TUTTO CIO' CHE LEGGERETE COL SEGUITO NON CENTRA UN CAZZO COL CALCIO... CENTRA INVECE CON GLI ARGOMENTI TRATTATI IN QUESTO BLOG!
Federico Aldrovandi era un ragazzo di Ferrara, morto in circostanze misteriose ad appena 18 anni la sera del 25 settembre 2005. Quella serata l'aveva trascorsa con amici a Bologna, pare ci avesse dato con qualcosina, fatto sta che al ritorno nella città natale viene fermato dalla pula, e qui comincia il mistero...
Il ragazzo muore, inizialmente sembra per overdose (vengono trovate tracce di ketamina ed eroina da una prima autopsia), ma si parla di un trattamento particolare ricevuto dagli agenti... Tanto che la questura (minuscolo ovviamente!) si muove subito per smentire che "Il decesso sia avvenuto per le percosse subite dagli agenti" (che per come la vedo io è già una mezza ammissione di colpa)... Una seconda perizia sul cadavere, stabilirà che il giovane in realtà è morto per schiacciamento della cassa toracica (IN POCHE PAROLE, AVREBBE AVUTO UN AGENTE SOPRA DI LUI CHE LO HA TENUTO SCHIACCIATO A TERRA PER UN TEMPO INTORNO AI 15 MINUTI!!!), e che le sostanze assunte (sulle quali non c'è nulla di sicuro cmq) non sono state la causa di morte...
La madre ha aperto un blog su internet (http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/) diventato subito uno dei più importanti d'Italia, in cui cerca la verità sulla morte del figlio... Lo scalpore suscitato dalla vicenda ha fatto si che ne parlassero anche "coloro che son pagati per tacere la verità", ovvero i giornalisti, che inizialmente avevano liquidato con due righe la notizia (ah, gli interessi delle lobby quando si incrociano!).
Ora, io non voglio dare giudizi su una persona che non conoscevo, ne mi interessa difendere chi si fa o metterla su un piano politico... Apro questo post proprio perchè ognuno di voi (anche chi legge occasionalmente e magari è convinto che i tutori del disordine siano degli uomini capaci ed incorruttibili, e che chi finisce nelle loro grinfie abbia per forza combinato qualcosa di grave...) apra gli occhi su chi sono gli uomini in blu, e perchè ognuno sia diffidente nei loro confronti... Perchè sono stanco di sentir parlare di "fiducia nelle istituzioni" e di "collaborazione fra i cittadini e le forze dell'ordine", direi che il blog parla chiaro (e le foto del giovane massacrato parlano ancor di più!) sull'idea di "legge ed ordine" che hanno questi signori! Dovrebbero far riflettere i veri delinquenti che girano indisturbati e molto spesso godono di protezione proprio da questi signori (del resto, le telefonate fra Pisanu ministro degli interni e Moggi emerse in questi giorni fanno capire quanto pulite siano le istituzioni), dovrebbero far riflettere casi come quello di Provenzano latitante per oltre 40 anni a due chilometri da casa, tante cose dovrebbero far riflettere su quello che è il loro vero atteggiamento; ma siccome ancora c'è gente che non lo capisce, è giusto che certe cose gli siano sbattute in faccia con brutalità... Ed è giusto che capiate come si comportano anche in ambito stadio, questi signori!
(TRATTO DAL FORUM "DELIRIO SCUDATO" (http://delirioscudato.forumfree.net) IL 21 MAGGIO 2006)
DAL CORRIERE DI OGGI:
Per 4 agenti l'accusa è di aver provocato il decesso del giovane
Federico, svolta nell'inchiesta
Ferrara, trovate altre prove nella cassaforte della polizia: sette tamponi con il sangue della vittima e documenti clamorosi
FERRARA - Le sorprese erano chiuse in cassaforte. Ci sono novità sulla storia di Federico Aldrovandi, lo studente diciottenne che il 25 settembre 2005 morì a Ferrara dopo essere stato fermato dalla polizia. Tutto era pronto per l’udienza preliminare che il prossimo 20 giugno deciderà se mandare a processo quattro agenti accusati di omicidio colposo. Ed invece, dalla questura arrivano nuovi reperti, sconosciuti agli atti dell’inchiesta. Dagli «originali » delle telefonate ai tamponi imbevuti del sangue del ragazzo. E con essi affiorano dubbi e sospetti, ai quali dà corpo Alessandro Gamberini, legale della famiglia del giovane: «È la prova di come in questa inchiesta il materiale di indagine sia stato accuratamente selezionato, dato o non dato a seconda della convenienza. Per fortuna qualcosa è cambiato». Aldrovandi muore a Ferrara, in via Ippodromo, dopo aver trascorso la notte in un centro sociale di Bologna. Così ricostruiva i fatti una nota della questura: «Alle 6.25 personale di Polizia interveniva su segnalazione di alcuni cittadini che avevano riferito del comportamento strano di un giovane. Poco dopo, il giovane è stato colto da malore».
■ La vicenda
Caso chiuso. Morto per cause naturali, durante il trasporto in ospedale. Overdose, si dirà poi. Tre mesi dopo Patrizia, la madre di Federico, apre un blog per chiedere nuove indagini. Emergono testimonianze che parlano di un controllo piuttosto energico da parte degli agenti intervenuti. Secondo i consulenti della famiglia ci sarebbe stata una violenta colluttazione tra quattro agenti e Aldrovandi, sottoposto ad una immobilizzazione forzata con schiacciamento della cassa toracica. Il 9 gennaio 2007 c’è la richiesta di rinvio a giudizio per quattro poliziotti. La partita giudiziaria si giocherà su perizie mediche e sulle diverse ricostruzioni degli orari. Anche per questo, è di grande onestà e pulizia la nota datata 2 febbraio 2007 della Squadra mobile di Ferrara che accompagna le nuove rivelazioni. Scrive il dirigente: «In data odierna ho avuto accesso, per la prima volta, al registro degli interventi del 113 relativo al periodo di indagine, fino ad oggi custodito nella cassaforte dell’Unità di polizia giudiziaria». Per una circostanza fortuita, si apre così, «per la prima volta», lo scrigno che contiene gli originali degli atti compiuti quel 25 settembre 2005.
Il catalogo è questo: ci sono tutti i brogliacci delle telefonate effettuate dagli agenti, e gli orari del loro intervento nel luogo dove Federico Aldrovandi cominciava la sua agonia. La Squadra mobile li mette a confronto con i documenti «puliti» che sono stati poi allegati agli atti dell’inchiesta. E scopre che tra la copia «in brutta» e quella in bella, ci sono differenze sostanziali. Sull’orario dell’arrivo della prima pattuglia, i cui agenti sono accusati di aver pestato Aldrovandi: «Doverosamente si deve rilevare come il foglio di intervento originale, annullato con dei segni trasversali a penna, è parzialmente difforme» da quello poi trascritto agli atti. «In particolare, la difformità è relativa all’orario in cui è stato dato l'intervento, e la correzione fatta a penna contrasta con i fogli successivi ». Il nuovo questore di Ferrara, Luigi Savina, uno dei poliziotti più stimati dal Viminale, mette per iscritto di non aver chiesto «per ora» una relazione sull’accaduto ai due ispettori che hanno firmato i rapporti solo perché consapevole che anche la Procura ha un procedimento in corso sui modi con i quali è stata effettuata l’indagine sulla morte di Aldrovandi. Dal carteggio custodito in cassaforte spuntano anche due lettere «manoscritte in originale», che sono riferibili alle attività di sopralluogo compiute la mattina del 25 settembre—Aldrovandi morì poco dopo l’alba—«ma non risultano finora essere state inviate alla autorità giudiziaria».
L'ultima scoperta è forse la più clamorosa. La questura comunica di aver ritrovato anche sette tamponi intrisi di sangue «relativi al giovane Aldrovandi» conservati da ormai due anni nei frigoriferi della Polizia scientifica, e mai messi agli atti. In una vicenda dove autopsie, perizie mediche e sopralluoghi contano molto, è un dettaglio che potrebbe avere la sua importanza.

Visto così sembra un pò difficile che sia morto per "sindrome da delirio eccitato" come raccontato dalla polizia... vi pare?
Il documento che vedete riportato qui sotto è una sorta di comunicato-cronistoria di quanto accaduto negli ultimi tempi a Rimini, dove sono stati emessi ben 28 provvedimenti di diffida a carico di altrettanti ultras romagnoli, non per incidenti avvenuti allo stadio, bensì per una manifestazione non autorizzata (a detta della questura locale) indetta per ricordare un personaggio storico della loro curva morto dieci anni or sono. Verrebbe da ridere, se non fosse tutto tragicamente vero... E ci stupiamo che ci sia tutta quest'attenzione nei confronti degli ultras mentre i delinquenti veri girano liberamente per le nostre città e ci entrano in casa? Fino a quando nelle questure italiote siederanno loschi personaggi che hanno come unico scopo quello di far carriera nella maniera più rapida ed indolore possibile, dobbiamo abituarci a vedere da così a peggio!
Cari cittadini, non aspettatevi troppo dalla polizia, sono troppo presi dalle loro manie di protagonismo per essere veramente vicini ai problemi della gente: se dovete difendervi, imparate a farlo da soli!

TRATTO DA WWW.BIANCOSCUDATI.NET
AAA cercasi stadio a norma per disputare prossimo campionato di serie C1. Potrebbe essere riassunto così il problema, poco considerato, che il Calcio Padova potrebbe vivere da oggi al 30 giugno. Tra poco più di un mese, infatti, la società di Via Nereo Rocco dovrà ratificare l’iscrizione al prossimo campionato e per farlo dovrà indicare uno stadio in cui disputare le gare casalinghe che sia a norma con il “famigerato” decreto Amato. Le pene per le società inadempienti sono (in teoria) molto severe, tra queste è prevista addirittura la mancata iscrizione ai tornei di competenza. Va tenuto presente che queste norme si applicano solo a quegli impianti che hanno una capienza superiore ai 7.500 posti e che, in serie C1, riguardano piazze storiche e calcisticamente rilevanti come appunto Padova, ma anche Pisa, Cremona, Lucca, Foggia, Perugia, Salerno, San Benedetto del Tronto e così via.
Al momento l’Euganeo non supererebbe l’esame, visto che le stringenti disposizioni elaborate non prevedono più deroghe di sorta e prescrivono le seguenti opere: la perimetrazione dell’impianto, i varchi di accesso con preselettori e tornelli, l’impianto TVCC (cioè un impianto tv a circuito chiuso). Ma non finisce qui. Oltre alla realizzazione di tutti gli interventi di messa a norma, prima dell'inizio del campionato le società interessate dovranno presentare: a) la convenzione d'uso dell’impianto su cui dichiareranno di giocare sottoscritta con l'amministrazione comunale che ne è proprietaria; b) il progetto vistato dei lavori di adeguamento per l’approvazione da parte della stessa competente autorità; c) una dichiarazione dell’ente appaltante con la precisa calendarizzazione degli interventi.
Ricordiamo che il nulla osta, dalla prossima stagione, non lo darà più la Lega di serie C bensì la Figc. Chi non sarà in regola non verrà iscritto, a meno di emigrare in impianto diverso da quello cittadino e che abbia caratteristiche a norma con i rigorosi regolamenti federali.
La domanda che tutti gli sportivi padovani si fanno è: “Ma il sindaco Zanonato, l’assessore Sinigaglia e il presidente Cestaro sono a conoscenza del problema?”. A quanto pare no, visto che le istituzioni politiche, oltre a disinteressarsi quasi del tutto del movimento calcistico cittadino, preferiranno spendere 500.000 euro per risistemare la pista d’atletica dell’Euganeo, nonché varare nuovi progetti come un palazzetto indoor e due campi d’allenamento nei pressi della curva sud dell’impianto padovano.
Probabilmente ci sarà la solita “soluzione all’italiana”, l’ennesimo “condono” e potrà verificarsi che le ferree norme del decreto Amato siano riviste con i soliti “giochetti” di escamotage e deroghe varie. Al momento, però, c’è da fare i conti con questa situazione: se le norme verranno applicate il Padova non avrà uno stadio cittadino in cui giocare, a meno che in un mese chi di dovere non si adoperi per iniziare la messa a norma dell’Euganeo, pena, o la mancata iscrizione al campionato di C1, oppure una migrazione lontano da Padova in un impianto che rispetti le disposizioni del Ministero dell’Interno.
Per chiudere il discorso-stadio, per i sostenitori biancoscudati oltre il danno c’è anche la beffa: in questi giorni il sindaco di Sassuolo ha confermato che per la gara di ritorno dei playoff che i neroverdi disputeranno contro il Monza, l’angusto impianto della cittadina emiliana sarà dotato di due curve, una da 400 e una da 1.000 posti, segno che quando ci sono persone vicine ai bisogni dei cittadini (per chi lo ignorasse, ricordiamo che anche gli sportivi e i tifosi sono dei cittadini che votano e che pagano le tasse) nulla è impossibile, peccato che a Padova invece si pensi ad altro…
E pensare che, per farci giocare il Treviso due anni or sono, Quimby ed il suo giullare avrebbero fatto carte false...
Opinione personale: non si può comunque pretendere che dei fottuti politicanti si interessino di loro spontanea volontà ai problemi del vero sport cittadino in quanto, come hanno ampiamente dimostrato, non ci capiscono un cazzo! Giunti a questo punto dovrebbero essere la società e la tifoseria stessa che fanno pressione sulla questione stadio: nello scorso campionato ricorderete come l'azione mirata del "Comitato tifo vecchio stampo" scoperchiò una situazione farsesca, e come la cosa fece scalpore su tutti i giornali locali... Si sarebbe potuto ottenere molto, peccato che (come spesso accade) quando è ora di prendere delle posizioni molta gente latita. Se oggi tutti insieme facessimo pressione, nel giro di poco tempo otterremmo molto più di quanto possiamo immaginare... Alla faccia dei politicanti di Palazzo Moroni! Mi chiedo allora cosa si aspetti, cosa aspetti il Calcio Padova e cosa aspetti la Curva Sud...


"In tale quadro e alla luce delle conclusioni medico-legali e dei filmati a disposizione, pur non potendo esprimersi per una diagnosi definitiva, l'ipotesi della inidoneita' sembra riunire maggiori elementi di probabilita'": e' quanto scrivono gli investigatori dei Ris di Parma chiamati dalla Procura per i minorenni di Catania ad esprimersi sulla idoneita' del sottolavello che sarebbe stato utilizzato nei tafferugli del Massimino il 2 febbraio scorso durante il derby Catania-Palermo per uccidere, secondo l'accusa, l'ispettore capo della Polizia di Stato Filippo Raciti. La perizia, depositata questa mattina, e' stata letta dall'avvocato Giuseppe Lipera che ha convocato i giornalisti per fare il punto sulle indagini dell'inchiesta che vede indagato di omicidio il 17enne catanese. "Vedremo come reagiranno a queste conclusioni i consulenti del Pm - ha aggiunto Lipera - adesso vogliamo solo tranquillita' in vista dell'udienza del 31 maggio dinanzi la Cassazione". Lipera ha anche annunciato di avere affidato una perizia necrospospica. "Da ieri sera tutto quello che noi dicevamo a proposito dei dubbi, che sono certezza ormai, in merito alla perizia necroscopica, noi lo possiamo affermare - ha spiegato Lipera - grazie al fatto che il numero uno della medicina legale italiana ha accettato l'incarico e stasera o domani mattina al massimo mandera' un eleborato che conferma le tesi esposte dal nostro consulente, il dottor Caruso". "Non si parli piu' di omicidio dell'ispettore Filippo Raciti, ma di morte del povero poliziotto", ha chiesto l'avvocato. Per il perito di parte, Francesco Privitera, nominato dalla difesa, le "conclusioni dell'accusa non sono suffragate ne' sostenute da elementi tecnici e scientifici sulla compatibilita'" tra il sottolavello e la ferita cagionata a Raciti. Per gli esperti della difesa la perizia eseguita non prende in considerazione la velocita' e la forza" necessarie affinche' il colpo sia letale ne' "la compatibilita' con la natura, la tipologia e la conformazione delle lesioni rilevate" sulla vittima. Per questo lo studio Lipera chiede che "ci sia un ulteriore, scrupoloso, scientifico approfondimento per ottenere un totale accertamento della verita'". (AGI) - Catania, 25 mag. -
Non potete nascondere per sempre la verità... Prima o dopo salterà fuori e ci sarà da ridere!

La vera Padova non tifa le squadre a strisce...
La vera Padova non canta "Milano siamo noi" in Prato, perchè con Milano non centriamo un cazzo e ne siamo pure fieri!
La vera Padova non va in giro con magliette o sciarpe rossonere bianconere o nerazzurre
La vera Padova non esulta per la vittoria di una coppetta da ricchi, casomai è fiera di cantare "Noi non siamo campioni d'Europa"!
La vera Padova non si arrampica sulle statue in Prato per festeggiare la vittoria di una squadra di Milano, primo perchè non è una squadra di Padova, secondo perchè cmq La vera Padova ha rispetto della propria storia e dei propri monumenti
La vera Padova non fa caroselli con le auto in centro per festeggiare la vittoria di una squadra di Milano per il motivo spiegato sopra
La vera Padova ha festeggiato l'ultima volta in Prato nel 1995
LA VERA PADOVA TIFA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A.C.PADOVA 1910, E IERI SERA NON AVEVA NESSUN MOTIVO PER FESTEGGIARE! Senza offesa per nessuno....
ARTICOLO TRATTO DA "IL PADOVA":
Tassello per tassello, il mosaico della futura cittadella dello sport a fianco dell'Euganeo prende sempre più forma. Il Comune, in collaborazione con il calcio Padova sta vagliando la possibilità di realizzare due nuovi campi da calcio a fianco dell'attuale stadio. La richiesta è arrivata dal responsabile del settore giovanile Giorgio Molon, durante una fitta serie di incontri tra palazzo Moroni e società avvenuti in questi giorni. Ultimo quello di ieri sera tra il sindaco Flavio Zanonato e il presidente del Padova Marcello Cestaro. I due, in compagnia anche dell'assessore allo Sport Claudio Sinigaglia, hanno discusso del futuro della squadra. «Abbiamo rinnovato la nostra fiducia a Cestaro - dice Claudio Sinigaglia - e mi pare che il presidente abbia assorbito la delusione per non essere arrivato ai playoff e stia già guardando ai progetti per il futuro». Nessuna richiesta ufficiale per l'annosa questione del centro commerciale da realizzare nell'area Euganeo. Una proposta che già in passato il Comune aveva cassato senza appello. Largo invece alla possibilità di realizzare due nuovi campi d'allenamento a fianco dello stadio di corso Australia. «Valutiamo la richiesta», commenta Sinigaglia. Considerando che l' ipotesi rientra nel campo delle possibilità per la realizzazione della cittadella dello sport. Certezza invece sulla nascita, a fianco della curva Sud, del nuovo palazzetto indoor per l'atletica leggera. Un'opera già finanziata dalla Regione Veneto. Assieme alla nascita anche di una piccola palestra per la ginnastica artistica. In tema sportivo: la giunta ha approvato ieri il progetto esecutivo per il rifacimento della pavimentazione della pista dello stadio Colbachini. Il Comune ha prenotato una spesa di 500mila euro per rimettere in sesto la vecchia pista d'atletica. Mentre prende forma anche lo stadio del ghiaccio al Plebiscito: approvata la variante al Prg necessaria.
Con questa giunta comunale c'è semplicemente da mettersi le mani nei capelli... Insomma, non si vuole proprio sentire parlare di eliminare la pista d'atletica all'Euganeo, non si vuole proprio capire che è una struttura inutile in uno stadio del calcio. NON SOLO NON SI VUOLE CAPIRE, MA BEN PRESTO CI TROVEREMO A FIANCO DELLA CURVA SUD UN PALAZZETTO INDOOR (!!!) PER L'ATLETICA E DIETRO DUE CAMPI DI CALCIO. SPESE CHE NON RIENTRANO NEI 500 MILA EURO PER RIMETTERE IN SESTO LA PISTA D'ATLETICA, CHE CONTINUO A CHIEDERMI CHE SENSO ABBIA!
Appurato che Sinigaglia è un patetico ignorante protetto dalla classe politica e dalla lobby dei giornalisti padovani (in primis il Mattino), e che Zanonato in cinque anni deve far mangiare tutto il suo giro di amici e parenti (fra i quali probabilmente ce ne sono che lavorano nel campo delle costruzioni...); la domanda che mi pongo realmente è: CESTARO QUANDO VA A PARLARE IN COMUNE DI COSA CAZZO PARLA? DEL SOLE O DEL CALDO? MA SOPRATUTTO: PER QUALE MOTIVO SULLA QUESTIONE STADIO NON VENGONO MAI INTERPELLATI COLORO CHE SONO I PRIMI AD USUFRUIRE DI QUEL CAZZO DI IMPIANTO DI MERDA, OVVERO I TIFOSI DEL CALCIO PADOVA?
Continuando ad augurarmi che i padovani alle prossime elezioni abbiano capito per chi non devono più votare!
MILANO - Sette persone, tutti ultras della curva sud milanista, sono state arrestate dalla Polizia a Milano. Quattro sono stati portati in carcere mentre per tre sono stati disposti gli arresti domiciliari; altre tre persone risultano denunciate in stato di libertà. L'indagine, compiuta dalla Digos, ha evidenziato, a quanto si é appreso, "reiterati tentativi di estorsione" nei confronti del Milan da parte di un gruppo di "agguerriti ultras" costituitisi dopo lo scioglimento della 'Fossa dei Leoni' e che in realtà avevano messo in piedi un'attività criminosa finalizzata ad ottenere agevolazioni sui biglietti d'ingresso allo stadio. Gli investigatori della Questura di Milano hanno scoperto che, per ottenerli, gli ultras minacciavano la società di comportamenti violenti quali lancio di fumogeni e altro che sarebbero potuti costare sanzioni anche economiche alla società. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e lancio di torce luminose durante una manifestazione sportiva. Sugli sviluppi dell'operazione è prevista una conferenza stampa alle 11:00 in questura.
Non è mia abitudine commentare le disgrazie altrui, ne ho mai augurato la galera a nessuno, nemmeno al mio peggior nemico. Mi limito ad un ragionamento semplice semplice: ho visto più di qualche partita a San Siro (sia quando ci ha giocato ai bei tempi il mio Padova, sia in altre occasioni) sia del Milan che dell'Inter, e provavo rabbia quando vedevo determinati personaggi diciamo così "di spicco" arrivare in Porsche mentre io allo stadio ci andavo in motorino in pieno inverno... Di soldi ne ho spesi tanti per il mio Padova, altri (forse) in altre città non ne hanno spesi poi tanti.... O forse ne hanno guadagnati, non mi interessa... Prima che qualche sbarbato o qualche burattino legga l'articolo minacciandomi (il mondo è pieno di fenomeni) perchè non mi faccio i cazzi miei sulla vicenda, faccio una precisazione: ho quasi 31 anni, 15 di stadio fatti, ho occhi per vedere, orecchie per sentire ed una testa per pensare. E, perdonatemi, certe cose mi sembrano evidenti: sono fin troppo evidenti certi "scioglimenti" di gruppi storici così dall'oggi al domani e diventano ancora più evidenti quando questi gruppi la domenica successiva vengono immediatamente rimpiazzati da altri; sono fin troppo evidenti i trattamenti di favore di cui godono certe tifoserie e certi personaggi soprattutto nelle grandi città; sono fin troppo evidenti i collegamenti di determinati personaggi e determinati giri; sono fin troppo evidenti i giri di soldi di determinati gruppi (biglietti, materiale, prenotazioni trasferte, ecc).... NOn me ne frega un cazzo, ognuno fa quello che vuole, ma non parliamo per piacere di "Mentalità ultras", di "Valori" o di cagate del genere. Non parliamone proprio perchè qui siamo oltre ciò che è il mondo ultras, ed andiamo nel mondo degli interessi privati in cui ognuno risponde solo alla propria coscienza, se ce l'ha. Per quanto mi riguarda, mi tengo stretta la mia curvetta piccola e provinciale, mi tengo stretta la mia squadretta e la mia serie C, mi tengo stretti i miei 1000 ragazzi in casa e 200 in trasferta quando tutto va bene... E vi giuro, ad un ragazzo come me che frequenta una curva metropolitana, non invidio proprio nulla. Nessuno si senta offeso, o se per caso ho offeso qualcuno... vada pure a farsi fottere con le sue gambe, non è un problema mio!
http://www.youtube.com/watch?v=YQ7MrVEAVEs&mode=related&search=
http://www.youtube.com/watch?v=Vseh1moQIz8&mode=related&search=
E' un'argomento che non centra un cazzo col calcio... Appunto, perchè in questo video sono ritratte donne e bambini, normali cittadini ed anziani... Non certo ultras da stadio!
Voglio solo dedicare questi due filmati a tutti coloro che "La polizia fa sempre il proprio dovere", "la polizia non carica mai a casaccio", "le forze dell'ordine non usano mai la forza se prima non vengono provocate"... Sono profondamente felice del fatto che sempre più gente si stia convincendo dell'esatto contrario!!
ARTICOLO TRATTO DA WWW.BIANCOSCUDATI.NET:
Marcello Cestaro, mai come quest’anno, è un uomo solo. Il presidente del Padova è a un bivio. Non può contare sull’appoggio dell’amministrazione comunale, che al calcio negli ultimi tempi ha preferito il rugby o la pallavolo per la destinazione delle risorse destinate al sostegno dell’attività sportiva. E a palazzo Moroni aspettano le sue decisioni, con la consapevolezza che in ogni caso il sindaco Zanonato ha escluso ogni intervento diretto. Non tira buona aria nemmeno in famiglia e alla Unicomm. La famiglia spinge per un disimpegno, preoccupata dalle ingenti perdite di bilancio che continuano a verificarsi da quando l’imprenditore vicentino guida la società biancoscudata. I soci, infine, nicchiano. Anzi, c’è più di un segnale che sembra delineare una vera e propria “fuga” dal Padova in atto in queste ore. Cestaro ha detto mercoledì di voler rimanere ma dovrà fare i conti con un quadro davvero complesso che si sta delineando in questi giorni.
IL CDA – Sono giorni frenetici per Cestaro. L’imprenditore vicentino avrebbe voluto anticipare al massimo i tempi del cda, in un primo momento fissato per mercoledì, poi spostato a ieri e, infine, rinviato ancora alla prossima settimana. Decisiva l’indisponibilità di alcuni soci, che sono peraltro molto scettici sull’opportunità di continuare l’avventura alla guida del Padova. Secondo una fonte societaria riservata la situazione non è semplice, anche perché gli sforzi compiuti a gennaio per il mercato e per l’arrivo di Mandorlini sono stati ingenti. La delusione per il comportamento dei giocatori, pronti a battere subito cassa quando si è trattato di definire un premio promozione e poi rovinosamente crollati, fatalità, proprio dopo aver raggiunto il quarto posto, è notevole. Resta anche il “buco” lasciato da Jens Bernhardsson, con 140.000 euro come sgradevole eredità dopo il suo ritorno in Svezia. Anche in questo caso è stato Cestaro a farsi carico di coprire la perdita, accollandosi il corrispettivo della quota detenuta dall’imprenditore svedese. Attualmente la quota del titolare della Unicomm in seno al Calcio Padova super il 70 per cento. Nei giorni scorsi i segnali arrivati a Cestaro sono stati sconfortanti. Un socio ha chiesto un disimpegno parziale, un altro intende defilarsi e sostenere soltanto tramite una pubblicità sui pannelli dello stadio Euganeo nella prossima stagione il club di via Nereo Rocco, per non parlare di chi, addirittura, vuole abbandonare definitivamente la nave.
L’IMPEGNO DI CESTARO – Restano le intenzioni di un presidente che ha dimostrato di aver fatto di tutto e di più per tentare di spingere il Padova verso la serie B. Ha commesso molti errori, certo, ma di sicuro nessuno potrà imputargli di essersi tirato indietro nel momento del bisogno. Adesso il bivio sembra di quelli fondamentali. O continua, grazie all’aiuto di nuovi partner padovani, oppure servono in tempi stretti nuovi acquirenti. Al momento segnali in questo senso sono giunti soltanto da ambienti esterni alla città. Si è trattato finora di contatti informali. Potrebbero decollare soltanto nel caso in cui ci fosse una reale intenzione di vendere. E, a quanto pare, al momento Cestaro vuole fare di tutto per rimanere in sella.
Direi che sono le stesse scene di ogni anno: il presidente deve chiedere il permesso a casa per decidere se rimanere o meno, i soci non si sa se e quanto vogliono investire (ma la vera domanda da porsi è: che cazzo ha da rompere i coglioni gente come De Gasperi che ha si e no il 10% delle azioni?) l'imprenditoria padovana dorme come del resto la classe politica locale... DOMANDA: SARA' MAI POSSIBILE UN GIORNO FARE CHIAREZZA PER TEMPO? SARA' MAI POSSIBILE UN GIORNO SAPERE IL GIORNO IN CUI FINISCE IL CAMPIONATO O AL MASSIMO LA SETTIMANA SUCCESSIVA DI CHE MORTE BISOGNERA' MORIRE?
Tutto ciò per mettere in luce quello che è il vero e proprio tallone d'achille della gestione Cestaro: l'assoluta mancanza di idee chiare e di una vera e propria programmazione!
UNA NUOVA PALESTRA ALLA MAMELI DI VIA DORIGHELLO: SPESA PREVISTA 300 MILA EURO!!!
Undicesima palestra in tre anni in città, record personale dell'Assessore allo Sport Sinigaglia: "E' la rivoluzione dello sport cittadino!" esulta. Si tratta della palestra della scuola media Mameli, precisamente la succursale in via Dorighello, altrimenti conosciuta come ex-Falconetto. E' già contemplata nel bilancio 2007: costerà 300.000 euro, 200.000 saranno investiti dall'amministrazione e 100.000 prelevati dal budget del quartiere 3. I lavori che partiranno a fine anno scolastico prevedono la copertura della palestra esterna con un'arco struttura di 40 metri per 20, due lati in muratura e doppio strato di copertura in pvc e legno lamellare....
(Tratto da "Il Mattino di Padova" del 17 maggio 2007)
Come potrete ben ricordare, a dicembre 2005 i soldi per costruire allo stadio Euganeo una curva a bordo campo non c'erano; e nemmeno si poteva consentire l'ingresso di privati nell'opera... I soldi per inaugurare 11 (UNDICI!!!) nuove palestre in città, l'assessore sinigaglia (minuscolo) li ha sempre trovati. Allora diciamocela tutta fino in fondo, caro sindaco (minuscolo) e cari assessori (minuscolo): del Padova non ve ne importa proprio nulla, e se mai potete lo ostacolate! Per voi contano i vostri piccoli orticelli, i vostri piccoli intrallazzi personali; ma il Calcio Padova 1910 ed i suoi tifosi per quanto vi riguarda potrebbero anche sprofondare assieme allo stadio Euganeo...
PADOVANI: RICORDATEVI MOLTO BENE CHI AVETE VOTATO!!!