28/11/2007 - ''Lo stadio doveva restare chiuso ai tifosi, Catania-Palermo si doveva giocare a porte chiuse''. Marisa Grasso, vedova di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia rimasto ucciso negli scontri avvenuti lo scorso febbraio dopo il derby Catania-Palermo, commenta così la decisione dell'Osservatorio di vietare la gara di domenica ai tifosi del Palermo. ''Domenica non andrò allo stadio - ha detto Marisa Grassi - perché non voglio subire altro dolore non vedendo onorata la memoria di mio marito. La città doveva rispondere con un gesto di responsabilità, civile, educativo, rispettoso e dovuto intitolando, prima di questo derby, lo stadio all'ispettore capo Filippo Raciti''. Cosa, questa, che non è avvenuta. ''Se fosse stato intitolato lo stadio a mio marito, le porte dovevano essere aperte a entrambe le tifoserie che, a loro volta, dovevano rispondere con messaggi di civiltà. Ma visto che lo stadio, come è successo, non è stato intitolato a Filippo Raciti, ritengo che doveva rimanere chiuso. E' giusto che la partita Catania-Palermo si svolga a porte chiuse''.
Sig.ra Raciti, ha avuto i suoi bei soldini e la sua bella dose di popolarità dopo la morte di suo marito. Forse la vedremo in qualche talk-show prossimamente, o come testimonial di una linea di abbigliamento da lei stessa creata. Scelte sue, ci mancherebbe. Ora però faccia un affare, non per me (che con quello che le sento dire mi ci pulisco beatamente il culo) o per noi (che non ce la caghiamo di striscio), ma per se stessa: stia zitta che fa una figura migliore! E si ricordi che un collega di suo marito ha ucciso un tifoso della Lazio senza che nessuno si sognasse di fermare i campionati. Forse esistono morti di serie A e morti di serie B? Si, lei intende proprio questo: esistono morti di serie A e di serie B!
VENEZIA, 29 NOVEMBRE '92, la squadra dei fusi (ovvero i tifosi nati dalla fusione...) ha iniziato bene il campionato, ed a metà girone d'andata è prima in classifica... Campilongo arriva ed in tre partite segna sei gol... Il vecchio caro Zamparini fa proclami del tipo "Se andiamo in serie A mi impegno a terminare lo stadio di Padova e ci porto a giocare la mia squadra"... un ebete fino in fondo... anche se a dodici anni di distanza verrebbe voglia di regalarglielo questo stadio! Insomma, il derby d'andata del 92/93 si avvicina in uno stato di tensione abbastanza forte... Il Padova arranca a metà classifica, ma è in crescita... La tifoseria è perennemente in fibrilazione in quegli anni, e per la trasferta di Venezia vengono richiesti 3.000 biglietti... Ne arriveranno solo 1.500 per motivi di ordine pubblico... Lo stadio è stato rifatto da poco, innalzando le due curve, quindi la vecchia Curva Nord (quella degli ospiti), divisa in due fette: la più piccola (1.500 posti) spetta agli ospiti, la più grande (oltre 3.500) ai tifosi di casa... che gran tifoseria... andranno in serie A con uno stadio in mezzo al mare ed una squadra ed una tifoseria ibride... che gran tifoseria... Due curve tutte per loro ed in una sola curva si scazzano da paura per i colori dela squadra.. che gran tifoseria... in due giorni bruciano oltre 15.000 biglietti ed il 29 novembre Sant'Elena è una bolgia... Non capiterà mai più, nemmeno in serie A!
Intanto a Padova si tace e si va avanti, e la mattina del derby un gruppo di baldi giovani decide di andare a far visita ai veneziani di persona, evitando lo speciale... Non avendo partecipato a questo numero, trovo che sia più giusto che a parlarne siano altri, so solo che il gruppo in questione dopo aver razziatoil razziabile per Venezia arrivò indisturbato fino a Piazza San Marco in cui era appostato un colmitato di benvenuto unionista-modenese... Che però non fece a tempo a rendere agli ospiti il dovuto omaggio... Per quelli dello speciale, i controlli furono molto più severi rispetto all'anno prima, il biglietto della motonave venne venduto assieme a quello per lo stadio ed il treno e non si scappava, la pula ci accompagnò anche a bordo del traghetto (dove ci furono momenti di fortissima tensione), e venne praticamente inaugurato quel giorno lo scalo per i tifosi ospiti attuale. Si volevano evitare scorribande per i Giardini che però si verificarono ugualmente (grazie al gruppetto dicui parlavo prima) in tutta Venezia. Già al nostro arrivo fuori dello stadio un boato di fischi, ed ancora tensione altissima con la pula che si becca dall'alto anche una bottiglia di coca da litro piena di piscio... Fumogeni imboscati in mezzo alle palle, insieme con i magnum...
Il Padovano medio, si sa, è notoriamente uno stronzo arrogante e maleducato; che pensa di essere sempre a casa propria... Così pensavano i baldi giovani recatisi in gita in laguna in mattinata (che oltretutto ci prenderanno gusto, riproponendosi alla stessa maniera quindici giorni dopo a Ferrara...); così pensavano tutti i 1.500 all'ingresso del loro settore, quando cominciano un tiro al bersaglio contro gli avversari della curva di fianco a base di seggiolini e petardi. Ancora una volta la pula impreparata, e la scena va avanti per dieci minuti di fila; e poi ad ulteriori sprazzi durante un pò tutta la giornata... Da notare che lo stadio Penzo aveva appena subito un restailing ed i seggiolini erano stati messi giusto qualche giorno prima.... Verranno tolti immediatamente! La curva di casa stavolta è impressionante, ed anche il resto dello stadio fa la sua parte. Non preparano nessuna coreografia particolare, a parte un bandierone con disegnato (se non ricordo male...) il Leone di San Marco che si fotte la Gallina Padovana... Sottolineato anche dalla nostra curva con lo striscione "La Gallina si mangia, non si incula col leone". Uno dei primi casi di soffiata, tanto famosi al derby di Milano, poveri veneziani... Il nostro tifo parte bene, con una bella coreografia a bae di pon pon e fumogeni; ma poi si spegne un pò, vuoi per la bolgia dello stadio, vuoi perchè c'era uno stato di tensione continuo con la polizia che fermò più di qualcuno quel giorno per i casini in mattinata... I veneziani erano in possesso di un nostro vecchio bandierone copricurva usato all'Appiani, a righe orizzontali biancorosse, trafugato qualche mese prima durante un concerto dei Pitura Freska nell'impianto di via Carducci, che fecero a brandelli in quell'occasione. Un ricordo mi torna alla mente: l'arrivo alla spicciolata dei reduci dalla spedizione senza scorta, con un noto ultras patavino dell'epoca in versione "carretto ambulante" di bandiere e sciarpe arancioneroverdi; e la polizia che continuava a non volerlo lasciar passare credendolo un veneziano che aveva sbagliato curva... Da morir dal ridere! Per la cornaca finì 1-1, e da quella partita lo squadrone di Zamparini cominciò a perdere colpi... (TRATTO DA "DELIRIO SCUDATO")
IL RACCONTO PERSONALE DI UN RAGAZZO PRESENTE QUEL GIORNO A VENEZIA SENZA LA SCORTA.
"...Arrivati quasi all’imbarco del traghetto vedemmo, ad una cinquantina di metri sulla nostra sinistra, una macchia arancione. Dovete sapere che, all’epoca, il gruppo principale degli Ultras Unione era solito, con il buon gusto tipico dei mestrini, presentarsi allo stadio col bomber girato dalla parte arancio. A quanto pare avevamo trovato qualcuno di serio, loro erano una cinquantina ed erano del tutto ignari di ciò che stava per capitargli. Alcuni dei nostri ragazzi si misero al collo le sciarpe arancioneroverdi ricevute in dono durante il tragitto e si portarono in prima linea salutando gli hare krisna, mentre ci avvicinavamo qualcuno dei nostri se ne partì con un “Padova Padova vaffanculo...” che creò entusiasmo nella controparte. L’entusiasmo sparì tutto d’un tratto quando, arrivati a dieci-quindici metri, partimmo alla carica. Quando gli unionisti realizzarono la loro triste situazione gli eravamo già passati sopra, c’erano hare krisna che fuggivano in ogni direzione, altri che si stavano prendendo la tredicesima e il premio di produzione, un bandierone cambiò di proprietario ma venne successivamente sequestrato dai P.S. allo stadio..."
"...Arrivati a Sant’Elena tenemmo un profilo basso; i P.S. erano ormai in allarme e dovevamo passare di fianco alla curva lagunare, prendemmo una via laterale e ci dirigemmo al nostro settore. Alcuni unionisti si accorsero di noi ma erano distanti dai loro ritrovi e non riuscirono a tirar su abbastanza gente, lo scontro con la nostra retroguardia fu poco più di una scaramuccia da cui si ritirarono precipitosamente. Quando fummo sul ponte che portava alla curva ospite la celere non volle farci passare, a causa delle sciarpe di cui eravamo stati omaggiati ci scambiarono per veneziani, per convincerli della nostra provenienza dovemmo mostrargli le carte di identità...."
"...Il bilancio della trasferta fù positivo oltre ogni previsione, avevamo passato una magnifica domenica e il divertimento era stato tale che decidemmo di usare lo stesso metodo anche nelle trasferte successive, era iniziato un periodo di puro spasso, uno dei migliori della storia degli Hell’s Angels."
CALCIO, SVIZZERA: ULTRAS ZURIGO RAPISCONO FAN GRASSHOPPERS
La polizia svizzera ha confermato una notizia pubblicata stamane dal Tages Anzeiger: il 12 novembre scorso ultras del FC Zurigo hanno rapito un tifoso del Grasshoppers, liberandolo poco dopo vicino la stazione di Aarau essendosi accorti di essere inseguiti dalle forze dell'ordine. Avendo agito a volto coperto, gli ultras non sono ancora stati identificati. Il tifoso rapito faceva parte di un gruppo che il giorno precedente aveva rubato bandiere ed altri materiali dal locale degli ultras del FC Zurigo. L'intenzione dei rapitori era di farsi portare nel luogo dove erano nascosti gli oggetti. E' stato un vicino di casa del rapito a dare l'allarme e a mettere la polizia sulle tracce dei rapitori. Le indagini sono tuttora in corso. (23/11/2007) Spr
(ANSA) -ROMA, 22 NOV- Curve chiuse ai violenti, aperte alle famiglie: d'accordo con la Lega l'Osservatorio del Viminale, secondo cui i Daspo in atto sono oltre 3000. Nella stagione in corso, precisa l'Osservatorio, sono stati emessi 554 divieti di accedere alle manifestazioni sportive che portano a 3.030 il totale. Diminuiscono intanto i feriti dovuti alla violenza del calcio, ma anche gli agenti delle forze dell'ordine impegnati in occasione delle partite, dati che fanno parlare il Viminale di 'trend positivo'.
(ANSA) - CHIETI, 22 NOV - Daspo per un anno a due tifosi dell'Atessa, di 16 e 29 anni per aver mostrato il sedere agli agenti durante la gara dell'11 novembre. I due sono stati anche denunciati per oltraggio a corpo politico, amministrativo o giudiziario. Nel corso della partita con il Chieti, i due tifosi si sono calati i pantaloni. Per i tafferugli scoppiati durante la partita anche 8 tifosi del Chieti erano stati denunciati e sottoposti a Daspo per 3 e 4 anni.
RENDE BENE L'IDEA DEL CLIMA...
tratto da "delirio scudato"
Pro Sesto-Padova 2-1 noi a occhio in 130
Partita assurda buttata via negli ultimi cinque minuti dopo non aver mai rischiato nulla per 88 minuti..il bello o il brutto del calcio è questo..la serie C è un pianeta fantastico..10 anni tra C1 e C2 e ancora perdiamo partite del genere dio can..a parte l'incazzatura per il risultato..giornata pacco..
Ci presentiamo in macchina tutti sciolti..alla fine i biglietti si trovano lì dopo tutti gli scazzi delle prevendite che a Padova e provincia stranamente non andavano..rispettiamo il silenzio come molte curve hanno fatto in Italia..siamo pochetti c'è scazzo per mille ragioni e si vede..la metà della gente sono famiglie e vecioti dei club..per la prima volta in vari anni di partite in casa e fuori io insieme a molti altri soci di trasferta ho avuto un'impressione bruttissima..quella di essere fuori posto..mah..forse è davvero andato tutto a puttane..
I ragazzi sesto stanno seduti e non tifano..gli unici urli sono dei nostri e dei loro vecchi da tribuna che inveiscono sull'arbitro ad ogni contatto..situazione da bar o da patronato..altra sensazione brutta..
I blu oltre ad impedire l'ingresso di un nostro stiscione.."GIUSTIZIA E RISPETTO PER GABRIELE"..non trovano di meglio da fare a fine partita che tirare un paio di smanganellate di avvertimento ad alcuni ragazzi anche molto giovani della curva della Pro che si erano arrampicati sulla rete per salutare i proprio giocatori prendere le maglie e festeggiare una vittoria insperata e all'ultimo dopo 5 sconfitte..e come si dice sopra dileguarsi quando la gente normale chiedeva il perchè del loro gesto e un numero di identificazione..
..mah..sempre più schifato..ieri è stato tutto una merda..
TRATTO DA "DELIRIO SCUDATO"
Sul discorso di dare priorità alla squadra io ho una linea di pensiero ben differente: oggi 2007 sono considerato un terrorista perchè vado allo stadio a sostenere i miei colori. E non venitemi a dire che questa questione va a colpire uno che fa casino (cosa comunque inaccettabile perchè un terrorista è ben altra cosa, ma sappiamo che chi governa oggi questo paese di merda e di cui mi vergogno profondamente di far parte non ha il benchè minimo senso della realtà), si colpisce tutti indiscriminatamente, perchè oggi 2007 non posso già da un pezzo portare striscioni ne bandiere ne qualsiasi altro materiale per fare il tifo, e questo non è terrorismo. Ho un organo statale che decide se e quando posso andare in trasferta, se e quando posso prendermi i biglietti, se e quando posso accedere alla mia curva... Ma stiamo dando i numeri!?!
Tutto questo è un ricatto bello e buono, e personalmente io allo stadio ci vado a questo punto per me stesso, proprio per quella questione di principio di cui mi parla Lacoste. E francamente, se domenica potessi andare allo stadio, ci andrei per la questione di principio, non per fare il tifo. Non me la sento personalmente di fare il tifo, non sono nelle condizioni per farlo. Per chi devo tifare? Per uno che prende in un anno quello che io prenderò in una vita di lavoro? Per uno che investe nel calcio (quella che per me era una passione) per coprire i debiti delle sue aziende? Per personaggi che attaccano a me l'accusa di terrorismo quando loro andrebbero processati per reati quale frode sportiva, evasione fiscale, associazione a delinquere, associazione mafiosa, corruzione, spaccio di sostanze dopanti, sequestro di persona, omicidio volontario ecc (Ho inserito a vario titolo vari reati che ho riscontrato nei vari personaggi che a vario titolo comandano nel mondo del calcio)?
Scusate ma non me la sento di tifare per questi. Io tifo per me. Tifo per la mia curva. Tifo per la mia città. Del Calcio Padova inteso come giocatori e dirigenza non me ne sbatte un cazzo. Per me potremmo anche fallire ed andare a giocare con l'Abano, avremmo trasferte più vicine e quando ci sono i miei amici c'è tutto, il contorno può anche andare a cagare: so che non approverete, ma io non ci sto più, cercate di capirmi: sono troppo schifato da tutto per amare ancora il calcio. Eppure il calcio io lo amavo. Adesso non ne ho più voglia veramente. Questi non hanno capito che sono i tifosi a mandare avanti tutto, comprese le pay tv. E che senza tifosi moriranno anche loro. Ma vanno avanti lo stesso. E vado avanti anchio, a modo mio. Regalerò pure i miei soldi a una società di calcio, ed è vero, ma del resto soldi ne prendo abbastanza che dovrò pure farli finire da qualche parte. Ma per me il calcio è solo un pretesto bello e buono. Se non ci fosse la curva, se non ci fosse la tifoseria, se non ci fossero i miei amici, non ci andrei nemmeno più allo stadio. Se la curva a questo punto venisse trasdferita in massa al basket o alla pallavolo o al gioco del pindolo mi metterei a seguire uno di questi sport. A me il calcio oggi come oggi mi fa schifo veramente. Ve lo dico senza vergogna, perchè a me vengono ancora i conati di vomito a pensare a tante cose. Altro che portare le famiglie allo stadio, vedete di riavvicinare la gente al calcio perchè la gente se ne sta stancando. Della squadra, credetemi, che vinca o perda non me ne può fottere di meno. Scusate lo sfogo, e cercate di capirmi.
Nei giorni scorsi, viene diffuso questo comunicato sul sito internet della società:
Il Calcio Padova informa che i biglietti del settore ospiti per la gara Pro Sesto – Padova, in programma domenica 25 novembre alle 14.30, sono disponibili già da oggi nei seguenti punti vendita.
- Ferramenta G&P snc, piazza del lavoro 3 Cadoneghe – Padova. TELEFONO: 049 700879
- “Baraonda”di Voltan Rolando, via Ronchi del Volo 12/A, Casalserugo (Padova)
- Riviera Sas di Pellin Gianluca, Adrian Stefano e Passatore Giuliano, via Paiette 3, Castelbaldo. TELEFONO: 049 643599(Padova)
- Edicola Bordigato Giuseppina, via Piovese 114 – Padova. TELEFONO: 049 8020962
- Distributore Esso di Ceccanin Simone, via Roma 86, Rovolon (Padova). TELEFONO: 049 5227351
La società biancoscudata informa che i biglietti di Curva Ospiti non saranno in vendita a Sesto San Giovanni il giorno della gara e perciò invita chi volesse seguire la partita da tale settore a munirsi di tagliando entro sabato. Il costo del singolo biglietto è di 10 euro, esclusi diritti di prevendita.
Questo l'sms inviatomi da un'amico questa mattina:
"Solo per tua info così ridi un pò. Il ferramenta a Cadoneghe aveva 60 biglietti e li ha finiti... L'edicola a Voltabarozzo ha la macchina per stampare rotta e dicevano di averlo riferito al Calcio Padova.... Il distributore a Rovolon ha 200 biglietti ma oggi pomeriggio è chiuso per turno... Quello a Castelbaldo è a 70 chilometri da Padova... A Casalserugo non va il server... Si fottono, domani parto senza!"
QUESTO PER DIRE A TUTTI COLORO CHE VORREBBERO ANDARE A SESTO MA QUI NON HANNO TROVATO I BIGLIETTI: PARTITE LO STESSO!!! LA SICURAMENTE LI HANNO!!!
Esattamente un anno fa moriva Julien, ultras del Paris St.Germain, ucciso da un colpo di pistola di un'agente al termine di PSG-Hapoel Tel Aviv. Semplicemente un altro caso di "assassinio in divisa", di psicopolizia che con una divisa addosso crede di avere tutti i diritti del mondo, compreso quello di uccidere. Questo video è dedicato a tutte LE MERDE che parlano per frasi fatte, tipo "La polizia non commette abusi, fa solo il proprio dovere". Con un augurio: che capiti presto a qualche vostro familiare. Così, giusto per ridere un pò.
quest'intervista anonima è stata fatta da una radio romana....
Da quanto tempo non è più in servizio?"
CIRCA UN ANNO.
"Ci racconti il motivo del suo intervento"
"HO 43 ANNI,HO PRESTATO SERVIZIO PER CIRCA 11 ANNI ,AL TERMINE DEI QUALI HO DECISO DI CONGEDARMI IN MANIERA SPONTANEA,MA INDOTTO DA FATTI PERSONALI CAUSATI DA MIEI SUPERIORI,RELATIVAMENTE ALLA NON CONFORMITA' DEL MIO ADEGUARMI A DIRETTIVE CHE RITENEVO ECCESSIVE"
"Ci racconti cosa le è successo..."
"NON VOGLIO ANDARE OLTRE QUESTA TESTIMONIANZA,PERCHè DI COSE DA DIRE NE HO ANCORA MOLTE.MA A DISTANZA DI UN ANNO DAL MIO CONGEDO...TEMO ANCORA DI ESSERE VITTIMA DI RITORSIONI.SEMBRA ASSURDO,MA VI GARANTISCO CHE è COSI.HO UN MOGLIE E 2 FIGLI,CERCATE DI CAPIRMI..."
"Si rende conto che nonostante la voce camuffata (su richiesta ESPLICITA dell'ex poliziotto) potrebbero esserci enti istituzionali ad ascoltare la sua voce?"
"SI, ED HO PAURA.MA DOPO QUELLO CHE è SUCCESSO A QUEL POVERO RAGAZZO SULL'AUTOSTRADA(GABRIELE,NDR)NON POSSO NASCONDERMI IN ETERNO.FORSE ALTRI SEGUIRANNO IL MIO ESEMPIO.."
"Ok,ci racconti..."
"IO PRESTAVO SERVIZIO A TORINO,FACEVO SPESSO LE SCORTE AI TIFOSI.IN OCCASIONE DELLA FINALE DI CHAMPIONS CHE LA JUVENTUS VINSE ALL'OLIMPICO FUI POSTO IN SERVIZIO AL TRENO.
DURANTE IL BRIEFING DEL PERSONALE PRE-PARTENZA IL COMANDANTE DEL REPARTO CI ORDINO',UNA VOLTA SALITI,DI STIPARE I TIFOSI IN VAGONI CONTIGUI E NON FARLI USCIRE DI LI.UNA VOLTA PARTITI,MASSACRARLI DI BOTTE.PRESTANDO ATTENZIONE A CHI AVESSE TELECAMERE O FOTOCAMERE.REQUISIRLE E FARLE SPARIRE."
"Massacrare di botte tifosi senza motivo?"
"SI.QUESTO,CI FU DETTO,PER "AMMORBIDIRLI" PREVENTIVAMENTE".HO VISTO COLLEGHI COLPIRE RAGAZZI DI 18-20 ANNI ALLO STERNO CON I TACCHI DEGLI ANFIBI,ALTRI SCARDINARE I PORTACENERE DELLE FERROVIE DELLO STATO E CON GLI STESSI COLPIRE A PUGNI IN VOLTO I RAGAZZI. MANGANELLATE SENZA MOTIVO SU RAGAZZE,PADRI DI FAMIGLIA.SCENE AGGHIACCIANTI.RIMASI PARALIZZATO.E COINVOLTO ANCH'IO NEL TEMA DI REPRESSIONE DAI MIEI STESSI COLLEGHI,PERCHè NON PICCHIAVO NESSUNO..."
"Continui..."
"DURANTE IL VIAGGIO DI RITORNO,ALLA STAZIONE OSTIENSE,MI PARE...I TIFOSI,STANCHI DELLE BOTTE E DEI TRATTAMENTI RICEVUTI,SCESERO DAL TRENO E INIZIARONO A TIRARCI DENTRO DI TUTTO.IO RIMASI INCASTRATO IN UN'AREA DI COLLEGAMENTO TRA DUE VAGONI...INSIEME A DEI RAGAZZI DI CASELLE CON LA SCIARPA BIANCONERA.MI PRESERO SOTTOBRACCIO E CERCANDO DI RIPARARSI MI TRASCINARONO CON LORO,DICENDOMI"STIA TRANQUILLO ,VOGLIAMO AIUTARLA".E FU COSI'.FUI COLPITO DA UNA GROSS PIETRA ALLA GAMBA,UNO DEI RAGAZZI RIUSCI' AD APRIRE UNO SCOMPARTIMENTO E MI ADAGIO' SUL SEDILE,ANDANDO A CERCARE DELL'ACQUA.LO VIDI SOMMERSO DI COLPI DA PARTE DI DUE COLLEGHI NON APPENA VARCO' LA SOGLIA DELLO SCOMPARTIMENTO.E' UNA SCENA CHE NON DIMENTICHERO' MAI..."
"Ci scusi,perchè ha atteso tutto questo tempo?"
"GLIE L'HO GIA' DETTO.SONO UN PADRE DI FAMIGLIA,DUE FIGLI...ORA FACCIO IL PANETTIERE PER CAMPARE.MA HO ANCORA PAURA.COME NE AVEVO CON LA DIVISA ADDOSSO.MA NON DEI TIFOSI.AVEVO PAURA DEI COLLEGHI CHE SAPEVANO DI ME,UNO CHE NON ANDAVA A MASSACRARE LA GENTE SENZA MOTIVO.E NE HO ANCORA..."
Si dimettono i capi ultras della Fiesole
15/11/2007 - di LA REPUBBLICA ; Fonte: repubblica.it
Dopo la tragedia e gli incidenti di domenica, la curva Fiesole contesta Sartoni (Collettivo) e Brazzini (Gruppo storico) che lasciano. Adesso non ci sono più referenti ufficiali, tagliando di netto il triangolo di buoni rapporti Fiorentina-tifosi-questura. Intanto un teste racconta di aver visto l'agente sparare verso l'auto di Gabriele Sandri a braccia tese. Indagato per omicidio colposo, per il questore la posizione del poliziotto rischia di aggravarsi.
Comunicato Ultras Potenza
Hanno chiuso la curva di Bergamo, adesso chiudiamo le altre noi! Il lutto di Gabriele è il lutto di tutti gli ultras italiani. La pallottola che ha ucciso lui poteva colpire chiunque di noi. Siamo coscienti che viviamo uno dei periodi più importanti per il futuro di chi come noi ama il calcio, ma ama viverlo da ultras. Con le partite giocate il sabato e il lunedì, con le diffide preventive, con la repressione indiscriminata, con i divieti non motivati di andare in trasferta stanno semplicemente tentando in tutti i modi di uccidere il calcio e gli ultras. Dopo aver bloccato i tarantini senza nessun motivo ragionevole adesso hanno inserito anche la nostra curva tra quelle pericolose. Tutti i tifosi, ultras e non, non hanno il diritto di godersi una partita attesa come quella di Salerno. L'omicidio di Gabriele ha messo davanti agli occhi di tutti, in modo inequivocabile, la volontà di nascondere la verità per l'ennesima volta secondo la logica di difendere una casta intoccabile anche quando è indifendibile. Il proiettile che per ore era stato sparato prima da uno Juventino e poi in aria alla fine, solo grazie ad un testimone, si è trasformato in uno sparato ad altezza uomo. Ma il folle mondo del calcio non si poteva fermare, la logica di tutti non era quella di chi contava, le partite si dovevano giocare.
Questa volta, però, hanno trovato di fronte un muro. Il lutto ed il cordoglio negli stadi li hanno portati le curve, in tanti modi diversi: con il silenzio, abbandonando lo stadio o impedendo con la forza che la partita si disputasse. Tutti modi per dimostrare che un calcio che non si ferma per un ultras ucciso è un calcio che ci fa schifo. Come spesso succede il popolo ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare da chi è nei piani alti. Gli ultras del Taranto e di Bergamo hanno messo al primo posto la solidarietà tra ultras e al risultato, al passatempo domenicale, hanno preferito il rispetto per i nostri ideali che di fronte alla morte ci impongono di fermarci. Per gli ultras quelle partite erano semplicemente indisputabili, mentre in TV si sentiva parlare ancora di pronostici. Non far disputare quella partita era un modo per cercare di imporre una morale anche minima ad un calcio che oramai conosce e rispetta solo il dio denaro. Un calcio che in ogni modo dimostra di non rispettarci, come ultras, come uomini e come parte della società civile. Adesso vogliono punire in modo esemplare Taranto e Bergamo rifiutando per l'ennesima volta di tentare di capire; ma se chiudono la loro curva, chiudono anche la nostra. La frattura tra chi comanda il calcio oggi ed i giovani che fanno migliaia di chilometri andando in giro per l'Italia per i propri colori, è una frattura insanabile. Continuiamo sempre più a schifare quelli che sui loro comodi divani giudicano il nostro mondo. Schifiamo quelli che dimostrano attaccamento ai propri colori tramite un abbonamento a Sky. Quando c'è da cantare cantano gli ultras, quando c'è da stare sotto la pioggia ci sono gli ultras, quando c'è da prendere un giorno di ferie per seguire la squadra a 1000 chilometri da casa ci sono gli ultras, quando c'è da contestare una squadra, un giocatore, un sistema calcio corrotto e venduto, ci sono gli ultras, salvo poi indicarli come il male assoluto del sistema calcio stesso, realizzando l’equazione ultras=delinquente, senza distinzione, senza nessun tentativo o intenzione di cogliere le differenze. La nostra forza è credere profondamente nel nostro mondo e viverlo sette giorni su sette. Per tutti voi sui vostri divani, il calcio è un passatempo, per noi è uno stile di vita! Per questo oggi più che mai ci sentiamo un’unica famiglia, Per questo, se chiudete una curva… le altre le chiudiamo noi! E da oggi, fino al 31 marzo, quando i ragazzi della Nord di Bergamo potranno rientrare nella loro “casa”, seguiremo il nostro Leone esclusivamente in trasferta. Pertanto invitiamo tutti i ragazzi della Ovest a manifestare con noi, condividendo questa linea, questa scelta.
Curva Nord Maurizio Alberti 
"Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, è stato deciso da tutte le curve italiane di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.
Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e si auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.
L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.
Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole...".
Questo il comunicato nazionale diffuso e condiviso dalla totalità delle tifoserie. Come Curva Nord Maurizio Alberti abbiamo deciso di aderire alla forma di protesta che è stata scelta e nella partita a Verona con il Chievo ci asterremo dal sostenere la squadra durante l’arco dei novanta minuti. Anche se il momento del Pisa e le gesta dei ragazzi di Ventura meriterebbero il consueto sostegno sabato è importante rispettare questo silenzio. Invitiamo però tutta la tifoseria nerazzurra ad entrare nello stadio Bentegodi con largo anticipo, questo perché nella mezzora precedente al fischio iniziale faremo il tifo, canteremo i nostri cori, urleremo a squarciagola, sventoleremo le nostre sciarpe, cercheremo in tutti i modi e nonostante il decreto di colorare il settore ospiti. Ma appena inizierà la partita scenderà il silenzio. Un silenzio che in mezzo a tanta ipocrisia e in mezzo a tante parole false e moraliste chiede giustizia per Sandri, e, insieme al resto delle tifoserie italiane, esprime dissenso verso tutta questa criminalizzazione del mondo delle curve.
Quelli che l’ambiente Pisa Calcio loda ad ogni occasione, sono Ultrà. Che lo sappiano bene anche il tecnico e i giocatori, da capitan Raimondi in giù. Quelli che sostengono le squadra, quelli che cantano “Vamos Vamos” e fanno le coreografie, quelli che a Verona staranno zitti e renderanno spettrale il clima del Bentegodi, svilendo di fatto lo spettacolo, sono Ultrà.
Leggendo gli atti del Viminale, e gli articoli dei giornali, e sentendo le direttive delle Questure, gli ultrà sono il principale problema della criminalità in Italia. Il nemico pubblico numero uno. Da combattere, contrastare, schiacciare. Perché sull’argomento-ultrà le forze dell’ordine sono sottopressione. Più che per pedofili, mafiosi, camorristi. E sanno di avere le mani libere.
Per l’Ispettore Raciti si sono fermate la partite. Per Sandri no. È inaccettabile il silenzio che c’è stato in seguito all’omicidio dalle nove di mattina all’una, sono inaccettabili le prime dichiarazioni della questura di Arezzo che parlavano di colpi sparati in aria, di chissà quale rissa, di un morto colpito chissà da cosa ma comunque già tacciato di precedenti da stadio (tra l’altro poi smentiti). Sarebbe stato logico e normale che già alle dieci di mattina si parlasse di un colpo sparato ad altezza uomo da uno scellerato poliziotto, sarebbe stato logico scusarsi e ammettere le proprie colpe, chiedere scusa a famiglia, amici e promettere a tutti che quel Rambo dell’autostrada verrà perseguito come qualsiasi altro cittadino che commette un omicidio. E invece fino a che non sono sbucati i testimoni, fino a che la palese verità non è venuta fuori, si parlava di omicidio colposo, di colpi sparati in aria, di pistole sgusciate e di chissà quali risse epiche scoppiate a quel maledetto autogrill. Ed infine sarebbe stato normale già alle dieci di mattina che gli organi competenti, come successo nel caso di Raciti, fermassero i campionati. LA MORTE E’ UGUALE PER TUTTI! Tanti disordini che si sono venuti a creare dopo si sarebbero forse alleviati con la pronta sospensione dei campionati e con la pronta ammissione delle colpe da parte della Questura. Al contrario l’atteggiamento ha ancor più innescato la rabbia di chi in Gabriele Sandri, un tifoso che andava alla partita, si identificava. Ci viene da domandarsi se le partite non sono state sospese subito proprio perché agli organi Istituzionali conveniva alimentare questa rivolta per spostare l’attenzione dei mass-media e dell’opinione pubblica ancora una volta verso i temibili ultras e non verso l’uso improprio delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine. Ma come si fa a cercare di coprire e difendere un uomo che spara ad un altro uomo inerme da cinquanta metri nella testa???
Non sfuggirà che la nostra adesione all’iniziativa nazionale sembra rovesciare una posizione tenuta ormai ferma da molti anni: nessun compromesso né accordo con quelle tifoserie che hanno continuato a girare con lame e in tasca, rivendicando tali comportamenti, o quelle tifoserie che continuano a lucrare sul tifo. Per non parlare delle tifoserie che sono scese a patti con Amato e con le questure tramite l’ultima moda delle autorizzazioni. L’autorizzazione di un gruppo Ultrà! Come gli Indiani con gli americani: pur di non farci sterminare, accettiamo le Riserve.
La nostra presa di posizione, su questo, è sempre stata molto dura: chi chiede autorizzazioni per quello che dovrebbe essere libero, chi dà una coltellata alle spalle e poi scappa via, chi è stipendiato dalle curve o dalle stesse società, per noi NON E’ UN ULTRAS. Sono anche gli stessi comportamenti di questi a dare ad Amato e colleghi il pretesto per uscire dalla costituzionalità con i ben noti decreti.
Curva Stefano Furlan, Trieste

In barba alla tanto decantata libertà di movimento, di pensiero ed espressione, diritti questi, sanciti sia dalla Repubblica Italiana, sia considerati come pilastri portanti della Comunità Europea; ai tifosi di alcune squadre di calcio è stato impedito di seguire la propria squadra in trasferta. Tra le tifoserie, colpite dal provvedimento, quella del Cesena, prossimo avversario alabardato. La dirigenza alabardata non ha trovato di meglio che montare uno squallido teatrino, ovvero decidere chi, come e quando mettere sugli spalti, approfittando del finto problema degli ospiti. Noi non ci stiamo a tutto questo, non vogliamo vedere decidere come, quando, e con chi si può disputare una partita di calcio, ponendo come elemento spurio, negativo e violento del calcio solo ed esclusivamente gli Ultras. Con malincuore questa volta ci asteniamo dal sostenere l'Unione Sportiva Triestina ma, vedere quel settore ospiti vuoto fa ancora più male, poiché potrebbe capitare anche a noi in futuro di non poter seguire la propria squadra in trasferta. Quindi l'incontro con il Cesena non deve passare inosservato, noi rimarremo fuori dalla nostra curva, ricordando anche l'amico Gabriele che ora non c'è più e facendo capire che non siamo pedine della scacchiera di nessuno. Chi ha volontà come noi, di partecipare a questa iniziativa, è pregato quindi di rimanere fuori durante i novanta minuti mettendo prima davanti tutto quello che stiamo subendo e dopo la squadra di calcio. La cosa che ci spinge a fare tutto questo è per non restare "indifferenti" a tutto quello che è successo da domenica scorsa, dalla morte di un amico a tutto quello che abbiamo dovuto assistere e per la quale non possiamo rimanere senza far qualcosa in merito. Partite di questo genere servono solo per l'interessi dei soliti e per cercar di farci scomparire, per questo non vogliamo assistere ad un incontro "deciso" già sugli spalti. Restiamo fuori per noi stessi, per quelli che sono ancora liberi di scegliere quando e come e quando "essere della partita", non è una protesta verso nessuno, ma è un comportamento che vogliamo seguire quando vediamo prendere delle decisioni che impongono ad una tifoseria di presentarsi a Trieste. Non lo troviamo giusto e per questo disertiamo di tifare, e, soprattutto, di insultare chi non può "esserci". Hanno deciso così e quindi è giusto che si godano in pace il loro spettacolo, a noi, tutto questo, non ci appartiene. Curva Furlan no compromessi
22/11/2007; Fonte: www.ecomatrix.it
C'era anche una sciarpa insanguinata, tenuta come ricordo o come trofeo, tra gli oggetti sequestrati dalla Digos genovese ai tifosi genoani e sampdoriani denunciati per gli scontri avvenuti in via Monticelli a Genova prima del derby il 23 settembre. Con le 22 perquisizioni domiciliari di oggi gli investigatori hanno trovato anche coltelli, fionde, mazze ferrate e mazze di legno, manici di piccone, bandiere, una copia del ''Secolo XIX'' con la cronaca degli scontri, un centinaio di grammi di hashish.
Gli incidenti erano avvenuti intorno alle 16.30, quando un corteo di genoani provenienti dalla sede del club Ottavio Barbieri, all'angolo tra corso De Stefanis e via Ponticelli, incontrò un gruppo di sampdoriani. Duecento tifosi contro duecento, scesi poi a una settantina per parte. Le indagini, condotte attraverso lo studio di foto e filmati (alcuni forniti da cittadini) e con pedinamenti, appostamenti e frequentazione dei locali più in voga tra i tifosi, hanno permesso l'arresto differito (secondo la legge 41/2007) di A***** L********, vecchia conoscenza della polizia, e poi il deferimento di 14 genoani e 8 sampdoriani.
La procura ha ottenuto dal gip 9 misure cautelari, di cui 4 in carcere (S****** M*******, P**** P******, F**** P****** e L*** C****), due domiciliari (A******* N****** e A***** B****) e 3 obblighi di presentazione. Tredici sono gli indagati a piede libero e sottoposti a perquisizione domiciliare e personale. I reati contestati comprendono rissa aggravata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato.
(ANSA) - TARANTO, 22 NOV - Divieto di accesso agli stadi per cinque anni: questa la misura disposta nei confronti dei nove ultras del Taranto l'11 novembre scorso. A causa degli incidenti la partita di serie C1/B Taranto-Massese fu sospesa e il giudice sportivo della Lega di C decreto' la sconfitta del Taranto a tavolino (0-3) e la disputa delle prossime quattro partite casalinghe a porte chiuse.
La mannaia dello stato non si è fatta attendere... La cosa incredibile qual'è? Che domenica un poliziotto ha sparato uccidendo un ragazzo innocente, E PER TUTTO QUESTO STANNO PAGANDO SOLO GLI ULTRAS, DI TUTTA ITALIA E SENZA NESSUNA ESCLUSIONE!
Le decisioni dell'Osservatorio adottate il 22 novembre
Nel pomeriggio odierno si è tenuta la riunione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, con all’ordine del giorno, tra l’altro, l’analisi delle gare in programma dal 28 novembre al 3 dicembre 2007. Nell’occasione, sono state prese in esame 20 gare di serie “A”, 13 di “B” e 90 di “C”, oltre a quelle della Coppa Italia di serie “C” e dei campionati dilettantistici.
L’Osservatorio, alla luce dei positivi comportamenti tenuti dalle tifoserie dell’Ascoli e del Livorno, che in passato avevano dato luogo ad intemperanze, ha deciso di non adottare restrizioni alla loro movimentazione. L’organismo collegiale, sulla base dei nuovi criteri adottati per la valutazione delle trasferte di massa con la presenza di gruppi violenti, ha invece ritenuto di suggerire alle competenti Autorità Provinciali di P.S. la limitazione per le trasferte di “tifosi organizzati” delle seguenti 12 tifoserie che hanno dato luogo, in questo campionato, a ripetute criticità:
Serie A: Genoa, Inter, Napoli, Lazio, Juventus;
Serie C: Perugia, Salernitana, Taranto, Venezia, Verona Hellas, Viareggio;
Serie D: Brindisi.
Con particolare attenzione sarà monitorato il comportamento della tifoseria della Spal che ha creato reiterate turbative in ambito ferroviario. In caso di recidiva saranno adottati più incisivi provvedimenti. Per l’incontro Catania – Palermo, infine, l’Osservatorio si è riservato di analizzare i profili di rischio della gara alla luce di più aggiornate informazioni.
Leggendo un comunicato del genere, una persona sana di mente si fa solo un'idea: questa è gente che ha dei problemi! Questa è gente abituata a fare una vita di merda, abituata a vedere i criminali veri che escono di galera dopo due giorni facendogli "Marameo!", abituata a prendere ordini da degli incompetenti, che probabilmente sono talmente frustrati che quando vanno a casa la sera non sono nemmeno nelle condizioni fisiche di dare due colpetti alla moglie. Questa è gente pericolosa. Altro che i ragazzi delle curve! CHI OSSERVA L'OSSERVATORIO???