOCIETARIA DI VIGANO', PER TUTTA RISPOSTA SE NE ANDO' URLANDO; "NAZISTI! AVETE LA SOCIETA' CHE VI MERITATE!". NON AFFRONTO QUI ALTRE QUESTIONI (Diciamo così più "burocratiche") MA DIREI CHE QUELL'USCITA DA PARTE DI UNA PERSONALITA' PUBBLICA FECE CAPIRE MOLTE COSE.
LA "ZED" E' UNA SOCIETA' DI RABBINI CHE (Giustamente da un certo punto di vista, se vogliamo!) PENSA AL SUO GUADAGNO PERSONALE. SE DICESSERO MENO PUTTANATE SULLA STRUTTURA DELL'EUGANEO (Che secondo loro è un bello stadio!!!) O NON PENSASSERO CHE QUELLO STADIO E' CASA LORO, PROBABILMENTE SAREBBERO MENO DISPREZZATI!
Rimangono proprio i tifosi del Padova, che forse non disdegnerebbero fino in fondo l'idea di giocare per una volta in un vero stadio fatto per il calcio e non per le tangenti, ma che giustamente pensano che l'eventuale partita vada giocata in casa propria, a Padova, non in campo neutro!
Cosa farebbero i tifosi, nel caso questo incubo si materializzasse? Personalmente, in caso si decidesse per il campo neutro, opterei per disertare la partita facendo così capire a chi di dovere che il rispetto per i tifosi è una componente fondamentale in una realtà provinciale. Ma è pur vero che le decisioni non le prendo io, e sarebbe bello sentire l'opinione di più di qualcuno sul tema...
Come promesso, ecco la tifoseria biancoscudata in trasferta a Sesto San Giovanni. Senza striscioni, come sarà almeno per questa stagione.
Ringrazio per la collaborazione il webmaster del sito ufficiale della società lombarda (www.acprosesto.it), MASSIMO NAVA.


Scialbo pareggio dei biancoscudati, sostenuti da un gran numero di tifosi nell'hinterland milanese... Lascio spazio ai commenti (http://delirioscudato.forumfree.net) di chi ha vissuto la trasferta, nei prossimi giorni (se mi sarà possibile) pubblicherò anche delle foto:
17/04/2007 - I tifosi del Monza che hanno composto a Pisa lo "striscione umano" con la scritta "NUOVE LEGGI? MI SBATT I BALL" rischiano di essere diffidati. La Questura di Pisa ha chiesto a quella di Monza di identificare i tifosi che indossavano le lettere che componevano lo "striscione umano": tutti (una trentina) rischiano il provvedimento Daspo. La notizia è stata confermata dalla questura di Monza. Questa mattina la notizia era già stata pubblicata in Toscana dal quotidiano "Il Tirreno".
Questo è l´articolo pubblicato dal Tirreno di oggi
PISA - Daspo in arrivo per i tifosi del Monza che durante la partita disputata all´Arena di Pisa alla vigilia di Pasqua esposero una specie di "striscione umano" con scritte ritenute offensive.
Sull´episodio sono in corso indagini.A portarle avanti,congiuntamente sono le questure di Pisa e Monza.
Attraverso i filmati e immagini fotografiche è stata quasi ultimata l´identificazione degli autori della scritta, che recitava : "NUOVE LEGGI? MI SBATT I BALL".
Una scritta ovviamente offensiva nei confronti delle sacrosante restrizioni sulle offese negli stadi,una scusa per offendere impunitamente chiunque in maniera ritenuta scioccamente legittima.La scritta era stata composta con lettre impresse sulle canottiere dei tifosi che,ad un certo momento della partita l´hanno resa visibile alzandosi le camicie e le maglie che indossavano e lasciando scoperto quanto avevano preparato.
Divulgata la notizia la tifoseria pisana ha inviato a tutte le redazioni di tv e giornali un messaggio di solidarietà ai tifosi del monza
SOLIDARIETA´ AI RAGAZZI DI MONZA
Desideriamo esprimere la totale solidarieta´ ai ragazzi di Monza che rischiano diffide per lo striscione umano fatto in occasione di Pisa-Monza del 7 aprile scorso.
Riteniamo assurdo ed inconcepibile questa repressione,ma non erano solo gli striscioni proibiti?il decreto parla forse di maglie?
Qui siamo alla follia,viene negata qualsiasi forma di espressione e di pensiero.
Invitiamo tutte le persone,tifosi e non tifosi a riflettere su cosa sta succedendo nella "democratica Italia".Credete davvero di combattere la violenza negli stadi con queste restrizioni e questa tolleranza zero degna di uno stato dittaroriale??
A questo punto bisogna davvero pensare che chi ci governa e fa le leggi pensa davvero che megafoni,striscioni,tamburi e bandiere siano la causa della violenza?Mentre manganelli girati e coltelli no??..visto che negli stadi continuiamo a vederli(vedi Roma Manchester).
NON C'E' NIENTE DA DIRE: LO STATO ED I SUOI UMILI SERVITORI SONO IN PIENA CRISI ISTERICA!!! GLI PASSERA'...

L'Esecutivo Uefa boccia la candidatura italiana e assegna gli Europei del 2012 a Polonia e Ucraina. Una grande beffa per i favoriti
Un colpo basso, pesantissimo. L'Italia, favoritissima della vigilia, perde clamorosamente la corsa verso l'organizzazione degli Europei 2012 che si giocheranno in Polonia e Ucraina.
Quando Platini ha ricevuto la busta con il verdetto, quasi tutti si aspettavano la vittoria dei campioni del mondo in carica e invece, senza neppure il ballottaggio, l'Italia è stata beffata, con l'Uefa che ha preferito accantonare la tradizione calcistica della nostra penisola per aprire i confini dello sport continentale verso est.
I responsabili della candidatura di Polonia e Ucraina, all'annuncio dell'assegnazione di Euro 2012, sono scattati in piedi dalle loro sedie festeggiando. Emozionato Grygory Surkis, rappresentante ucraino nell'Uefa: "Ora siamo davvero indipendenti, questa fiducia dell'Uefa ce lo conferma". L'amarezza invece ha colpito la delegazione azzurra presieduta da Abete, con il Ministro dello Sport Giovanna Melandri che non è riuscita a trattenere le lacrime, le lacrime di un paese tradito che ora deve riflettere sugli errori commessi per rilanciare il futuro dello sport italiano. (www.vivereultras.tk)
Dopo l’annuncio da parte di Michel Platini che saranno Polonia e Ucraina a ospitare il torneo, nella sala della City Hall della citta’ gallese il ministro dello sport, Giovanna Melandri, una delle sostenitrici piu’ tenaci della candidatura italiana, non ha trattenuto le lacrime.
«Non me l’aspettavo. Avevo parlato con Boniek che non era assolutamente convinto della forza della candidatura di Polonia-Ucraina. È una sconfitta grave». Così Dino Zoff, campione europeo nel 1968 a Roma, ha commentato ai microfoni di Sky la notizia. «Credo - ha aggiunto Zoff - che siamo mancati sui dossier».
La Melandri piange: fa bene. La politica spettacolare, tutte dichiarazioni, fotografie e dichiarazioni della Ministra è stata bocciata dal pragmatismo dell’Est europa.
La Melandri fa piangere. E con lei tutto il Governo Prodi che non sono riusciti ad afferrare una grande occasione di ricchezza per l’Italia.
Il Mondo del Calcio, che fino a ieri aveva salvato l’immagine della Melandri, oggi ha sancito non solo l’inutilità del Ministero Sport/Giovani, ma addirittura il suo fallimento.
Se è vero quel che dice Zoff - “siamo mancati sui dossier” - la Melandri (e con lei i vertici del Calcio italiano) deve dimettersi. (www.melandrina.com)
LEGGI SPECIALI STUDIATE NEL NOME DEL GRANDE BUSINNESS CHE SAREBBE STATO EURO 2012... E ADESSO? MELANDRI, TI SEI ROVINATA CON LE TUE STESSE MANI... STO ANCORA GODENDO!
RICORDI SPARSI DI UN'ADOLESCENZA INQUIETA:
Era il sabato di Pasqua del 1992, ed il Padova affrontava all'Appiani la lanciatissima Reggiana di Ravanelli. I biancoscudati non stavano andando benissimo in campionato, anzi diciamola tutta: facevano proprio cagare!
L'anno prima avevamo perso la serie A nella ormai famosa trasferta di Lucca all'ultimo minuto dell'ultima giornata e, stando ai proclami dell'estate, il campionato 1991/92 doveva essere l'anno buono per il ritorno nella massima serie... Le cose però avevano preso un'altra piega: partito Mario Collautti, destinazione Messina, il Padova era stato affidato a Bruno Mazzia, che aveva dalla sua il poco invidiabile record di tre esoneri consecutivi; ed ovviamente l'andamento in campionato non aveva fatto altro che rinforzare le mie perplessità (che poi erano quelle di un pò tutta la tifoseria). Dopo un'inguardabile 0-0 casalingo col Venezia ("Inguardabile" per chi vive esclusivamente di calcio giocato, a sedici anni per me il calcio era già il "contorno" delle gradinate!) e la sconfitta di Cosenza sette giorni prima la partita con la Reggiana era già l'ultima spiaggia per il tecnico, ed un importantissimo test per la squadra che perdendo si sarebbe trovata invischiata in piena zona retrocessione... La curva al contrario in quegli anni era in forma smagliante, ma questo è un'altro paio di maniche!
La classifica fece si che quel giorno gran parte della mia compagnia optasse per l'Open di Brusegana (oggi si chiama Furore ed è un locale di Lap-dance, all'epoca si chiamava Open, era una disco come tante, ed il fatto che ci suonasse Moka DJ fece si che in quegli anni fosse il locale di maggior tendenza fra i ragazzini di Padova e periferia...) dove era in programma la festa di non so quale istituto, la splendida giornata primaverile fece optare i rimanenti per i colli... Io già all'epoca ero troppo invasato per poter solo pensare di poter dare la priorità a qualcos'altro, e mi recai allo stadio quel giorno con un mio allora compagno di squadra...
Prendemmo il bus n.19 fino a Santa Rita ed attraversammo i giardini a piedi: era un pò un rito in quei primi anni di stadio, quando ancora non ero "parte attiva" della tifoseria, ma ero comunque curioso di vedere le tifoserie ospiti da vicino... Chi conosce la zona lo sa: per quel tratto di strada si finiva diretti in via Marghera davanti l'ingresso degli ospiti, quindi si svoltava a destra per dirigersi verso la curva di casa. Quel giorno l'inesperienza ci fece finire diretti in bocca ai reggiani, che erano pure parecchi e non eccessivamente controllati: un paio si avvicinarono intimando al sottoscritto di consegnare la sciarpetta, per fortuna sia io che il mio accompagnatore, seppur non ancora avezzi ai tafferugli, eravamo abbastanza svegli da non farci fottere così facilmente, e riuscimmo ad allontanarci salvando le nostre preziosissime sciarpette e rimediando giusto uno spintone... Pochi minuti più tardi, dalla parte opposta, un gruppetto di una ventina di reggiani commette l'errore madornale di sottovalutare la situazione e finiranno rosolati per benino. Niente di strano: a Padova non si passeggia nemmeno oggi, figuratevi all'Appiani!
La situazione era strana comunque, c'erano una calma ed allo stesso tempo una tensione particolari: al chiosco di Santa Giustina (che all'epoca era uno degli abituali punti di ritrovo nel prepartita) non c'era tantissima gente, e si capiva che più che i reggiani il leit motiv della giornata era la contestazione al tecnico Mazzia. Arrivò la notizia che nel primo tempo la curva sarebbe rimasta in silenzio. Io ed il mio socio entrammo allo stadio, come ho già detto all'epoca era buon uso per gli sbarbati "farsi i cazzi propri e pedalare": capivo perfettamente il motivo della contestazione, ma il non cantare un pò mi disturbava, soprattutto di fronte a un migliaio di reggiani che si facevano sentire soprattutto con cori per i gemellati di Vicenza... In transenna, al posto dello striscione degli HAG un eloquente "Padova da metà classifica, tifo per metà partita". Ho questo flash dei tre capi di allora, i tre A. che arrivarono allo stadio agghindati in giacca e cravatta... Non ho mai capito se il motivo di quell'abbigliamento inusuale fosse la goliardia o una delle primissime forme di "Casualismo"... La rabbia e la delusione erano forti comunque, ed al gol di Ravanelli buona parte della curva esplose: "Mazzia, Mazzia, vaffanculo!", a stento frenato dagli stessi ragazzi del direttivo: l'ordine era di cantare solo nel secondo tempo, ed in caso di sconfitta... cazzi da cagare!
Come promesso, nel secondo tempo la curva iniziò a tifare alla grande: prima una cartata che ebbe l'effetto di ritardare l'inizio della ripresa e di far prendere una discreta multa alla società (cazzi loro!); poi un tifo rabbioso, come solo la vecchia "Nord" dell'Appiani sapeva fare... Il Padova, se mai fosse stato possibile, riuscì a giocare ancora peggio che nel primo tempo, avrebbe rischiato di prendere almeno 4 gol nella ripresa!
Verso la fine della partita la "Nord" si incazzò definitivamente: iniziò a volare di tutto in campo, prima una trave di legno, poi il "batocchio" di un tamburo che cadde a pochi centimetri dall'arbitro Pairetto. Ancora: qualcuno diede fuoco alla carta igienica che aveva fatto da coreografia e che gli inservienti avevano ammassato sotto la "Nord" (furbescamente, mi verrebbe da dire!) costringendo Pairetto a sospendere ancora per qualche minuto il gioco per consentire ai pompieri di spegnere l'incendio. Oggi la partita sarebbe stata sospesa perchè "non sussistono le condizioni per poter giocare", ma ai tempi erano tutti decisamente meno fighette...
Alcuni ragazzi si arrampicarono sulla recinzione tentando di invadere il campo (Chi ricorda l'altezza della recinzione della Curva Nord, sa benissimo che era impossibile da scavalcare senza rompersi l'osso del collo!): in particolare ricordo uno dei vecchi personaggi del Ghetto (tuttora presente nonostante la tossicodipendenza ormai ventennale!) che giunto a metà recinzione non era più in grado ne di salire ne di scendere. Dal campo, gli sbirri gli intimavano di scendere e lui che a gesti gli rispondeva "Un attimo! Calma!". A ripensarci oggi era una scena esilarante, ma in quel momento in curva non rideva nessuno ed eravamo tutti incazzati come iene. Gli sbirri divennero così il bersaglio domenicale, nonostante in quegli anni fra gli ultras (con l'eccezzione di pochissime città) non fosse ancora diffuso l'odio verso le forze dell'ordine. Alcuni celerini entrarono nel parterre per riportare la calma, ma finirono per trovarsi circondati dai Ragazzi della Nord inferociti: intervennero allora i finanzieri, ed il mio socio (che quando vedeva un pò di movimento tentava sempre di aggregarsi nelle retrovie) si ritrovò disteso a terra a prendere bastonate! Ben peggio andò ad uno dei personaggi storici della curva, che venne arrestato dopo un lungo inseguimento attraverso la gradinata con gli sbirri e trascorse la Pasqua in guardina!
Per cinque minuti buoni in curva si susseguirono scontri fra ultras e polizia, mentre all'esterno dello stadio molti altri cominciarono a prendere a sassate il cordone di polizia che divideva dal settore ospiti. Si andò avanti per una buona mezzora fra una cosa e l'altra. Alla fine riuscii a recuperare il mio socio, malconcio, zoppicante ed ancora furioso per il trattamento ricevuto! Mentre ci dirigevamo verso il centro (La furbizia ci sconsigliò di fermarci a prendere l'autobus in Prato della Valle) incrociammo una macchinata di reggiani, gente tranquilla, a prima vista una famiglia in gita di piacere (coppia di fidanzatini con suoceri al seguito). Avevano fatto l'errore di parcheggiare in una delle zone peggiori di Padova, fra tifosi e tossici che bazzicavano il Prato all'epoca, e si erano ritrovati una fiancata rigata. Il proprietario dell'auto fece l'errore di urlarci (eravamo tutti e due parecchio velenosi in quel momento): "Padovani di merda, guardate cosa mi hanno fatto i vostri amici del cazzo! Chi me la ripaga la vernice?". Per tutta risposta prese un doppio calcio sulla portiera, che ebbe l'effetto di lasciarlo esterefatto a guardarci e sicuramente di aumentare il conto del carrozziere...
AL termine della giornata, la dirigenza ufficializzerà l'esonero di Bruno Mazzia, sostituito da Mauro Sandreani che sarà poi il protagonista della scalata del Padova verso la serie A... Quando si dice "esonerato a furor di popolo"!
PER TUTTI I CURIOSI, QUESTO E' UN VIDEO RELATIVO PROPRIO A QUELLA PARTITA, DA UN SERVIZIO DI "DIFFUSIONE EUROPEA DELL'EPOCA": http://www.youtube.com/watch?v=lBbBtghJZhw