(Da "Il Mattino di Padova", sabato 29 luglio 2007)
«La pista? E’ dura, è lenta, è bruttissima»
Gli atleti la bocciano: «In queste condizioni impossibile fare buoni risultati» Il presidente del Coni Veneto Gianfranco Bardelle accusa «Il Comune di Padova doveva pensare a muoversi prima»
«Il Comune doveva muoversi prima, la pista doveva essere provata e tarata. Un pò come succede per le auto: quando una macchina è nuova, per il periodo iniziale si fa il rodaggio. Doveva accadere la stessa cosa anche per la nuova pista di atletica». A strigliare il Comune di Padova è Gianfranco Bardelle, presidente regionale del Coni. Pur lodando la velocità con cui la macchina organizzativa ha preparato l’imponente manifestazione che si concluderà oggi, non può non tenere conto delle critiche degli atleti nei confronti della pista di atletica leggera dell’Euganeo, restaurata di recente. Troppo lenta, secondo la maggior parte degli atleti. E per questo penalizzante, perché non è possibile raggiungere tempi buoni. «Già in occasione del meeting organizzato da Assindustria qualche settimana fa - ammette Bardelle - avevo visto tempi troppo alti. Non c’erano i grandi atleti, mi ha detto qualcuno. E invece no, quelli c’erano. La causa non era negli atleti». A bordo pista non erano pochi quelli che si sono lasciati andare a critiche, anche piuttosto pesanti. Tra un mese ci saranno i Mondiali a Osaka e per essere ammessi si deve raggiungere il tempo o la misura di qualificazione e i campionati italiani assoluti erano l’appuntamento da non perdere. Ma se la pista non permette di ottenere il risultato, l’amarezza non può che abbondare. Fra i difetti elencati, ce n’è uno molto particolare che si potrebbe sintetizzare così: l’anello dell’Euganeo è maschilista. Facendo una proporzione, sono stati di meno gli uomini che l’hanno criticata. Molti si sono limitati a dire che «c’è di meglio, ma non era poi così male». Le donne, all’opposto, l’hanno stroncata. Il problema che praticamente tutte hanno evidenziato, è la reazione sul piede, perché sotto a un fondo duro (la vecchia pista) è stato steso il nuovo manto, che risulta molto morbido e in cui il piede affonda, assorbendo parte della spinta. E rendendo non solo più faticosa la gara, ma anche impossibile il record. Come se non bastasse ieri soffiava un forte vento, naturalmente contrario rispetto ai blocchi di partenza. «E’ dura, è lenta, non mi piace», afferma Giulia Arcioni, che rincara la dose: «Non c’è nemmeno un filo d’ombra per riscaldarsi senza cuocersi. Almeno ci avessero fatte entrare un pò prima per il riscaldamento in zone della pista non occupate». Elena Sordelli ammette: «A dire il vero ne ho viste di peggiori, ma è indubbiamente dura, il piede non reagisce bene alla spinta». Concordano anche Doris Tomasini e Rita De Cesaris: «Rispetto al meeting dell’anno scorso l’abbiamo trovata migliorata. Ma si sente la pista vecchia e dura sotto a uno strato morbido. Il piede reagisce in modo strano, perché si deve stabilizzare. Ma visto che ci hanno speso dei soldi per fare la parte superiore, non potevano spenderne un pò di più e sistemare anche il fondo?». Anita Pistone non si risparmia: «Bruttissima, è una tragedia. E’ la pista più lenta che abbia mai visto. Non reagisce. L’hanno fatta male». Daniela Graglia le fa eco: «Ha usato le parole esatte: questa pista è una tragedia. A parte il vento contrario che rende difficile la gara di per sé, il manto è molto morbido, per i velocisti è un problema. Invece di fare solo la parte superiore, dovevano rifarla completamente. E poi il problema è anche un altro: ci fanno sempre gareggiare dove non si corre». Sara Tani è lapidaria: «E’ troppo dura. Ma lo stadio mi sembra buono». Astrid Horeza sceglie la via della diplomazia: «Male. C’è di meglio, diciamo così». Laura Rendina ci scherza su: «E’ calda. Ma è normale che sia così, a fine luglio. Sul fatto che sia lenta, è un commento che ho sentito fare a tutte. E’ strana, perché inizialmente mi sembrava dura, ma poi ho capito che c’era una parte che assorbiva i miei passi». Anche fra gli uomini c’è stata qualche critica, seppure in misura minore. Alessandro Rocco dice: «Ne ho viste di migliori», mentre Fabio Cerutti afferma: «La pista non è male, il problema è il vento contrario, che non ti permette di correre bene». Marco Triches invece presagisce: «Con questo caldo, fra un paio d’anni sarà da rifare. E’ accaduto anche a Belluno, dove ci sono 5-6 gradi in meno, di media, rispetto a Padova».
Insomma, pare proprio che sinigaglia (minuscolo) abbia fatto un bel buco nell'acqua. 170.000 euro (centosettantamila!!!) DEI CONTRIBUENTI spesi per mettere a posto una pista d'atletica che di fatto non serve a nessuno: non alla città (qualche anno fa, ricorderete, la pista dell'euganeo (minuscolo) era stata aperta anche infrasettimanalmente per tutti quei cittadini che volessero utilizzarla. Risultato? Abbandono per diserzione!), non ai tifosi (CHE VORREBBERO GIUSTAMENTE UNO STADIO PER IL CALCIO!!!), ora nemmeno dagli atleti che ne dovrebbero usufruire. Se l'organo ufficiale della giunta-zanonato (altrimenti detto anche "Il Mattino") l'ha messa in questi termini, possiamo ben renderci conto che le dichiarazioni rese dagli atleti siano state ancora più pesanti. Ma la domanda che ci si pone è: perchè? Perchè si va avanti in un progetto fallimentare alla cieca, spendendo soldi dei cittadini per una cosa che non serve a nessuno ed oltretutto facendola male?
Una buona risposta potrebbe essere che sinigaglia si è ostinato nelle sue posizioni, ed i risultati si vedono oggi (un meeting d'atletica andato deserto nonostante l'ingresso gratuito ed una pista tirata a lucido che di fatto penalizza gli atleti) e si vedranno più avanti in tempo di elezioni; ancora più probabile che la premiata ditta zanonato-sinigaglia si siano impuntati nei confronti di una realtà che non li premia certo con i voti (ma zanonato in tempi di campagna elettorale, oltre ad essere "marocchino bianco" non aveva anche promesso di "essere il sindaco di tutti i padovani, anche di quelli che non mi hanno votato"?). Ma se andiamo a scavare un pò più a fondo ci accorgeremo che dietro il rifacimento della pista d'atletica c'è un BUSINESS che va ben oltre i 170000 euri pagati dai cittadini per una cosa che a loro non serve. Un business che si chiama "campionati italiani assoluti" piuttosto che "mondiali" o "meeting" che alla giunta zanonato fruttano un bel pò di soldi fra sponsor e ritorni d'immagine vari (che poi l'immagine non torni proprio precisa è un'altro discorso...). Se studiate un pò cosa c'è dietro lo sgombero di via Anelli per dire (una società straniera che vuole ristrutturare la zona) capirete che il discorso è similare: questa giunta non si muove se non c'è qualcosa da guadagnare!
Ed il business continua: in futuro è prevista proprio in zona la costruzione del nuovo polo ospedaliero, e sembra molto probabile che verranno utilizzati anche i terreni intorno allo stadio Euganeo. Loro non lo dicono, ma lo dico io: anche il futuro dell'Euganeo stesso è a rischio. Altri soldi spesi dai contribuenti per il piacere di questa giunta. Ma allora perchè impuntarsi tanto sul rifacimento della pista?.
La Lega Professionisti di Serie C, nella giornata odierna, ha comunicato i nominativi delle emittenti televisive e radiofoniche risultate aggiudicatarie dei diritti in esclusiva relativi alla imminente stagione 2007-2008. I diritti del Calcio Padova sono stati aggiudicati per la televisione a Telenuovo e per la radio a Bella & Monella. (www.padovacalcio.it).
LA SENSAZIONE CHE HO E' CHE DIETRO CI SIA UNA MANOVRA POLITICA... MI SPIEGO MEGLIO: A UN ANNO DALLE ELEZIONI, LA GIUNTA "ANTIPADOVA PER ECCELLENZA" DI ZANONATO NON PUO' PERMETTERSI DI AVERE ANCORA TRA I PIEDI QUALCUNO (E PARLO DI GIOVANNI VIAFORA) CHE E' SEMPRE ANDATO CONTROCORRENTE RISPETTO A MOLTI COLLEGHI. E PARLO APPROPRIATAMENTE DELLA QUESTIONE DELLO STADIO. PER QUESTO C'E' STATA QUALCHE "MANOVRINA" IN MODO CHE A PARLARE DEL PADOVA SIA QUALCUNO ACCONDISCENDENTE E POSSIBILMENTE TIRAPIEDI DI QUESTA GIUNTA, E LI C'E' SOLO L'IMBARAZZO DELLA SCELTA (MOSCATO, EDEL, MORETTO...). DISPIACERE.
Quella testa di cazzo di maccalli (minuscolo) ha colpito ancora! Un tempo la suddivisione della serie C era puramente geografica: squadre del Nord (dalla Toscana in su) fra di loro nel girone A, squadre del Sud (dalla Toscana in giù isole comprese) fra di loro nel girone B. Oggi invece bisogna sperimentare nuove formule! Bisogna ridurre le partite a rischio (ahahahahah!), bisogna evitare certi derby (ma come? la "solerte" polizia italiana (minuscolo) che da ben 5 mesi tiene in galera un'innocente a Catania non è in grado di garantire l'ordine pubblico per un derby? MA NOI LE NOSTRE TASSE PER CHE RAZZA DI COGLIONI LE PAGHIAMO?)... Ed ecco che nascono gironi misti assurdi, con le squadre toscane insieme alle siciliane e le campane e le pugliesi assieme alle venete. Una maccallata.
Dal punto di vista ultras va anche bene, ed il campionato si prospetta più che mai interessante. Credo sia utile e giusto affrontare in un quadro tutte le tifoserie che si andranno ad affrontare, facendo alcune premesse...
LE TRASFERTE non sono più scampagnate dietro l'angolo, tranne che per pochi casi, ed è bene che TUTTI si mettano in testa di evitare le scampagnate... Chi non lo capisce detto così, lo capirà forse quando si troverà a 700 chilometri da casa con una coltellata su una coscia (cosa già successa peraltro), ma siccome il male non si augura mai a nessuno, allora è bene raccomandarsi ed insistere.
LE TRASFERTE VERAMENTE IMPEGNATIVE sono quattro (considerato che dall'Umbria si torna tranquillamente in serata e senza troppo sbattimento). Sarebbe ora di cominciare a fare bella figura (numericamente parlando, i pochi che si sono sempre presentati ovunque la bella figura l'hanno sempre fatta) anche nei campi del Sud, che ne dite? Per come la vedo io, uno che ci tiene va anche e soprattutto nel meridione, e soprattutto uno che ha problemi a presenziare ovunque, diserta casomai trasferte come Monza, Sesto, Busto Arsizio (con tutto il rispetto per quelle realtà e quelle tifoserie), piuttosto che Cava o FOGGIA che è dove ci si va a giocare la faccia... Credo che si faccia bene a ragionare molto bene su questi termini, e che chi per motivi suoi non se la sente di affrontare certi viaggi (il dottore non ordina di andare in trasferta a nessuno, e nessuno deve sentirsi obbligato, ci mancherebbe!) abbia almeno il buon gusto di tacere e di non criticare chi porterà avanti la tifoseria anche per lui, mettendoci comunque la faccia ed il culo sempre. A buon intenditor...
PER QUANTO RIGUARDA LE PARTITE IN CASA, vi ricordo che è buon uso di molte tifoserie meridionali di muoversi "da cani sciolti", arrivando a gruppetti; e che a Padova non passeggia mai nessuno, quindi ognuno di voi cari tifosi biancoscudati si regoli di conseguenza...
LA SCUSA DI STARSENE A CASA PERCHE' LA SQUADRA (IPOTETICAMENTE) VA MALE, E' GENERALMENTE USATA DAI SEMPLICI TIFOSI, NON DA CHI SI SENTE "UNO DELLA CURVA" (NON MI PIACE USARE IL TERMINE "ULTRAS", TROPPO INFLAZIONATO ORAMAI); PERTANTO VOGLIO ASPETTARMI CHE LA MAGGIOR PARTE DEI RAGAZZI DELLA CURVA ABBIA COMINCIATO A CONSIDERARE LE TRASFERTE COME PARTITE IN CUI ANDARE PER DIMOSTRARE QUALCOSA A LIVELLO DI TIFOSERIA, NON DA ANDARE "SE LA SQUADRA VA BENE". CHI MI FA QUESTI RAGIONAMENTI L'HO SEMPRE REPUTATO UN PERFETTO COGLIONE, QUINDI FATE VOBIS, IO VI HO DETTO TUTTO!
CAVESE: La squadra (per chi non lo sapesse) di Cava de' Tirreni, cittadina campana in provincia di Salerno. Di contro: una delle tifoserie più passionali e migliori in assoluto della terza serie! In trasferta portano sempre buoni numeri (talvolta veri e propri esodi), in casa loro l'ambiente è (per usare un eufemismo) infernale. Esiste inoltre un precedente risalente agli anni di serie B della Cavese, uno striscione "Navajos" perso da loro all'Appiani. Penso che la trasferta di Cava vada considerata di conseguenza come una delle più interessanti della stagione, e pur in assenza di precedenti specifici recenti (l'episodio dello striscione "Navajos" risale ormai alla notte dei tempi, anche se non va sottovalutato), sia d'obbligo portare in terra metelliana un buon numero di ragazzi. Pertanto, chi sente di tenerci alla curva ed al buon nome della tifoseria, non si perda quest'appuntamento. OCCHI MOLTO BEN APERTI ANCHE IN CASA!
Per chi non li ha mai visti, ecco i cavesi: http://it.youtube.com/watch?v=S7Inv49Ghr8&mode=related&search=
CITTADELLA: Solita solfa di ogni anno: trasferta vicina e molto più simile ad una partita in casa, molti occasionali, aria buona, vino buono... Se fossi uno studente o un ragazzo con seri problemi di soldi, mi risparmierei la spesa in vista di una delle trasferte a Sud. Niente contro i granata, ci mancherebbe, ma alla lunga gli stimoli vengono a mancare. Ovviamente, chi non ha problemi vada.
CREMONESE: La rivalità con i grigiorossi, molto forte negli anni '80 e '90 è andata via via scemando negli ultimi anni. Tuttavia rimangono i precedenti, e quel gemellaggio con i vicentini in sospeso. La vicinanza della trasferta, mi farebbe sperare che si vada in buon numero, e che sia abbordabile per tutti, quindi non vedo particolari motivi per cui uno debba stare a casa quella domenica. DA FARE.
FOGGIA: Credo ci siano tutti i motivi per considerarla la trasferta più importante dell'anno, almeno dal mio punto di vista. I freschi precedenti di tre anni fa, fanno pensare che i pugliesi abbiano dei buoni motivi per essersela legata al dito; e la distanza non la rendono per nulla agevole. CREDO CHE MAI COME QUEST'ANNO SIA IMPORTANTE PRESENZIARE IN BUON NUMERO ALLO ZACCHERIA, PERTANTO ALL'USCITA DEI CALENDARI SEGNATEVI IN ROSSO LA DATA ED ANNULLATE TUTTI GLI IMPEGNI PER QUEL WEEK END: SI VA A FOGGIA!!! FONDAMENTALE TENERE OCCHI ED ORECCHI BEN APERTI PURE NELLA PARTITA CASALINGA!
Le due curve foggiane in azione contro il Napoli: http://it.youtube.com/watch?v=JmDYENfhXL8
FOLIGNO: Nessun precedente con la tifoseria umbra. La distanza tuttavia non è proibitiva (in giornata si va e si torna, chi non viene per quel motivo è un coglione patentato!), ed il fatto di non essersi mai incontrati dovrebbe mettere un pò di curiosità alla gente. Vediamo quindi di fare bella figura.
LECCO: A quelli con già qualche anno di stadio alle spalle il Lecco evoca brutti ricordi, leggi spareggio salvezza perso nel '99 e conseguente (e brutale) caduta in C2. Con la tifoseria lombarda non esistono precedenti degni di nota, tuttavia sono (a mio modo di vedere) una realtà discreta e più che rispettabile nel loro piccolo (non hanno certo il potenziale di una grande città). Motivo in più per presentarsi in buon numero e fare o perlomeno cercare di fare bella figura.
Lecco-Pergocrema, playoff: http://it.youtube.com/watch?v=ybKgaUxfZtQ http://it.youtube.com/watch?v=DnYOcqI5_xM&mode=related&search=
LEGNANO: Altra trasferta interessantissima. Molti ricorderanno quanto successe nel 2001, ai tempi della C2, con gli scontri in campo ampiamente documentati dalle TV locali e nazionali (per quanto successe fuori dal campo... chi c'era sa!). I legnanesi al tempo erano in perfetta e smagliante forma per il loro livello, oggi sono rimasti un pò l'ombra di ciò che erano. E' MOLTO IMPORTANTE TUTTAVIA PRESENTARSI IN BUON NUMERO, ED EVITARE SCAMPAGNATE ONDE EVITARE DI REGALARE ULTERIORE GLORIA A UNA TIFOSERIA CHE PER I MIEI GUSTI NE HA GIA' AVUTA TROPPA. NON SOTTOVALUTARE LA SITUAZIONE. MAI.
MANFREDONIA: Come tutte le tifoserie meridionali non va sottovalutata, tuttavia la totale assenza di precedenti e la posizione della cittadina garganica indurrebbero il sottoscritto a meditare seriamente sulla possibilità di trascorrervi un felice uic end (si legge come si pronuncia, alla Veneta!) a base di calcio, alcool, sole e mare (stagione permettendo). Il discorso è sempre lo stesso delle trasferte a Sud: chi può tenti di andare comunque, ma se doveste trovarvi a scegliere per vari motivi fra questa e la vicina Foggia, optate pure per la seconda...
Manfredonia-Cavese: http://it.youtube.com/watch?v=oqP4GcdqFGM&mode=related&search=
MONZA: Altra trasferta simil-scampagnata, sufficientemente vicina, molto abbordabile e con possibilità di scontri molto vicina allo zero (a meno che uno non vada a fare il coglione apposta, è sempre quello il discorso!). Certo, portare via un buon numero di tifosi fa sempre piacere, tuttavia le priorità quest'anno (parlo a livello di trasferte) sono molte altre...
NOVARA: Discorso simile a Monza. Certo, con i piemontesi negli ultimi anni c'è stato qualcosa di più da dire, ma siamo sempre vicini allo zero. Chi può, tenti di andare comunque...
PAGANESE: Altro ambientino niente male... Pagani è una cittadina posta esattamente a metà strada fra Napoli e Salerno. La tifoseria (Capitanata dagli ormai storici "Street Urchins") è molto calda e presente. Non sappiamo esattamente cosa aspettarci, o meglio, io ho una vaga idea che in quanto "polentoni" a molti di loro potremmo stare sui coglioni. Staremo a vedere. Si tratta tuttavia di una trasferta a Sud, in un posto assai disagiato da raggiungere, dove si vede veramente chi ci tiene. E' cosa buona e giusta che chiunque faccia uno sforzo per venire. Certo, non è la nostra priorità assoluta, ma è comunque da tenere d'occhio, quindi...
Paganesi a Reggio Emilia per i playoff: http://it.youtube.com/watch?v=9SN0Myl9iRw
PRO PATRIA: Nessun precedente specifico con i bustocchi, niente da segnalare se non qualche amicizia personale che il sottoscritto coltiva da quelle parti... Tutte le volte che siamo andati a Busto, la cosa più interessante della domenica si rivelavano essere le birre bevute al pub vicino lo stadio (una chicca, quasi come in Inghilterra!). Non me ne vogliano i ragazzi di Busto (realtà piccola ma molto rispettabile fino allo scioglimento dei gruppi organizzati), ma credo che per tutti coloro che hanno determinati problemi valga lo stesso discorso detto sopra: risparmiare energie in vista dei viaggi al Sud. Per tutti coloro che problemi non ne hanno, la presenza mi sembra il minimo!
PRO SESTO: Vale quanto detto per Busto, con una differenza: non c'è nemmeno il pub vicino allo stadio! Non c'è niente di niente! Se proprio debbo trovare un lato positivo della trasferta di Sesto San Giovanni, direi il cielo plumbeo ed i palazzoni sterminati, che fanno molto atmosfera da "Periferia britannica" o se preferite "East London". E mi sono sforzato.
SASSUOLO: Trasferta interessante e da non sottovalutare assolutamente. Fondamentale muoversi in gruppo e tenere gli occhi aperti. Per chi non capisse, non ci vuole molto, basta leggere la targa.
TERNANA: Qui c'è molto da dire: un tempo i rossoverdi erano una delle realtà ultras più attive e rispettate d'Italia. Parlo degli anni '80 - primi '90 quando avevano ben due curve di ultras (i Freak Brothers nella Est, i North Kaos nella Nord). In seguito, i vari fallimenti societari, la politicizzazione sempre crescente della tifoseria ed ancor di più il tunnel dell'eroina da cui molti di loro non sono più usciti ha fatto si che siano rimasti veramente in pochi a seguire i colori rossoverdi (soprattutto nelle trasferte, in cui la presenza è veramente risicata). Tuttavia Terni non è un posto da sottovalutare, e la loro politicizzazione veramente eccessiva a mio parere fa si che sicuramente non gli ispireremo il massimo della simpatia. Pertanto credo sia da applicare il discorso fatto per altre trasferte: essere presenti in buon numero è quanto mai importante! E considerato che si va in Umbria e non in sudamerica, è lecito pretendere che non ci siano scuse per stare a casa e che la presenza si attesti su un discreto numero!
VENEZIA: Degli arancioverdi sappiamo già tutto, non occorre aggiungere altro. E' un derby, non si può mancare. Conto su una presenza massiccia, come se non di più dello scorso campionato. Ma non c'è bisogno di dirlo.
VERONA: Altro derby che torna di scena dopo circa un decennio di militanza in categorie diverse. Massimo rispetto per i gialloblù, una delle tifoserie che in Italia ha fatto e fa tutt'ora la storia degli ultras... Tuttavia la trasferta riveste una certa importanza, di fronte a una tifoseria cazzuta tutti dobbiamo essere stimolati a fare del proprio meglio. E PENSO CHE TUTTI CI TENIAMO A FARE BELLA FIGURA! FONDAMENTALE AVERE OCCHI ED ORECCHI MOLTO BEN APERTI ANCHE NELLA PARTITA CASALINGA, VISTO CHE I "BUTEI" NON SCHERZANO NEMMENO LONTANO DALLE MURA AMICHE...
Veronesi a Rimini, il video dice tutto: http://it.youtube.com/watch?v=wNrmMpxdF5Y
"Padova siamo noi" riprende il proprio personalissimo viaggio nel mondo delle sottoculture giovanili, visitando oggi uno dei movimenti più discussi e criminalizzati di tutti i tempi: gli SKINHEADS!

Siamo nel terzo millennio e ogni parte del globo vede la presenza di skins, ogni continente è patria di skinheads e skingirls.
Lo stile ha inizio alla fine degli anni sessanta nelle isole britanniche, in particolare a Londra, da cui si è diffusa a macchia d’olio ovunque ci fossero ragazzi e ragazze pronti a recepire la carica di vera ribellione e orgoglio di tale stile di vita. Non si può stabilire una data precisa sulla nascita, dato che non è nata da un giorno all’altro. La mitica data del 1969 è quella in cui si inizia ad usare la parola “skinheads”. È una parola usata per la prima volta dai giornali: il Daily Mirror, nel
Gli skins nascono da alcuni mods che dal punto di vista dell’abbigliamento erano influenzati dall’immagine Ivy League, di provenienza statunitense, che prediligeva le camice button-down e i Levi’s, questo più che altro nel West London, dove esisteva un negozio di questo tipo. Nell’East End e nel centro l’abbigliamento subiva di più l’influenza indo-occidentale (bretelle, calzoni fino alle caviglie, giacche…). Il taglio dei capelli non era come oggi, ma molto più vario, capelli corti, ma non pelati, assieme a tagli di tradizione mod, sempre corti. C’è chi sostiene che il taglio sia stato influenzato dai soldati americani presenti a Londra, oppure dagli astronauti (siamo intorno al 1969,forse il primo uomo sulla luna!), chi invece ne da un origine carceraria… ciò che è importante è che il taglio veniva scelto come segno di pulizia, ordine, irriducibilità, ribellione alle regole del perbenismo mid-class e appartenenza di gruppo. Ad un certo punto nel 1968, appaiono tra la gioventù britannica personaggi unti e bisunti, dai capelli lunghi, sandali, pantaloni a zampa di elefante e casacche afgane, costoro usavano droghe diverse da quelle dei mods, costoro erano gli hippies. A Londra essi penetrarono dentro le file dei giovani mods, così la situazione andò spaccandosi in due tronconi, gli ex-mods che si lasciavano coinvolgere dall’universo di droghe psichedeliche, amore libero, peace & love, pace dei sensi, tibet, musica psichedelica e decadente, rock sofisticato e pallosissimo… e dall’altra parte quei ragazzi che decisero di riportare il tutto al più vero e genuino spirito mod. Quei ragazzi verranno poi chiamati skinheads, e pare che quando i media iniziarono ad usare tale nome, non tutti fra quelli coinvolti al movimento ne furono tanto entusiasti. Si sa, quando i mass media si interessano a qualcosa è sempre dannoso, perché parlano solo di ciò che può far vendere loro copie di giornali, o far fare loro audience. La stampa si soffermò esclusivamente sui lati più violenti (ancora non si parla di razzismo né di politica) e spettacolari, e come per i mods, quando tale cultura verrà esposta alla massificazione dei media sarà conseguente il declino, e l’autodistruzione.
Un altro elemento fondamentale, oltre al mod, è il contributo della comunità Giamaicana, con la loro cultura, la loro divina musica, lo stile… Lo ska, il Rocksteady e il Reggae erano le sonorità, assieme al Soul e R’n’B, più amate dagli skins e questo costituì un collante fra giovani proletari inglesi e immigrati neri. I giovani britannici subivano il fascino dello stile del Rude Boy, il gangster giamaicano, in realtà molto più violento, oltre che fuori legge di quelli che potevano trovarsi a Londra, che non era certo Kingston. Le bretelle, i pantaloni alti fin sopra le caviglie o con i risvolti, forse anche la lunghezza dei capelli e di sicuro la pettinatura con la riga in un fianco erano frutto di questo tipo di influenza. Pensare ai giorni nostri è scioccante: i mass-media che parlano di skinheads nazisti, o autentici nazionalsocialisti che si (auto) proclamano skinheads! Dobbiamo fare chiarezza e non dimenticare come si svolsero le cose in quei giorni: se i primi mods che diedero vita a quello che poi sarà chiamato stile skinhead fossero stati dei nazisti, mai e poi mai, lo avrebbero fatto mischiandosi ai loro coetanei neri, avrebbero probabilmente preferito diventare dei bykers o hell’s angels, ascoltare hard-rock e non ska e soul. Lo stile skinhead ha origini multietniche, ma ciò non significa che sia stato sempre tutto rose e fiori. Tra i bersagli dei numerosi attacchi degli skins (hippy-bashing, squaddie-bashing, queer-bashing, student-bashing…) c’erano anche i pakistani (paki-bashing). Ma ad attaccarli erano skins sia bianchi che neri, inglesi ma anche greci e italiani e irlandesi, non per motivi ideologici o politici: purtroppo la crisi, la disoccupazione, creava frustrazione che trovava, sfogo su un etnia che ai loro occhi sembrava non volersi integrare, che non parlava bene l’inglese e né, a differenza dei giamaicani, non sapeva giocare a calcio. Ma questo triste fenomeno non coinvolgeva solo gli skins, ma tutti i giovani britannici. Un altro elemento che aiutò a formare il culto skinhead è il calcio e qui siamo nella patria del football, dove l’andare allo stadio è una antica tradizione su cui si sono formate generazioni su generazioni della working class. E già i mods e ora, anche di più, gli skins stavano nelle gradinate a cantare e anche molto bene, a incitare la squadra e seguirla anche nelle trasferte più “calde”, a insultare i tifosi avversari, a distruggere i loro pub, a invadere il loro settore…in piena tradizione medievale!!! Allo stadio l’abbigliamento era il classico boot, t-shirt and braces, privo di fronzoli che impedissero il movimento… Gli scarponi (in realtà usati solo nelle ore diurne) diverranno l’emblema degli skins e prolifereranno negli stadi . Vennero classificati da Scotland Yard come arma impropria e sono celebri le foto in cui si vede sfilare la tifoseria in trasferta di fronte ad una pila di boots sequestrata dalla polizia ai tifosi di casa! I bobbies inoltre sequestravano i lacci delle scarpe, per evitare agli skins di combattere, per fortuna erano le ragazze con le loro borsette a consentire l’ingresso a quelli di ricambio. Il regno dello skinhead era il suo quartiere, dove vivevano le loro esperienze, con i suoi pub e locali da ballo, da difendere dagli skins di altri quartieri, oppure da greasers o hell’s angels. Come i mods combattevano i rockers, così gli skins emulavano tali gesta contro i neo-rockers, che ovviamente avevano delle concezioni di stile, musica, moto, pulizia ed estrazione di classe agli antipodi. Più spesso però si trattava di scontri non così grandi quanto venivano dipinti dai giornali, i bikers erano per lo più trentenni, gli skins spesso, sotto i diciotto anni…Come successe per i mods, l’esposizione dello stile all’ occhio dei media provocò l’ingresso tra le fila degli skins di gente dedita esclusivamente allo scontro, i media ovviamente nei loro articoli pubblicizzavano solo i lati esteriori e violenti degli skins, mai l’abbigliamento, la musica e gli scooters ecc… Ma purtroppo per i mercanti di notizie, saranno proprio i lati positivi degli skins a sopravvivere e saranno proprio gli skinhead originali ad adeguarsi ai tempi nuovi, alla mutata situazione generale.
Lo "skinhead" è prima di tutto un movimento che poggia su basi sociali, prima che politiche. Nasce nelle periferie delle città inglesi, abitate da famiglie sottoproletarie, miscelando elementi culturali provenienti sia dall'Inghilterra stessa che dalle Indie Occidentali (Jamaica soprattutto).
Originariamente lo skinhead non aveva orientamenti politici specifici. I Rude Boy erano per la maggior parte neri, quindi pare improbabile che propugnassero i pensieri di estrema destra relativi alla superiorità bianca, anche i Mod non avevano mai connotato atteggiamenti razzisti. Inoltre vi erano anche skinhead di colore.
La musica, che è il collante fra le due comunità, è lo ska tradizionale, che evolverà nel rocksteady e reggae. L'Oi! giungerà quasi un decennio dopo, sull'onda del punk, con la comunità skin che si spacca fra politicizzati e non, dove alcuni subiscono il fascino delle politiche del National Front. Negli anni ottanta si torna a parlare di skin antirazzisti con la formazione della SHARP (Skin Heads Against Racial Prejudice) nati a New York per contrastare la presenza degli skinhead neonazisti, e qualche anno dopo si formano i primi gruppi RASH (Red & Anarchist Skin Heads), che oltre all'antirazzismo connotano ideali prossimi al comunismo e all'anarchismo.
Il senso comune identifica erroneamente la sottocultura skinhead unicamente con l'appartenenza a movimenti d'estrema destra a causa dell'influenza dei media, che distorcendo l'immagine del movimento originale, si rivolgono unicamente al movimento neonazista, ignorando l'esistenza del movimento degli inizi, ben lontano da pensieri di estrema destra, essendo una cultura svilluppatasi grazie anche ai Rude Boy giamaicani.
Gli skinhead hanno spesso un abbigliamento molto riconoscibile, dato da caratteristiche comuni che vengono di seguito descritte. Deve essere precisato che descrivere l'usuale l'abbigliamento degli skinhead, come qui di seguito, non deve far pensare che chi indossi un abbigliamento simile debba per forza essere considerato appartenente a quella subcultura.
(Liberamente tratto da www.kidsareunited.it e www.rudness.it)
APPIANI IN FESTA
29 agosto - 2 settembre 2007 presso parcheggio sud dell'Euganeo
Come ogni anno, si rinnova l'appuntamento con "Appiani in Festa", tradizionale festa dei tifosi biancoscudati, che quest'anno si svolgerà attraverso 5 serate. Anche quest'anno musica dal vivo, Cocktail bar, stand gastronomici, birra a volontà, e banchetti con in vendita il materiale dei gruppi della Sud. Anche quest'anno, come nelle precedenti edizioni, tutti sperano in un afflusso massiccio della tifoseria. E' il nostro momento, quello in cui una tifoseria intera dimostra ancora di essere viva, il vero volto di Padova. Vieni anche tu, ti aspettiamo! LA NOSTRA FESTA NON DEVE FINIRE....
IN CURVA SUD NON CI TORNIAMO PIU'!

Chi frequenta lo stadio euganeo (minuscolo), avrà sicuramente notato la differenza abissale in termini di tifo e presenze da quando gli ultras dalla Curva Sud sono stati spostati al settore Sud-Est della Gradinata. Tutto ciò ha una spiegazione:
Ebbene, pare proprio che con la ripresa del campionato “chi di dovere” (il sottinteso e le virgolette sono d’obbligo, visto che a tutt’oggi non abbiamo ancora capito da chi dipendono realmente queste decisioni) abbia deciso di farci tornare in Curva Sud. Poi magari, con l’arrivo dell’inverno ed il ghiacciare delle gradinate si deciderà di spostarci (come ogni anno) nuovamente in Sud-Est… NOI NON CI STIAMO PIU’!!!
Siamo stanchi, non solo di fare la spola fra due settori, ma SOPRATTUTTO di dover convivere per lunghi periodi con un settore schifoso quale
QUEST’ANNO, GLI ULTRAS PADOVA RIFIUTERANNO CATEGORICAMENTE DI METTERE PIEDE ANCORA IN CURVA SUD, A COSTO DI ESSERE COSTRETTI A RIMANERE FUORI DALLO STADIO! VOGLIAMO STARE IN GRADINATA SUD-EST, E DA LI NON MUOVERCI PIU’ FINO A CHE “CHI DI DOVERE” NON SI DECIDERA’ AD AFFRONTARE SERIAMENTE IL PROBLEMA RELATIVO ALLA STRUTTURA ED ALLA DISTANZA DAL CAMPO DELLA CURVA SUD!
Il nostro incitamento non verrà mai meno, ma siamo stanchi di constatare con amarezza quanto siamo realmente considerati come l’ultima ruota del carro di questa città! Invitiamo tutti i ragazzi della curva a seguirci in quella che è prima di tutto una battaglia per il nostro diritto a uno stadio migliore e soprattutto PER IL CALCIO!
I Ragazzi della Curva Sud di Padova, tutti uniti.
E la barzeletta continua... Chi l'aveva detto che la pista d'atletica non si toccava? Ora lo stadio Euganeo è uno stadio che per la sua posizione (col vento che sbatte in faccia agli atleti) penalizza non solo il calcio ma pure l'atletica, lo sport principe per il quale sono stati investiti fior di quattrini!
Si continua a non voler vedere i limiti fin troppo evidenti di uno stadio che di fatto non serve a nessuno, a meno che l'attuale giunta comunale (minuscolo) non voglia ottenere voti dai 4000 spettatori che hanno "gremito" le tribune per un meeting d'atletica il cui ingresso era gratuito!
L'ASSESSORE SINIGAGLIA ormai rasenta la follia, con la sua difesa ad oltranza della pista d'atletica. Addirittura sta cercando di imporre lo spostamento del concerto di George Michael al Plebscito "per non rovinare la pista". Fra poco imporrà al Calcio Padova di trovarsi un nuovo stadio. Verrebbe da chiedersi quanto ha ricevuto di compenso dalla ditta che si è occupata della manutenzione della pista. Viene da chiedersi da dove saltano fuori tutti i soldi che questa giunta comunale ha investito nell'atletica e nella creazione di mille strutture in città, quando per la costruzione di una curva a bordo campo "non ci sarebbero stati soldi" secondo le sue parole. I soldi non ci saranno mai ne per il Padova ne per i suoi tifosi, visto che la tifoseria non porta voti a questi elementi. E NON C'E' NEMMENO LA POSSIBILITA' DI APRIRE AD INTERVENTI DI PRIVATI, VISTO CHE PRIVATIZZANDO LO STADIO IL COMUNE DI PADOVA AVREBBE FINITO DI MANGIARCI SOPRA! Sarebbe ora che i padovani imponessero a lui ed alla sua giunta fra meno di un anno (quando ci saranno le elezioni per il nuovo sindaco) DI LEVARSI DI TORNO!
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2007/08
(FONTE: www.padovacalcio.it)
Il Padova congela i prezzi dei suoi abbonamenti e apre ufficialmente la stagione 2007/2008.
Il Calcio Padova e la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo hanno presentato oggi la campagna abbonamenti per il prossimo campionato, alla presenza del presidente Marcello Cestaro, del vice direttore della Cassa di Risparmio Piero Gambarotto, del consigliere delegato Gianluca Sottovia e del direttore marketing Gianni Potti.
Quest’anno la capienza dello stadio Euganeo è stata ridotta a 7492 posti, in attesa che l’impianto venga messo a norma con il Decreto Legge sull’ordine pubblico e sicurezza degli stadi (decreto Pisanu). Nonostante una minor disponibilità di posti, il Calcio Padova ha deciso di agevolare al massimo i vecchi e nuovi abbonati congelando i prezzi degli abbonamenti che resteranno uguali a quelli della passata stagione in tutti i settori.
Restano valide tutte le agevolazioni previste per donne, ragazzi e tessere “Oro”
- Conferma agli abbonati del settore Poltrone "Oro" del parcheggio riservato, dell’accesso all’Area Ospitalità e la lista con le formazioni ufficiali delle squadre.
- Donne privilegiate con prezzi di favore.
- Ragazzi/e che possono sottoscrivere la "Tessera verde". Lo scorso campionato il limite di età per sottoscrivere la " tessera verde " era di 11 anni, quest’anno questo limite è stato esteso sino ai 14 anni ( per i nati dal 01/01/1993 al 31/12/2000 ). Il Calcio Padova ha fatto proprio l’invito dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’ Interno e sia pure in assenza di un preciso obbligo di legge, ha alzato il limite di età per facilitare l’accesso allo stadio dei più giovani.
- Altre ulteriori possibilità di riduzione con la "Tessera Blu" per : invalidi, aziende e club associati, possessori di " Carta Giovani " e tutti i titolari di un rapporto con Cariparo.
Le scadenze della campagna abbonamenti:
- da mercoledì 4 luglio a sabato 28 luglio, nella sede del Calcio Padova, per il diritto alla conservazione del posto da parte dei vecchi abbonati.
- da lunedì 30 luglio al venerdì antecedente la prima partita casalinga di campionato, oltre che nella sede del Calcio Padova, si potranno sottoscrivere gli abbonamenti anche agli sportelli della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che non addebiterà ai sottoscrittori nessuna commissione.
Il costo dei biglietti
Per rendere ancora più conveniente la sottoscrizione dell’abbonamento da parte dei tifosi e per avvicinarsi alla media nazionale dei prezzi di ingresso per singola partita, i biglietti " Intero " sono stati aumentati di 1 €. Invariati i prezzi dei biglietti " Ridotti ", che nel corso del campionato possono essere acquistati dai giovani nati dal 01/01/1993 al 31/12/2000.
Un simpatico omaggio
Tutti i sottoscrittori di abbonamento riceveranno in omaggio la spilla del Calcio Padova, inoltre la Soceità ha in serbo una piacevole sorpresa all'avvio del campionato.
"L'idea - ha spiegato il presidente Marcello Cestaro - è quella di raccogliere fin da subito il maggior numero di tifosi posibile attorno alla squadra per riprendere da subito il discorso interrotto dopo l'ottimo girone di ritorno disputato dalla squadra. Perciò, quando sarà definito il calendario, offriremo la prima partita casalinga a tutti i tifosi al costo di un solo euro, dalla promozione sarà escluso solo i settore Poltrone Oro perchè gode già dei privilegi legati al parcheggio e all'area Ospitalità".
“La Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo rinnova anche quest’anno il sostegno alla squadra della città. Da oltre un decennio, La Cassa fa il tifo per la propria squadra cittadina. Oltre all’attività creditizia che le è propria, la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo presta il proprio sostegno anche a numerose iniziative culturali e sportive promosse dal territorio, riservando un’attenzione particolare al calcio locale, dalle iniziative rivolte alla promozione dello sport tra i giovani, alla prima squadra. Proprio da questa pluriennale e proficua collaborazione con Calcio Padova discende la possibilità, anche per la prossima stagione sportiva, per i clienti della nostra Banca, di usufruire dello speciale sconto previsto dall’abbonamento tessera Blu” dichiara Rinaldo Panzarini, Direttore Generale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Se da un certo punto di vista può pure starmi bene che si privilegi chi viene sempre rispetto ai "tifosi occasionali", è pur vero che la cosa di alzare i prezzi dei biglietti mi sembra un pò fuori luogo alla luce delle ultime, ENTUSIASMANTI stagioni... Per il resto, mi auguro che il settore di Curva Sud rimanga li dove è stato negli ultimi mesi di campionato... Questi continui spostamenti hanno rotto i coglioni, ed inoltre è fin troppo evidente che il tifo riesce meglio in Sud-Est. Che sia la volta che la società ascolti le esigente di quei tifosi che ci sono a prescindere e che la questura si rassegni definitivamente... o che si prenda una posizione, anche dura, a livello di curva, disertando il settore Sud dello stadio!
VILLABASSA, 20/22 LUGLIO
DA VENERDI' 20 LUGLIO A DOMENICA 22 LUGLIO CI SI STA ORGANIZZANDO PER SEGUIRE IL PADOVA IN RITIRO A VILLABASSA. INUTILE DIRE CHE IL RITIRO E' UNO DEI MOMENTI PIU' DIVERTENTI E GOLIARDICI DELLA STAGIONE (DELLA SERIE "ULTRAS IN VACANZA"). L'AUGURIO E' CHE LA TIFOSERIA BIANCOSCUDATA MARCI SU VILLABASSA NEL WEEK END DEL 20-22 LUGLIO, OGNUNO SI ORGANIZZI COME VUOLE: CAMPER, TENDA, ALBERGO (BASTA CERCARE "HOTEL VILLABASSA" SU GOOGLE E COMPARE UNA MAPPA ABBASTANZA DETTAGLIATA) O ANCHE IN MACCHINA SE OCCORRE. DIFFONDETE A TUTTI LA VOCE, CHE PIU' SAREMO PIU' CI DIVERTIREMO.
(fonte: www.ilpadova.it)
«Le soluzioni secondo me sono due: demolirlo e ricostruirlo solo per il calcio, oppure tenerlo così e farlo diventare un pezzo di città, sfruttandone le ottime potenzialità». a le idee chiare l'architetto Gino Zavanella, progettista di quell'Euganeo che a distanza di 15 anni dalla costruzione continua a far discutere tifosi, politici ed addetti ai lavori.
.