(Da "Il Mattino di Padova", sabato 29 luglio 2007)
«La pista? E’ dura, è lenta, è bruttissima»
Gli atleti la bocciano: «In queste condizioni impossibile fare buoni risultati» Il presidente del Coni Veneto Gianfranco Bardelle accusa «Il Comune di Padova doveva pensare a muoversi prima»
«Il Comune doveva muoversi prima, la pista doveva essere provata e tarata. Un pò come succede per le auto: quando una macchina è nuova, per il periodo iniziale si fa il rodaggio. Doveva accadere la stessa cosa anche per la nuova pista di atletica». A strigliare il Comune di Padova è Gianfranco Bardelle, presidente regionale del Coni. Pur lodando la velocità con cui la macchina organizzativa ha preparato l’imponente manifestazione che si concluderà oggi, non può non tenere conto delle critiche degli atleti nei confronti della pista di atletica leggera dell’Euganeo, restaurata di recente. Troppo lenta, secondo la maggior parte degli atleti. E per questo penalizzante, perché non è possibile raggiungere tempi buoni. «Già in occasione del meeting organizzato da Assindustria qualche settimana fa - ammette Bardelle - avevo visto tempi troppo alti. Non c’erano i grandi atleti, mi ha detto qualcuno. E invece no, quelli c’erano. La causa non era negli atleti». A bordo pista non erano pochi quelli che si sono lasciati andare a critiche, anche piuttosto pesanti. Tra un mese ci saranno i Mondiali a Osaka e per essere ammessi si deve raggiungere il tempo o la misura di qualificazione e i campionati italiani assoluti erano l’appuntamento da non perdere. Ma se la pista non permette di ottenere il risultato, l’amarezza non può che abbondare. Fra i difetti elencati, ce n’è uno molto particolare che si potrebbe sintetizzare così: l’anello dell’Euganeo è maschilista. Facendo una proporzione, sono stati di meno gli uomini che l’hanno criticata. Molti si sono limitati a dire che «c’è di meglio, ma non era poi così male». Le donne, all’opposto, l’hanno stroncata. Il problema che praticamente tutte hanno evidenziato, è la reazione sul piede, perché sotto a un fondo duro (la vecchia pista) è stato steso il nuovo manto, che risulta molto morbido e in cui il piede affonda, assorbendo parte della spinta. E rendendo non solo più faticosa la gara, ma anche impossibile il record. Come se non bastasse ieri soffiava un forte vento, naturalmente contrario rispetto ai blocchi di partenza. «E’ dura, è lenta, non mi piace», afferma Giulia Arcioni, che rincara la dose: «Non c’è nemmeno un filo d’ombra per riscaldarsi senza cuocersi. Almeno ci avessero fatte entrare un pò prima per il riscaldamento in zone della pista non occupate». Elena Sordelli ammette: «A dire il vero ne ho viste di peggiori, ma è indubbiamente dura, il piede non reagisce bene alla spinta». Concordano anche Doris Tomasini e Rita De Cesaris: «Rispetto al meeting dell’anno scorso l’abbiamo trovata migliorata. Ma si sente la pista vecchia e dura sotto a uno strato morbido. Il piede reagisce in modo strano, perché si deve stabilizzare. Ma visto che ci hanno speso dei soldi per fare la parte superiore, non potevano spenderne un pò di più e sistemare anche il fondo?». Anita Pistone non si risparmia: «Bruttissima, è una tragedia. E’ la pista più lenta che abbia mai visto. Non reagisce. L’hanno fatta male». Daniela Graglia le fa eco: «Ha usato le parole esatte: questa pista è una tragedia. A parte il vento contrario che rende difficile la gara di per sé, il manto è molto morbido, per i velocisti è un problema. Invece di fare solo la parte superiore, dovevano rifarla completamente. E poi il problema è anche un altro: ci fanno sempre gareggiare dove non si corre». Sara Tani è lapidaria: «E’ troppo dura. Ma lo stadio mi sembra buono». Astrid Horeza sceglie la via della diplomazia: «Male. C’è di meglio, diciamo così». Laura Rendina ci scherza su: «E’ calda. Ma è normale che sia così, a fine luglio. Sul fatto che sia lenta, è un commento che ho sentito fare a tutte. E’ strana, perché inizialmente mi sembrava dura, ma poi ho capito che c’era una parte che assorbiva i miei passi». Anche fra gli uomini c’è stata qualche critica, seppure in misura minore. Alessandro Rocco dice: «Ne ho viste di migliori», mentre Fabio Cerutti afferma: «La pista non è male, il problema è il vento contrario, che non ti permette di correre bene». Marco Triches invece presagisce: «Con questo caldo, fra un paio d’anni sarà da rifare. E’ accaduto anche a Belluno, dove ci sono 5-6 gradi in meno, di media, rispetto a Padova».
Insomma, pare proprio che sinigaglia (minuscolo) abbia fatto un bel buco nell'acqua. 170.000 euro (centosettantamila!!!) DEI CONTRIBUENTI spesi per mettere a posto una pista d'atletica che di fatto non serve a nessuno: non alla città (qualche anno fa, ricorderete, la pista dell'euganeo (minuscolo) era stata aperta anche infrasettimanalmente per tutti quei cittadini che volessero utilizzarla. Risultato? Abbandono per diserzione!), non ai tifosi (CHE VORREBBERO GIUSTAMENTE UNO STADIO PER IL CALCIO!!!), ora nemmeno dagli atleti che ne dovrebbero usufruire. Se l'organo ufficiale della giunta-zanonato (altrimenti detto anche "Il Mattino") l'ha messa in questi termini, possiamo ben renderci conto che le dichiarazioni rese dagli atleti siano state ancora più pesanti. Ma la domanda che ci si pone è: perchè? Perchè si va avanti in un progetto fallimentare alla cieca, spendendo soldi dei cittadini per una cosa che non serve a nessuno ed oltretutto facendola male?
Una buona risposta potrebbe essere che sinigaglia si è ostinato nelle sue posizioni, ed i risultati si vedono oggi (un meeting d'atletica andato deserto nonostante l'ingresso gratuito ed una pista tirata a lucido che di fatto penalizza gli atleti) e si vedranno più avanti in tempo di elezioni; ancora più probabile che la premiata ditta zanonato-sinigaglia si siano impuntati nei confronti di una realtà che non li premia certo con i voti (ma zanonato in tempi di campagna elettorale, oltre ad essere "marocchino bianco" non aveva anche promesso di "essere il sindaco di tutti i padovani, anche di quelli che non mi hanno votato"?). Ma se andiamo a scavare un pò più a fondo ci accorgeremo che dietro il rifacimento della pista d'atletica c'è un BUSINESS che va ben oltre i 170000 euri pagati dai cittadini per una cosa che a loro non serve. Un business che si chiama "campionati italiani assoluti" piuttosto che "mondiali" o "meeting" che alla giunta zanonato fruttano un bel pò di soldi fra sponsor e ritorni d'immagine vari (che poi l'immagine non torni proprio precisa è un'altro discorso...). Se studiate un pò cosa c'è dietro lo sgombero di via Anelli per dire (una società straniera che vuole ristrutturare la zona) capirete che il discorso è similare: questa giunta non si muove se non c'è qualcosa da guadagnare!
Ed il business continua: in futuro è prevista proprio in zona la costruzione del nuovo polo ospedaliero, e sembra molto probabile che verranno utilizzati anche i terreni intorno allo stadio Euganeo. Loro non lo dicono, ma lo dico io: anche il futuro dell'Euganeo stesso è a rischio. Altri soldi spesi dai contribuenti per il piacere di questa giunta. Ma allora perchè impuntarsi tanto sul rifacimento della pista?.
