Questo blog non è conducibile ad alcun gruppo organizzato facente parte della Curva Sud di Padova. Questo spazio è stato pensato e costruito per tutti coloro che, a prescindere dall'appartenenza o meno a un gruppo piuttosto che ad un'altro ed a prescindere da qualunque idea politica; sono follemente ed autenticamente innamorati di questa curva, di questa città e di questi colori.

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giovedì, 29 novembre 2007

VENEZIA - PADOVA, 29 NOVEMBRE 1992

santamarta9293iu8VENEZIA, 29 NOVEMBRE '92, la squadra dei fusi (ovvero i tifosi nati dalla fusione...) ha iniziato bene il campionato, ed a metà girone d'andata è prima in classifica... Campilongo arriva ed in tre partite segna sei gol... Il vecchio caro Zamparini fa proclami del tipo "Se andiamo in serie A mi impegno a terminare lo stadio di Padova e ci porto a giocare la mia squadra"... un ebete fino in fondo... anche se a dodici anni di distanza verrebbe voglia di regalarglielo questo stadio! Insomma, il derby d'andata del 92/93 si avvicina in uno stato di tensione abbastanza forte... Il Padova arranca a metà classifica, ma è in crescita... La tifoseria è perennemente in fibrilazione in quegli anni, e per la trasferta di Venezia vengono richiesti 3.000 biglietti... Ne arriveranno solo 1.500 per motivi di ordine pubblico... Lo stadio è stato rifatto da poco, innalzando le due curve, quindi la vecchia Curva Nord (quella degli ospiti), divisa in due fette: la più piccola (1.500 posti) spetta agli ospiti, la più grande (oltre 3.500) ai tifosi di casa... che gran tifoseria... andranno in serie A con uno stadio in mezzo al mare ed una squadra ed una tifoseria ibride... che gran tifoseria... Due curve tutte per loro ed in una sola curva si scazzano da paura per i colori dela squadra.. che gran tifoseria... in due giorni bruciano oltre 15.000 biglietti ed il 29 novembre Sant'Elena è una bolgia... Non capiterà mai più, nemmeno in serie A! veneziapadova9293me9Intanto a Padova si tace e si va avanti, e la mattina del derby un gruppo di baldi giovani decide di andare a far visita ai veneziani di persona, evitando lo speciale... Non avendo partecipato a questo numero, trovo che sia più giusto che a parlarne siano altri, so solo che il gruppo in questione dopo aver razziatoil razziabile per Venezia arrivò indisturbato fino a Piazza San Marco in cui era appostato un colmitato di benvenuto unionista-modenese... Che però non fece a tempo a rendere agli ospiti il dovuto omaggio... Per quelli dello speciale, i controlli furono molto più severi rispetto all'anno prima, il biglietto della motonave venne venduto assieme a quello per lo stadio ed il treno e non si scappava, la pula ci accompagnò anche a bordo del traghetto (dove ci furono momenti di fortissima tensione), e venne praticamente inaugurato quel giorno lo scalo per i tifosi ospiti attuale. Si volevano evitare scorribande per i Giardini che però si verificarono ugualmente (grazie al gruppetto dicui parlavo prima) in tutta Venezia. Già al nostro arrivo fuori dello stadio un boato di fischi, ed ancora tensione altissima con la pula che si becca dall'alto anche una bottiglia di coca da litro piena di piscio... Fumogeni imboscati in mezzo alle palle, insieme con i magnum...

veneziapadova92933rt9 Il Padovano medio, si sa, è notoriamente uno stronzo arrogante e maleducato; che pensa di essere sempre a casa propria... Così pensavano i baldi giovani recatisi in gita in laguna in mattinata (che oltretutto ci prenderanno gusto, riproponendosi alla stessa maniera quindici giorni dopo a Ferrara...); così pensavano tutti i 1.500 all'ingresso del loro settore, quando cominciano un tiro al bersaglio contro gli avversari della curva di fianco a base di seggiolini e petardi. Ancora una volta la pula impreparata, e la scena va avanti per dieci minuti di fila; e poi ad ulteriori sprazzi durante un pò tutta la giornata... Da notare che lo stadio Penzo aveva appena subito un restailing ed i seggiolini erano stati messi giusto qualche giorno prima.... Verranno tolti immediatamente! La curva di casa stavolta è impressionante, ed anche il resto dello stadio fa la sua parte. Non preparano nessuna coreografia particolare, a parte un bandierone con disegnato (se non ricordo male...) il Leone di San Marco che si fotte la Gallina Padovana... Sottolineato anche dalla nostra curva con lo striscione "La Gallina si mangia, non si incula col leone". Uno dei primi casi di soffiata, tanto famosi al derby di Milano, poveri veneziani... Il nostro tifo parte bene, con una bella coreografia a bae di pon pon e fumogeni; ma poi si spegne un pò, vuoi per la bolgia dello stadio, vuoi perchè c'era uno stato di tensione continuo con la polizia che fermò più di qualcuno quel giorno per i casini in mattinata... I veneziani erano in possesso di un nostro vecchio bandierone copricurva usato all'Appiani, a righe orizzontali biancorosse, trafugato qualche mese prima durante un concerto dei Pitura Freska nell'impianto di via Carducci, che fecero a brandelli in quell'occasione. Un ricordo mi torna alla mente: l'arrivo alla spicciolata dei reduci dalla spedizione senza scorta, con un noto ultras patavino dell'epoca in versione "carretto ambulante" di bandiere e sciarpe arancioneroverdi; e la polizia che continuava a non volerlo lasciar passare credendolo un veneziano che aveva sbagliato curva... Da morir dal ridere! Per la cornaca finì 1-1, e da quella partita lo squadrone di Zamparini cominciò a perdere colpi... (TRATTO DA "DELIRIO SCUDATO")

IL RACCONTO PERSONALE DI UN RAGAZZO PRESENTE QUEL GIORNO A VENEZIA SENZA LA SCORTA.

"...Arrivati quasi all’imbarco del traghetto vedemmo, ad una cinquantina di metri sulla nostra sinistra, una macchia arancione. Dovete sapere che, all’epoca, il gruppo principale degli Ultras Unione era solito, con il buon gusto tipico dei mestrini, presentarsi allo stadio col bomber girato dalla parte arancio. A quanto pare avevamo trovato qualcuno di serio, loro erano una cinquantina  ed erano del tutto ignari di ciò che stava per capitargli. Alcuni dei nostri ragazzi si misero al collo le sciarpe arancioneroverdi ricevute in dono durante il tragitto e si portarono in prima linea salutando gli hare krisna, mentre ci avvicinavamo qualcuno dei nostri se ne partì con un “Padova Padova vaffanculo...” che creò entusiasmo nella controparte. L’entusiasmo sparì tutto d’un tratto quando, arrivati a dieci-quindici metri, partimmo alla carica. Quando gli unionisti realizzarono la loro triste situazione gli eravamo già passati sopra, c’erano hare krisna che fuggivano in ogni direzione, altri che si stavano prendendo la tredicesima e il premio di produzione, un bandierone cambiò di proprietario ma venne successivamente sequestrato dai P.S. allo stadio..."

"...Arrivati a Sant’Elena tenemmo un profilo basso; i P.S. erano ormai in allarme e dovevamo passare di fianco alla curva lagunare, prendemmo una via laterale e ci dirigemmo al nostro settore. Alcuni unionisti si accorsero di noi ma erano distanti dai loro ritrovi e non riuscirono a tirar su abbastanza gente, lo scontro con la nostra retroguardia fu poco più di una scaramuccia da cui si ritirarono precipitosamente. Quando fummo sul ponte che portava alla curva ospite la celere non volle farci passare, a causa delle sciarpe di cui eravamo stati omaggiati  ci scambiarono per veneziani, per convincerli della nostra provenienza dovemmo mostrargli le carte di identità...."

"...Il bilancio della trasferta fù positivo oltre ogni previsione, avevamo passato una magnifica domenica e il divertimento era stato tale che decidemmo di usare lo stesso metodo anche nelle trasferte successive, era iniziato un periodo di puro spasso, uno dei migliori della storia degli Hell’s Angels."

postato da: PadovaSud alle ore 12:28 | link | commenti
categorie: accadde oggi - amarcord
sabato, 27 ottobre 2007

PADOVA-VENEZIA, NOSTALGIA CANAGLIA...

Copio spudoratamente l'idea di una galleria fotografica da biancoscudati.net. Non me ne vorranno...

Padova - Anti-venezia_ad

 

Stagione 1991/92 - Andata (3 novembre 1991)

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Stagione 1991/92 - Ritorno (5 aprile 1992)

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Padova-Venezia, 5 aprile 1992, amarcord

Stagione 1992/93, andata (29 novembre 1992)

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Stagione 1992/93, ritorno (2 maggio 1993)

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Stagione 1993/94, ritorno (1 maggio 1994)

motonavevenezia94cd8veneziapadova9394ij1L'ANNO SCORSO

In Partenza per venezia

ULTRAS PADOVA all' arrivo a venezia stazione

Biancoscudati alè alè

Veneziani a Padova

bolgia padovana

postato da: PadovaSud alle ore 14:21 | link | commenti
categorie: accadde oggi - amarcord
sabato, 16 giugno 2007

ACCADDE OGGI: 15 GIUGNO 1994, PADOVA TORNA IN SERIE A!!!

acomepadova

15 giugno 1994: Padova-Cesena 2-1. Troppe cose mi tornano in mente per scriverne a mente lucida (parola grossa!!!) e su un blog letto dal mondo intero, troppe cose personali, troppi intrecci e casini della mia vita dell'epoca rivisti oggi col senno di poi; a cui forse quel Padova non diede una risposta, ma fece sicuramente tirare un sospiro di sollievo...

Cremona 15 giugno 94

Il primo ricordo a balzarmi alla mente di quel 15 giugno 1994 sono i tre treni speciali stracolmi, e l'armata biancoscudata che invase Cremona: oltre diecimila tifosi, un'intera città a spingere per un traguardo che tutti aspettavano da troppo tempo.

Cesena-PD_Spareggio 94_3

Ricordo il caldo bestiale che faceva, le ore trascorse sotto il sole, il gol del vantaggio cesenate di Hubner ed il raddoppio quasi subito fallito, il pareggio di Cuicchi in rovesciata e la bomba vincente di Coppola. Ricordo l'esultanza allo Zini e l'esplosione di gioia di un'intera città al triplice fischio finale. Ricordo tanta gente, una marea ad abbracciarmi ed a saltarmi addosso, gente che non ho mai più rivisto allo stadio e che in tutta franchezza mi chiedo che cazzo fossero venuti a fare. Ma in quel momento non avevo voglia di polemizzare. Cesena-PD_Spareggio 94_4Ricordo il ritorno a casa attraverso una Pianura Padana assonnata e silenziosa per essere accolti da una città che a mezzanotte passata era ancora nel pieno del suo delirio più completo. Ricordo la serata passata in giro per Padova a festeggiare con gli amici e con la mia ragazza di allora.

Padova-Cesena, spareggio a CremonaUn'immagine mi rimarrà sempre impressa: Piazza dei Signori a l'una di notte, completamente invasa dai tifosi festanti, la squadra che non riesce nemmeno a scendere dal pullman (tanta era la calca) ed i ragazzi (i veri ragazzi di Padova! Non i calciatori, con tutto il rispetto per chi ha conquistato dei traguardi importanti con questa maglia...) accendere torce sulla scalinata della Gran Guardia. E ricordo bene che in quel momento realizzai di quanto bella fosse la mia città; apparentemente addormentata, in realtà viva più che mai nonostante i decenni di amministrazioni truffaldine che di fatto avevano tolto (e tolgono tutt'ora) ai padovani la voglia di sentirsi tali ed orgogliosi.

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Per il resto, tutto il corollario delle emozioni e sensazioni provate quel giorno è contenuto in un lungo post contenuto nel forum "Delirio Scudato" (http://delirioscudato.forumfree.net ). Chi fosse interessato, non deve far altro che iscriversi al forum, e questo è il link della sezione giusta: http://delirioscudato.forumfree.net/?f=421717&st=60 (titolo della discussione: "Cremona dieci anni dopo", racconto diviso in quattro parti...). Per quanto mi riguarda, tutto il contorno di quella giornata rientra nella mia sfera personale, e non interessa ai lettori di questo blog.

Al sottoscritto, rimane il ricordo ogni anno sempre più vivo di una delle poche, pochissime gioie regalategli dalla sua squadra del cuore...

festeggiamenticampo

postato da: PadovaSud alle ore 04:16 | link | commenti
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mercoledì, 13 giugno 2007

ACCADDE OGGI: 13 GIUGNO 1993, PADOVA-ASCOLI 3-2

LA CURVA MIGLIORE DI TUTTI I TEMPI!

Cronaca di un week end di ordinaria follia...

Padova-Ascoli, 1992/93 - 1Il campionato 1992/93 era stato caratterizzato da una partenza col freno a mano tirato da parte del Padova, compensato da un grande girone di ritorno, che ci aveva portato a lottare per un posto in serie A... Come spesso accade anche oggi, quel Padova riusciva nelle battute finali del torneo a rovinare quanto di buono fatto nei mesi precedenti. E così fece a Lucca il 6 giugno 1993, pareggiando al novantesimo una partita già vinta, situazione che ci complicò non poco il cammino verso la massima serie... A novanta minuti dalla fine del campionato la classifica era la seguente: Reggiana e Cremonese già promosse in serie A, PIacenza Lecce ed Ascoli punti 46, Padova 45... L'ultima di campionato il Piacenza va a Cosenza, il Lecce in casa con quelle merde dei lucchesi, Padova-Ascoli scontro diretto all'Appiani, un vero e proprio spareggio da giocare in casa... Bisogna vincere a tutti i costi, e sperare che almeno una fra Lecce e Piacenza non vada oltre il pareggio... La situazione è critica, ma Puggina e Giordani ostentavano al lunedì la tranquillità di due serual-killer psicolabili: "Tranquilli! Arriveremo almeno allo spareggio!". Nel frattempo la città intera sta scaldando i motori... L'Ascoli chiede 3.000 biglietti alla società di Via Sorio, ma ne arriveranno solo 700... La replica non si fa attendere tramite comunicato stampa: "L'Ascoli Calcio, tenuto presente l'esiguo numero di biglietti assegnato ai suoi sostenitori in vista della gara di Padova, declina ogni responsabilità nel caso questi ultimi decidessero diseguire la squadra in gran numero e sporvvisti di tagliando d'ingresso...". Una barzeletta! Costantino Rozzi era solito fare queste sparate, ma li avrei voluti vedere gli ascolani che quella domenica si presentavano con la minima intenzione bellicosa... Avrei voluto vederli, per capire come li facevamo tornare a casa!!!
D'accordo con due grandi amici dell'epoca decisi di andare a prendere i biglietti il primo giorno di prevendita... Certo, l'attesa era forte, ma non avremmo mai pensato di trovare una situazione del genere: le biglietterie di Via Carducci aprivano alle quattro, alle tre c'era una calca impressionante, migliaia di persone in fila sotto il sole di giugno col traffico della zona già abbondantemente in tilt... Riuscimmo solo verso le sei e non senza difficoltà a raggiungere i botteghini per trovare l'amara sorpresa: "CURVE ESAURITE!"... Non ci pensai troppo e diedi fondo alla mia paghetta settimanale per comprare un biglietto del settore Distinti Centrali, mentre i miei due soci (due belle faine nonostante fossero niente più che due ragazzini adolescenti) si diedero direttamente appuntamento alla domenica per tentare di entrare allo stadio "di frodo"... Mi rompeva non poco i coglioni disertare la curva, ma quella settimana del resto tutti si erano riscoperti tifosi del Padova: solo quel giorno vennero venduti oltre 6.000 biglietti, in tre giorni vennero polverizzati tutti i 15.000 posti diposnibili all'Appiani! Ad Ascoli pensarono che forse era il caso di stare buoni, visto che alla fine di tutto si accontentarono dei 700 biglietti inviati e senza troppo fiatare... I giorni immediatamente successivi furono frenetici: riuscii a scambiare il biglietto con un compagno di classe a cui interessava più vedere la partita che vederla dalla curva, ma come spesso mi capitava con una cazzata riuscivo a complicare maledettamente tutto: sabato 12 giugno, a bordo del mio mitico "Si", tornavo da una festa assieme a quella che da li a poco sarebbe diventata la mia dolce metà; quando dietro mi trovai gli sbirri... Dovete sapere che i Carabinieri di Legnaro hanno una prerogativa: d'estate girano appositamente per inculare i ragazzini che viaggiano in due sul motorino, a fari spenti di notte! La cosa incredibile è che in caso di problemi più seri (rapine in corso, violenze...) non li troverete mai così solerti precisi e puntuali... Ma per via di multe e sequestri erano impareggiabili... Chiesi alla tipa se buttava un occhio dietro e di avvisarmi se vedeva gli sbirri... "No, non ci sono sbirri dietro!", e mi tranquillizzò... "C'è solo una macchina che viene avanti a fari spenti"... MERDA!!! Riuscii a seminarli guidando all'interno di un campo di pannocchie, percorso all'epoca noto un pò a tutti i miei coetanei che possedevano il motorino, ma feci male i miei conti: i carabinieri avevano scoperto l'esistenza di questo "passaggio segreto" e me li trovai davanti non appena uscii nuovamente sulla strada: multa di 130.000 lire, fermo amministrativo per 30 giorni, riuscii ad evitare il processo per la fuga e le elaborazioni inventando la scusa patetica che mio padre era disoccupato!
Rientrai con l'obbligo di presentarmi l'indomani mattina al comando dei caramba col motorino rimesso originale, e feci in quel momento un scoperta agghiacciante: il biglietto della partita, che tenevo in una tasca del giubbotto di Jeans, mi era scivolato fuori chissà dove durante la fuga!!! Tutta la mattinata seguente fu dedicata a sbrigare le varie pratiche del sequestro, ed alla ricerca disperata del prezioso tagliando su e giù per quel merdosissimo campo di pannocchie, fino a quando non gettai la spugna... Decisi di non arrendermi, e recuperai al volo un passaggio per lo stadio da un amico, mentre me ne fottevo beatamente di mia madre che imprecava sul fatto di avere un figlio degenere e psicolabile, e di mio padre che tentava di farmi capire che 130.000 lire da pagare erano una cosa più importante della partita del Padova: non me ne fregava un cazzo!!!


...e la curva nord!!!Alle 13,30 eravamo già per strada; ma non era la tipica giornata di giugno: Il cielo era plumbeo e tirava un vento freddo; mentre in zona stadio la festa era già cominciata: il 13 giugno a Padova si festeggia Sant'Antonio, e migliaia di pellegrini da tutta Europa si riversano nell'omonima basilica che oltretutto è a poche centinaia di metri dallo stadio Appiani. Come se non bastasse in Prato della Valle si concludeva la fiera di Sant'Antonio, il che significava decine di migliaia di persone concentrate fin dal mattino nella zona, con controlli molto difficili a livello di ordine pubblico. I ragazzi ne approfittarono: i bagarini (che in queste occasioni spuntavano anche da noi) vennero ribaltati uno dopo l'altro, molti ragazzi rimasti senza tagliando furono accontentati; mentre la stessa fine fecero i pochi tifosi marchigiani che ebbero l'ardire di avventurarsi in macchina nella "Appiani Zone"... Lasciammo il motorino dietro il CUS, poco più avanti dell'Istituto Marconi (grave errore lasciarlo li, poi vedrete il perchè), mentre dallo stadio si sentivano già i cori... Sbucati a fianco del Parco Appiani, mi resi conto subito che il grosso degli ascolani (quelli che si presentarono col treno speciale) non era ancora arrivato, mentre via Marghera era un'autentico spettacolo, invasa dai tifosi biancoscudati! Mai più vista un'atmosfera del genere: mancavano più di due ore alla partita, e c'erano almeno 10.000 tifosi ad attendere l'apertura dei cancelli, tutti in strada a scandire cori per il Padova, contro l'Ascoli e gli sbirri che ancora tenevano i cancelli chiusi... Io però avevo una priorità assoluta: entrare allo stadio in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo! Mi trovai con gli altri due soci ai quali esposi la situazione, e decidemmo di muoverci assieme. Ci piazzammo davanti i cancelli della Curva Nord, calcolando che qualcuno nelle mie stesse condizioni ci sarebbe pur stato per la legge dei grandi numeri, e che qualcuno avrebbe tentato scuramente di sfondare... Intanto la gente aumentava di numero e la tensione cresceva... Il portone in ferro della Curva Nord rischiava seriamente di andar giù a calci, e quando si aprono i cacelli e parte una carica della madonna, con la celere che faticò non poco per contenere la folla... Più di qualcuno entrò gratis, noi purtroppo al momento buono eravamo troppo nelle retrovie, questione d'età e di esperienza (Fosse capitato solo due-tre anni dopo... Ciao!). Decisi allora di fare il giro attraverso il velodromo Monti, seguito dagli altri due, ed in uno dei tanti momenti di confusione riuscimmo ad arrampicarci su verso la curva inseguiti disperatamente da due carabinieri che tuttavia mollarono il colpo quasi subito (lo scavalcamento era una prassi molto diffusa al vecchio Appiani!). Lo stadio si riempie in pochi minuti, rimane vuota solo la curva riservata agli ascolani, mentre tutt'intorno c'è un'atmosfera incredibile: il primo coro "Chi non salta è un ascolano!" (Una terronata di coro... che però all'epoca andava tantissimo!) fa praticamente tremare lo stadio e fischiare le orecchie ai pochi bianconeri già presenti sugli spalti: si rendono conto subito del clima che tira, come se ne renderanno conto i circa 700 che giungeranno col treno speciale, e che verranno accolti da lanci di oggetti e di seggiolini (!!!) dal pubblico della Tribuna Centrale e dei Distinti (!!!!!!)... Io, assieme con gli altri due, ero estremamente soddisfatto per l'azione portata a termine, e completamente rapito dall'atmosfera dell'Appiani: 15.000 bandierine biancorosse, uno stadio intero che cantava, e quando parlo di stadio intero significa testualmente che cantavano Curva, Distinti, Tribuna, Tribuna Est... Non esisteva la Curva Nord, tutto lo stadio era un'immensa Curva Nord!!!Padova-Ascoli 1992/93, la gradinata...
Purtroppo al quarto minuto Bierhoff porta in vantaggio l'Ascoli... Come se non fosse successo un cazzo! Parte immediatamente un "Datemi un PAAAAA!" che credo l'abbiano sentito fino al Bassanello! Al ventesimo raddoppia Bierhoff... mi metto le mani nei capelli: "E' finita, porcodio!"... Ecco, quello è forse l'unico momento in cui sento gli ascolani distintamente... Tempo un minuto che Simonetta accorcia le distanze su punizione e l'Appiani "Monumental" salta per aria!!! Da questo momento comincia l'assedio del Padova, e tutto il pubblico non smette un attimo di spingere: ricorderò sempre Di Livio che razza di partita giocò! Era incredibile: prendeva palla al limite della nostra area, partiva sulla fascia inseguito dall'intera squadra dell'Ascoli, mentre Zaini che era il suo marcatore diretto chiedeva il cambio perchè non era assolutamente in grado di contenerlo!

GLI STADI SONO ARENE: FUORI I CALCIATORI, DENTRO I GLADIATORI!

Credo che mai come quella volta l'Appiani sia stato un'arena: ricordo addirittura Costantino Rozzi che a fine primo tempo, mentre tentava di accedere agli spogliatoi per parlare con la squadra, venne circondato minacciosamente da alcuni tifosi della Tribuna Centrale (!!!) e fu praticamente costretto a tornare al proprio posto... Nel frattempo sia Piacenza che Lecce vincevano, ma tutti continuavano a sperare... Anche la ripresa fu un autentico assedio, con Lorieri che sotto la Curva Nord parava anche i sassi... A cinque minuti dalla fine Gabrielli trova il pareggio per i biancoscudati, e l'Appiani diventa un vero e proprio inferno... Non si capisce più un cazzo e Lorieri compie l'ennesimo miracolo su Galderisi. Calcio d'angolo, cross di Longhi per Montrone che di testa in tuffo butta dentro il pallone del 3-2. BOLGIA TOTALE!!! Per un bel pò non si capisce più un cazzo, pare addirittura che il Piacenza stia perdendo a Cosenza e che siamo in serie A... Non sarà così... Finisce con le lacrime di Di Livio, di Galderisi, di gente che per quella maglia aveva dato tutto...
A questo punto i miei ricordi diventano più offuscati: stavo uscendo dallo stadio, quando vedo migliaia di persone sbandare ed indietreggiare dietro la carica dei blu che vengono avanti manganellando a più non posso... Non ho mai capito il motivo di quella carica, probabile che ci fosse qualcuno che voleva arrivare dagli ascolani, altrettanto probabile che volessero sgombrare la zona dai tifosi visto che da li a poco sarebbe partito il corteo dei fedeli di Sant'Antonio (era il 13 giugno)... Ricordo solo che arrivo di corsa davanti il baretto, quindi ci si compatta tutti e parte una controcarica, sassi e bottiglie contro la sbirraglia che ora indietreggia... si va avanti così un bel pò, mentre i fedeli si radunano all'esterno della Basilica di Santa Giustina (Destro?) e vi lascio immaginare le loro facce... Caricone finale con centinaia di ragazzi bardati che praticamente travolgono i fedeli, che vengono successivamente travolti da una seconda di cani blu ringhianti... Chissà se avranno avuto una preghiera per noi! Assieme a molti altri riesco a raggiungere le giostre in Prato della Valle, mentre alcuni finiscono la loro domenica fra le mani dei blu!
Dopo aver tolto sciarpetta e cappello ed essermi chiuso il giubbotto davanti (la maglietta comprata a Reggio Emilia lo stesso anno spiccava eccessivamente!), mi mescolo innocentemente al pubblico delle giostre, quindi dopo un pò e pensando che la situazione si sia calmata raggiungo il tizio da cui mi ero fatto dare un passaggio al CUS, dove avevamo lasciato il motorino. Facciamo appena in tempo a fare cento metri in via D'Acquapendente che subito una volante ci taglia la strada: veniamo invitati a scendere e messi al muro, mentre uno degli sbirri che ci hanno fermato sostengono di averci visti nel bel mezzo dei casini. Io ed il mio socio veniamo identificati e ci vengono "promesse" diffida e denuncia, il classico metodo utilizzato un tempo per mettere paura ai ragazzini. Ci riusciranno cmq, per un paio di settimane rimasi con la paranoia di intercettare tutte le lettere che arrivavano a casa!  Nei giorni immediatamente successivi ci furono molte polemiche per il comportamento della celere, sia da parte padovana (per via della carica alle giostre, dove pare fosse stata fermata anche gente che non era nemmeno andata alla partita), sia da parte ascolana (coi quali gli sbirri ebbero un feroce scambio di discussione in stazione...). I nostri nomi finirono presto nel dimenticatoio, anche se era naturale avere i primi giorni un bel pò di strizza... Fra sequestro del motorino, ed il trattamento subito nel dopopartita, quel week end persi molto di più che la serie A!

postato da: PadovaSud alle ore 22:15 | link | commenti (8)
categorie: accadde oggi - amarcord
sabato, 02 giugno 2007

ACCADDE OGGI: 2 GIUGNO 1991, CREMONA INVASION!

(TRATTO DA http://delirioscudato.forumfree.net)

La prima trasferta? Il 2 giugno 1991 a Cremona... Qualcuno ricorderà la mitica maglietta stampata per l'occasione "Cremona Invasion"!

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Terzultima di campionato ed il Padova lottava per andare in serie A, tutta la città e la provincia erano mobilitate. Quel giorno allo Zini andarono più di 6.000 padovani!
Ricordo che in settimana raccontai non poche cazzate ai miei per andare, del tipo che gli Ultras si muovevano in pullman ed il Centro Coordinamento organizzava invece due treni speciali, e che quindi sarei andato in treno. Ovviamente era tutto il contrario, ma i miei non seguono granchè queste cose...
La domenica mattina la stazione di Padova era un mare biancorosso, e c'erano parecchie brutte facce.... C'era anche tanto alcool che girava e ci fu da discutere parecchio perchè molti ragazzi non avevano il biglietto e non volevano saperne di comprarlo. Alla fine venne fatto un accordo, che consisteva più o meno in "siamo migliaia, facciamo il cazzo che ci pare, non rompeteci i coglioni!" e la Polfer fece passare tutti.
Ricordo il viaggio attraverso un la Pianura Padana in un treno che perdeva pezzi, o meglio che gli venivano tolti. A Vicenza volò di tutto dai finestrini, a Verona qualcuno tirò il freno a mano e tutti giù sulla banchina (faceva un caldo becco e fu diciamo così una sosta tecnica): in quel frangente ci fu diciamo così uno scambio di gentilezze fra alcuni ragazzi ed un gruppetto di agenti della Polfer, e quando il treno ripartì questi ultimi vennero imbiancati dal getto di un'estintore. Verso la Lombardia c'era un coglione che entrò nel mio scompartimento staccando un tavolino e portandoselo dietro perchè "Con questo apro la testa a qualcuno quando siamo a Brescia!". Dopo pochi chilometri sentii il treno rallentare, un altoparlante che annunciava "MANTOVA, stazione di MANTOVA!", un vetro andare in frantumi ed un tizio che urlava "Brescia! Brescia! Vaffanculo!". Credo che tuttoggi sia convinto di essere passato per Brescia, ad ogni modo non glielo ho più chiesto. In più mi stavo divertendo anchio, che se pur avevo solo 15 anni non ero ne astemio ne salutista. E tenete presente che nei primi anni '90 il vandalismo gratuito era molto diffuso. Giunti a Cremona, ci fu un tentativo di forzare il cordone di polizia, ed un preparativo di carica degli sbirri. Ricordo molto bene il vicequestore (o chi cazzo è quello con la fascetta tricolore!?!) che urlò ai suoi uomini "Lasciate perdere: questi ci ammazzano!".

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Effettivamente ci saranno stati 50 fra sbirri e carabinieri per 2000-2500 di noi. Poi il corteo a piedi verso lo Zini e centinaia di facce bardate man mano che ci avvicinavamo: cominciò a girare la voce che c'era un mare di gente senza biglietto e che avremmo sfondato ai cancelli, ma successe di meglio: giunti di fronte all'entrata della Curva Ospiti, la testa del corteo svoltò a sinistra e qualche faina si mise a urlare "Ragazzi la nostra curva è di qua!" mentre la pula cominciò a sclerare. Ovviamente a quell'età non avevo la prontezza di capire le situazioni, ma ci furono circa un centinaio di noi che fuggirono al controllo della polizia e si misero a correre verso la curva di casa, scontrandosi con i locali praticamente sotto i Distinti. So anche che un vicentino presente al fianco dei grigiorossi in quei frangenti si vide aprire una bottiglia in pieno viso, ma sull'esito dello scontro non so essere molto preciso, credo ne sappia di più qualcuno più vecchio di me. Ci furono cmq alcuni arresti, fra cui un vecchio Skin di Padova (me lo ricordo bene) che tentò di entrare senza biglietto e mollò una bomba in faccia ad un agente.
Dentro lo stadio ho questo ricordo di un mare biancoscudato che poche altre volte ho visto, sembrava veramente di essere all'Appiani.

Cremona Invasion, 2 giugno 1991Cremona Invasion 1991 - 2

Per la cronaca, pareggiammo uno ad uno, poi ci fu il ritorno a casa. Li i miei ricordi sono molto più annebbiati, ricordo solo che il corteo del ritorno fu un'orda devastatrice, credo non sia rimasta in piedi una vetrata o una macchina nel tratto stadio-stazione. Scene comiche con la gente affacciata alle finestre che chiedeva per piacere di lasciare stare la sua macchina... "Quale signora? Questa? SBRAAAAAM!"... C'era gente in lacrime vedendo cosa ci eravamo portati dietro in termini di distruzione... Tre anni dopo in occasione dello spareggio col Cesena, gli stessi residenti nella zona vicina la stazione di Cremona, festeggiarono con noi passandoci bottiglie d'acqua fresche che a giugno sono una manna dal cielo: fossi stato al posto loro, e ricordandomi dei padovani tre anni prima, avrei passato delle bottiglie piene di varecchina, tanto è trasparente come l'acqua....
Anche il viaggio di ritorno fu un'odissea: non si partiva più, con un tizio che continuava a tirare il freno d'emergenza urlando che avevano arrestato suo fratello e che non si doveva tornare a casa. Quando ripartimmo alla volta della Civile Padova, riprese l'opera di devastazione. Il treno speciale venne smontato nel vero senso della parola, alcuni scompartimenti venenro addirittura scoperchiati! Anni dopo, quando mostrarono le immagini del famoso treno dei salernitani di ritorno da Piacenza, ricordo qualcuno che disse: "Beh, il nostro treno di ritorno da Cremona era molto più distrutto, solo che noi mica siamo intelligenti come i terroni che ci diamo fuoco da soli!". Effettivamente il treno nostro era ridotto molto peggio, ma non è vero che non ci davamo fuoco da soli: qualcuno provò anche l'incendio doloso ("Tosi, il treno è arrivato all'ultimo atto..."), ma fortunatamente venne fermato in tempo. Ad ogni stazione di passaggio (Mantova, Verona, Vicenza) veniva azionato il freno d'emergenza, e gruppetti di ragazzi scendevano a prendere a sassate tutto ciò che si muoveva. Del resto, eravamo ormai una manica di pazzi in preda all'alcool ed a chissà cos'altro. Dopo l'ultimo stop forzato alla stazione di Vicenza, si diffuse sul treno la voce che il Reparto Celere era schierato in stazione a Padova in attesa del nostro convoglio... A Padova Campo di Marte venne azionato nuovamente il freno d'emergenza e migliaia di persone si dispersero nei campi di notte, con gli agenti alle calcagna. CHi arrivò poi a Padova raccontò che effettivamente la Celere era schierata, ma tutto finì li anche perchè di 1500 persone presenti sul treno, solo in 300 arrivarono a destinazione...
Io ovviamente facevo parte della folta schiera fuggita per i campi, arrivai a casa alle tre di notte passate in un'epoca in cui non esistevano i cellulari, e raccontai ai miei la scusa patetica che eravamo rimasti fermi delle ore per un guasto lungo la linea ferroviaria... se la bevettero fino al martedì quando leggendo i giornali capirono che il guasto eravamo stati noi... Celebre frase di mia madre: "Ricordati bene questa trasferta, perchè è stata l'ultima che ti fai finchè vivi in questa casa!". Beato chi ci credeva...

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mercoledì, 02 maggio 2007

2 MAGGIO 2004 - 2 MAGGIO 2007: CIAO GILDO

gildofattoriTre anni fa moriva Gildo Fattori, "voce" storica delle partite del Padova e personaggio amato da tutta la tifoseria per la sua signorilità ed il suo amore autentico per la maglia biancoscudata... Dal forum "Delirio Scudato", ecco un ricordo di quella giornata:

Nel momento in cui mi arrivò l'sms sulla morte di Gildo Fattori rimasi talmente schoccato che per poco non sbaravo in macchina... Debbo dire che ci misi un bel pò a realizzare... Sapevo che stava male, ma non credevo che se ne sarebbe andato così di punto in bianco...
Poi il funerale, al quale non partecipai a causa del lavoro... Ricordo bene una giornata di pioggia, grigia come non poteva essere altro... Sembrava pure che il cielo piangesse la scomparsa di Gildo Fattori (non so come mi escano queste metafore religiose a me che non ci credo nemmeno, ma vabbè!). Avevo un senso d'angoscia profondo addosso, in fin dei conti era morta una persona che non conoscevo nemmeno di persona, eppure la sentivo molto vicina a me, molto più di tanti parenti...

In passato mi è capitato di provare il dolore della perdita di qualche amico, e mi è capitato di chiedermi che senso avesse tutto ciò, perchè vivere una vita di merda (molto spesso) per poi morire e dove si va da morti... E per quale motivo la gente di merda te la ritrovi sempre in mezzo alle palle, mentre chi muore lascia un vuoto molto spesso talmente grande che non può essere colmato da nulla... Perchè piangere la perdita di un amico se è vero che è passato a vita migliore, come ti dicono i preti, e perchè in quel momento non c'eri tu vicino a lui... Perchè una persona ti viene a salutare così dal nulla pochi giorni prima e tu hai come una sensazione strana, come se dovesse succedere qualcosa... Me lo sono chiesto, ma non ho mai trovato risposte. Me lo sono ridomandato due anni fa, ed ancora non ho trovato risposte.
Ciao Gildo, salutaci le stelle!

Dalla fanzine "Stile Appiani" del 16 maggio 2004:

Si, era proprio così che Gildo Fattori ad ogni radiocronaca si ricordava di menzionarci. Ci chiamava così perchè per lui eravamo un unico gruppo, senza divisioni ne di idee ne politiche, eravamo là solo per sostenere i colori biancoscudati. Era anche grazie a Gildo che ci sentivamo importanti ed orgogliosi. Chi non poteva partecipare alle trasferte per qualsiasi motivo (diffida in primis), non poteva perdersi Gildo (non si chiamava la radiocronaca del Padova), era come stare allo stadio. Raccontava, con il suo timbro di voce inconfondibile e inimitabile, tutto ciò che facevamo, ci difendeva oltremodo in qualsiasi occasione, sapeva che noi eravamo come lui PADOVANI fino alla morte, pronti a difendere sempre i nostri colori. Ogni azione, anche se eravamo nella nostra area, sembrava che portasse al gol e quando questo succedeva chi non lo ha mai sentito dire: "RETE! RETE! RETE! IL PADOVA E' PASSATO IN VANTAGGIO! VAI GRANDE PADOVA!"
Era proprio uno spasso, anche per chi era presente, perchè qualche telefonata arrivava sempre per dire cosa aveva detto Gildo, specie se ci incontrava prima della partita ("...li ho visti arrivare, erano tantissimi, tutti vestiti di bianco e rosso!"). E per non dire se ci si incontrava all'autogrill: "Cosa bevete ragazzi?" era la sua prima frase, e poi via a ciacolare. Di cosa? Del Padova, naturalmente!
E noi di certo non potevamo dimenticarlo. Ogni stagione, qualche coro per lui c'è sempre stato per i più svariati motivi. Ma non possiamo certo non ricordarne uno.
A chi se non a lui potevano rubare la macchina (usata per la sanguinosa rapina alle Padovanelle) nel momento in cui in tutti gli stadi italiani c'era il coro contro Schiallaci che rubava le gomme alla Alfa 33 (per la cronaca, era opera del fratello di Totò)? E allora, quando lo vedevamo salire sulle scalette nello sgabbiozzo sopra l'entrata dei giocatori proprio in fianco alla nostra vecchia, cara Curva Nord all'Appiani naturalmente, via col coro: "Lo sai chi è... Qual giornalista che... Gli han rubato l'Alfa 33... Gildo Gildo Fattori, Gildo Fattori..."
Per non parlare, poi, di quando i dirigenti di Via Sorio gli diedero il benservito da addetto stampa a favore di Lorenzo Petiziol. Subito fu contestazione alla società. I muri della città furono imbrattati. Del resto, si sa, l'addetto stampa del Calcio Padova è uno e solo uno resterà.
Di racconti ce ne sono un'infinità; potremo scrivere per una settimana intera. Ma sappiamo anche un'altra cosa, purtroppo. Quando ascolteremo la partita del Padova non sarà più la stessa cosa, perchè il tuo ricordo ci rimarrà per sempre.
L'articolo vogliamo chiuderlo con le parole che la Curva gli ha voluto dedicare nel giorno del saluto.
"... e ci sono gli immancabili ragazzi della curva; questi straordinari ragazzi che percorrono centinaia di chilometri per seguire il Padova".
E' con queste parole che ad ogni inizio di radiocronaca ci facevi sentire importanti, facevi sapere a tutti che noi eravamo presenti. E anche oggi siamo presenti per ricordare un grande, un mito. Domenica in curva campeggiava uno striscione in tuo onore. "GILDO FATTORI, DALL'ALTO DEL CIELO LA TUA VOCE MUOVERA' ANCORA LE NOSTRE BANDIERE"
Il minimo che potessimo fare. Ma noi ragazzi della Curva vogliamo dirti che da oggi, e per sempre, l'immancabile sarai tu! Ciao Gildo...

 

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ACCADDE OGGI: 1 MAGGIO 2006, PADOVA-SPEZIA 0-0

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Un anno fa, Padova-Spezia. Oltre a decidere la promozione degli aquilotti, costò alla tifoseria biancoscudata 2 arresti e 24 diffide...

"Padova siamo noi" vuole rinfrescare la memoria a tutti, PER NON DIMENTICARE, perchè a Padova nessuno ha dimenticato cosa fu quella giornata e soprattutto NESSUNO ha dimenticato quella ingiustizia pagata a caro prezzo dalla nostra tifoseria...

Come tutti ricorderanno infatti, la settimana precedente la partita fu caricata da mille tensioni, per l'arrivo di oltre 5.000 spezzini; e se da una parte la società, la questura ed il comune (entrambi rigorosamente in minuscolo) di Padova si premuravano che la tifoseria ospite ricevesse il miglior trattamento possibile (cosa mai fatta nei confronti della propria tifoseria!!!), dall'altra c'era una tifoseria biancoscudata reduce dall'ennesimo campionato deludente e ben decisa a non consentire agli spezzini di fare il proprio porco comodo come fossero a casa loro.

La questura locale, ovviamente, non si lasciò sfuggire l'occasione di poter falcidiare un bel pò di "facce note"; tentando in tutte le maniere di far saltare i nervi alla tifoseria di casa. Quando si parla degli incidenti di Padova-Spezia, per conto mio si parla di una situazione studiata a tavolino!

Perchè studiata a tavolino? Perchè quel giorno i tifosi biancoscudati vennero messi in condizione dalla questura di doversi sentire ospiti non graditi, alla festa di altri organizzata però in casa loro!

Tutti hanno visto: tutti hanno visto i tifosi spezzini che venivano lasciati tranquillamente e "casualmente" entrare nel parcheggio della curva di casa, tutti hanno visto il corteo spezzino fatto transitare per Montà e poi fatto transitare sotto il nostro parcheggio; tutti hanno visto i cordoni di polizia e carabinieri schierati solo dalla parte nostra, tutti hanno visto una parte del parcheggio sotto la nostra curva aperta per gli spezzini, tutti hanno visto le provocazioni della celere vicino al baracchino dei panini e gli agenti che passavano col fare da esaltati, puntando i lacrimogeni verso la gente... MA SOPRATTUTTO TUTTI HANNO VISTO L'ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO D'ORDINE, TUTTI HANNO VISTO COME AGLI SPEZZINI SIA STATO CONSENTITO DI INVADERE IL CAMPO E DI PORTARSI POI VERSO LA NOSTRA CURVA, TUTTI HANNO VISTO COME POI LE FORZE DEL (DIS)ORDINE SIANO INTERVENUTE ESCLUSIVAMENTE NEI CONFRONTI DEI TIFOSI DI CASA, TUTTI HANNO VISTO COME PER CALMARE POI UNA SITUAZIONE CHE ERA COMPLETAMENTE SFUGGITA DI MANO SI SIA RICORSI AL LANCIO DI LACRIMOGENI SPARATI TRANQUILLAMENTE IN MEZZO A DONNE E BAMBINI!

Ma meglio ancora, nei giorni immediatamente successivi, tutti hanno potuto constatare il palese disinteresse della società Calcio Padova sulla vicenda, che in quell'occasione semplicemente non tutelò i propri tifosi come avrebbe dovuto fare, per un'abuso di potere bello e buono, oltrechè avvenuto in pieno giorno ed alla luce del sole!

Io non porto rancori, ci penserà il tempo a far giustizia per me (in parte l'ha già fatto...). Mi piace però tenere viva l'attenzione della gente su una vicenda scomoda ed insabbiata: oggi i nostri ragazzi (la maggior parte di loro) sono ancora a firmare, mentre "altri" vanno in Tv a commentare i fatti di Catania e quella violenza che loro per primi provocano! Oggi il presidente Cestaro è ancora osannato da gran parte della tifoseria, ma oltre a ricordarsi di ciò che ha fatto per il Padova (4 anni di promesse e fallimenti) andrebbe ricordato anche CIO' CHE POTEVA FARE E NON HA FATTO, PER CONVENIENZA, LASCIANDO CHE ANDASSIMO AL MACELLO.

E sinceramente, mi sarei aspettato una presa di posizione da parte della curva per una vicenda ridicola e grottesca: sono profondamente addolorato nel constatare invece che i diffidati di Padova-Spezia sono stati in qualche maniera dimenticati, ed al di là di uno striscione, per la prima volta non è stato effettuato nemmeno un minuto di silenzio per solidarietà. Peccato veramente...

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mercoledì, 18 aprile 2007

18 APRILE 1992, PADOVA-REGGIANA 0-1

RICORDI SPARSI DI UN'ADOLESCENZA INQUIETA:

Era il sabato di Pasqua del 1992, ed il Padova affrontava all'Appiani la lanciatissima Reggiana di Ravanelli. I biancoscudati non stavano andando benissimo in campionato, anzi diciamola tutta: facevano proprio cagare!

L'anno prima avevamo perso la serie A nella ormai famosa trasferta di Lucca all'ultimo minuto dell'ultima giornata e, stando ai proclami dell'estate, il campionato 1991/92 doveva essere l'anno buono per il ritorno nella massima serie... Le cose però avevano preso un'altra piega: partito Mario Collautti, destinazione Messina, il Padova era stato affidato a Bruno Mazzia, che aveva dalla sua il poco invidiabile record di tre esoneri consecutivi; ed ovviamente l'andamento in campionato non aveva fatto altro che rinforzare le mie perplessità (che poi erano quelle di un pò tutta la tifoseria). Dopo un'inguardabile 0-0 casalingo col Venezia ("Inguardabile" per chi vive esclusivamente di calcio giocato, a sedici anni per me il calcio era già il "contorno" delle gradinate!) e la sconfitta di Cosenza sette giorni prima la partita con la Reggiana era già l'ultima spiaggia per il tecnico, ed un importantissimo test per la squadra che perdendo si sarebbe trovata invischiata in piena zona retrocessione... La curva al contrario in quegli anni era in forma smagliante, ma questo è un'altro paio di maniche!

La classifica fece si che quel giorno gran parte della mia compagnia optasse per l'Open di Brusegana (oggi si chiama Furore ed è un locale di Lap-dance, all'epoca si chiamava Open, era una disco come tante, ed il fatto che ci suonasse Moka DJ fece si che in quegli anni fosse il locale di maggior tendenza fra i ragazzini di Padova e periferia...) dove era in programma la festa di non so quale istituto, la splendida giornata primaverile fece optare i rimanenti per i colli... Io già all'epoca ero troppo invasato per poter solo pensare di poter dare la priorità a qualcos'altro, e mi recai allo stadio quel giorno con un mio allora compagno di squadra...

Prendemmo il bus n.19 fino a Santa Rita ed attraversammo i giardini a piedi: era un pò un rito in quei primi anni di stadio, quando ancora non ero "parte attiva" della tifoseria, ma ero comunque curioso di vedere le tifoserie ospiti da vicino... Chi conosce la zona lo sa: per quel tratto di strada si finiva diretti in via Marghera davanti l'ingresso degli ospiti, quindi si svoltava a destra per dirigersi verso la curva di casa. Quel giorno l'inesperienza ci fece finire diretti in bocca ai reggiani, che erano pure parecchi e non eccessivamente controllati: un paio si avvicinarono intimando al sottoscritto di consegnare la sciarpetta, per fortuna sia io che il mio accompagnatore, seppur non ancora avezzi ai tafferugli, eravamo abbastanza svegli da non farci fottere così facilmente, e riuscimmo ad allontanarci salvando le nostre preziosissime sciarpette e rimediando giusto uno spintone... Pochi minuti più tardi, dalla parte opposta, un gruppetto di una ventina di reggiani commette l'errore madornale di sottovalutare la situazione e finiranno rosolati per benino. Niente di strano: a Padova non si passeggia nemmeno oggi, figuratevi all'Appiani!

La situazione era strana comunque, c'erano una calma ed allo stesso tempo una tensione particolari: al chiosco di Santa Giustina (che all'epoca era uno degli abituali punti di ritrovo nel prepartita) non c'era tantissima gente, e si capiva che più che i reggiani il leit motiv della giornata era la contestazione al tecnico Mazzia. Arrivò la notizia che nel primo tempo la curva sarebbe rimasta in silenzio. Io ed il mio socio entrammo allo stadio, come ho già detto all'epoca era buon uso per gli sbarbati "farsi i cazzi propri e pedalare": capivo perfettamente il motivo della contestazione, ma il non cantare un pò mi disturbava, soprattutto di fronte a un migliaio di reggiani che si facevano sentire soprattutto con cori per i gemellati di Vicenza... In transenna, al posto dello striscione degli HAG un eloquente "Padova da metà classifica, tifo per metà partita". Ho questo flash dei tre capi di allora, i tre A. che arrivarono allo stadio agghindati in giacca e cravatta... Non ho mai capito se il motivo di quell'abbigliamento inusuale fosse la goliardia o una delle primissime forme di "Casualismo"... La rabbia e la delusione erano forti comunque, ed al gol di Ravanelli buona parte della curva esplose: "Mazzia, Mazzia, vaffanculo!", a stento frenato dagli stessi ragazzi del direttivo: l'ordine era di cantare solo nel secondo tempo, ed in caso di sconfitta... cazzi da cagare!

Come promesso, nel secondo tempo la curva iniziò a tifare alla grande: prima una cartata che ebbe l'effetto di ritardare l'inizio della ripresa e di far prendere una discreta multa alla società (cazzi loro!); poi un tifo rabbioso, come solo la vecchia "Nord" dell'Appiani sapeva fare... Il Padova, se mai fosse stato possibile, riuscì a giocare ancora peggio che nel primo tempo, avrebbe rischiato di prendere almeno 4 gol nella ripresa!

Verso la fine della partita la "Nord" si incazzò definitivamente: iniziò a volare di tutto in campo, prima una trave di legno, poi il "batocchio" di un tamburo che cadde a pochi centimetri dall'arbitro Pairetto. Ancora: qualcuno diede fuoco alla carta igienica che aveva fatto da coreografia e che gli inservienti avevano ammassato sotto la "Nord" (furbescamente, mi verrebbe da dire!) costringendo Pairetto a sospendere ancora per qualche minuto il gioco per consentire ai pompieri di spegnere l'incendio. Oggi la partita sarebbe stata sospesa perchè "non sussistono le condizioni per poter giocare", ma ai tempi erano tutti decisamente meno fighette...

Alcuni ragazzi si arrampicarono sulla recinzione tentando di invadere il campo (Chi ricorda l'altezza della recinzione della Curva Nord, sa benissimo che era impossibile da scavalcare senza rompersi l'osso del collo!): in particolare ricordo uno dei vecchi personaggi del Ghetto (tuttora presente nonostante la tossicodipendenza ormai ventennale!) che giunto a metà recinzione non era più in grado ne di salire ne di scendere. Dal campo, gli sbirri gli intimavano di scendere e lui che a gesti gli rispondeva "Un attimo! Calma!". A ripensarci oggi era una scena esilarante, ma in quel momento in curva non rideva nessuno ed eravamo tutti incazzati come iene. Gli sbirri divennero così il bersaglio domenicale, nonostante in quegli anni fra gli ultras (con l'eccezzione di pochissime città) non fosse ancora diffuso l'odio verso le forze dell'ordine. Alcuni celerini entrarono nel parterre per riportare la calma, ma finirono per trovarsi circondati dai Ragazzi della Nord inferociti: intervennero allora i finanzieri, ed il mio socio (che quando vedeva un pò di movimento tentava sempre di aggregarsi nelle retrovie) si ritrovò disteso a terra a prendere bastonate! Ben peggio andò ad uno dei personaggi storici della curva, che venne arrestato dopo un lungo inseguimento attraverso la gradinata con gli sbirri e trascorse la Pasqua in guardina!

Per cinque minuti buoni in curva si susseguirono scontri fra ultras e polizia, mentre all'esterno dello stadio molti altri cominciarono a prendere a sassate il cordone di polizia che divideva dal settore ospiti. Si andò avanti per una buona mezzora fra una cosa e l'altra. Alla fine riuscii a recuperare il mio socio, malconcio, zoppicante ed ancora furioso per il trattamento ricevuto! Mentre ci dirigevamo verso il centro (La furbizia ci sconsigliò di fermarci a prendere l'autobus in Prato della Valle) incrociammo una macchinata di reggiani, gente tranquilla, a prima vista una famiglia in gita di piacere (coppia di fidanzatini con suoceri al seguito). Avevano fatto l'errore di parcheggiare in una delle zone peggiori di Padova, fra tifosi e tossici che bazzicavano il Prato all'epoca, e si erano ritrovati una fiancata rigata. Il proprietario dell'auto fece l'errore di urlarci (eravamo tutti e due parecchio velenosi in quel momento): "Padovani di merda, guardate cosa mi hanno fatto i vostri amici del cazzo! Chi me la ripaga la vernice?". Per tutta risposta prese un doppio calcio sulla portiera, che ebbe l'effetto di lasciarlo esterefatto a guardarci e sicuramente di aumentare il conto del carrozziere...

AL termine della giornata, la dirigenza ufficializzerà l'esonero di Bruno Mazzia, sostituito da Mauro Sandreani che sarà poi il protagonista della scalata del Padova verso la serie A... Quando si dice "esonerato a furor di popolo"!

 

PER TUTTI I CURIOSI, QUESTO E' UN VIDEO RELATIVO PROPRIO A QUELLA PARTITA, DA UN SERVIZIO DI "DIFFUSIONE EUROPEA DELL'EPOCA": http://www.youtube.com/watch?v=lBbBtghJZhw

 

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giovedì, 05 aprile 2007

ACCADDE OGGI - PADOVA -VENEZIA 0-0, 5 APRILE 1992

TRATTO DA: http://delirioscudato.forumfree.net

PADOVA, 5 APRILE '92, derby di ritorno... Sono attesi, nonostante la squadra che naviga in cattive acque, circa 2.500 veneziani (soliti proclami come vedremo...), e l'attesa è spasmodica. A mezzogiorno è già pronto il comitato di benvenuto. Verso le 13,30 nei dintorni dell'Appiani ci sono almeno quattro-cinquecento persone in attesa sotto un diluvio universale, mentre le voci si rincorrono e girano, c'è chi parla anche di una lunga colonnna di macchine non proprio "tranquille" in arrivo da Marghera... All'epoca si usava che i pischelli parlavano poco e si facevano i cazzi loro, così feci io che avevo 16 anni... Passano i minuti e la gente comicia ad entrare allo stadio. Il settore ospiti è vuoto, ma si riempirà tre quarti d'ra prima della partita con i veneziani che arrivano in massa (due treni speciali, uno Vecchia Guardia ed uno dell'Unione) buttando praticamente giù i cancelli. Sono molti di meno di quelli annunciati (non più di 1.500), ma sono belli carichi; e prima della partita ingaggiano anche un fitto lancio d'oggetti verso la celere, col risultato che si comincia in ritardo... Giunge anche voce che iin corteo abbiano lasciato parecchi ricordi su molte auto... Bella la nostra coreografia quel giorno (guanti bianchi e rossi, un'idea che anni dopo sarà ripresa dai laziali...) e bella anche la presa per il culo di fine primo tempo (Praticamente un banidierone con riprodotta la Basilica di San Marco viene fatto sparire sotto migliaia di cartoncini color mare algrido "Alta Marea, portali via!"). Molti striscioni da parte nostra (Uno in particolare: "Dal 1405 nessun servo e nessun padrone. Una sola farsa: la vostra Unione!", in riferimento alla fusione fra Mestre e Venezia di qualche anno prima...), ed un gran tifo, qualcosa di veramente grande prima di cominciare verso l'80° a contestare la squadra (era l'anno di Mazzia e stavamo veramente facendo pietà...). A fine partita molti vanno a contestare ulteriormente la squadra, molti altri in cerca di emozioni forti decidono di far capire agli ospiti che Padova non sarà Marghera ma è sicuramente peggio: decine e decine di ragazzi biancoscudati sono imbucati ad ogni via al passaggio del corteo arancioneroverde; dagli Ospedali fino ad oltre Piazzale Boschetti è un agguato continuo, anche se si combina veramente poco perchè la pula ha praticamente blindato Padova... Ancora vandalismi dei Veneziani sia in corteo sia sul treno che li riporterà a casa, che lascerà Padova solo verso le 21 dopo essersi beccato sassi sia a Mortise che a Ponte di Brenta... Nostalgia canaglia... Padova-Venezia, 1991/92 - 2Padova-Venezia 1991/92 - 1

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lunedì, 26 marzo 2007

Accadde oggi - 26 marzo 1994:

Padova-Vicenza, 26 marzo 1994Oggi parlo di una pagina non bellissima per Padova e per la tifoseria... Non si parla di vittorie o di spareggi mozzafiato, ma di un'autentica serata di pura follia che venne pagata molto salata dalla nostra tifoseria... Eppure ne voglio parlare, perchè mai come quella sera Padova espresse tutto il suo potenziale ultras, roba che comunque farebbe impallidire anche curve molto più grandi e navigate... Chi vive da ultras sa che comunque tifo e violenza in una curva vanno di pari passo, conosce bene sentimenti negativi come l'odio per un'altra città, o per i nemici comuni; quindi non vi è motivo di scandalizzarsi... Semmai bisogna riflettere sul perchè quella sera ci fu un'esplosione così forte di violenza in una città spesso (a torto) definita "tranquilla", e se questa violenza non sia stata studiata a tavolino da qualcuno molto "in alto"... Dico così, e chi avrà pazienza di leggere capirà dove voglio arrivare...

Il ritorno del derby col Vicenza dopo dieci anni fu il motivo trainante dell'intera stagione 1993/94 per la tifoseria biancoscudata; tanto che già nel precampionato qualcuno ricorderà bene lo strisicone appeso in curva nell'amichevole di agosto contro la Juve ("24 ottobre 1993: Tutti a Vicenza!") ed i cori contro i cugini di campagna che già si sprecavano... La partita d'andata mosse al seguito più di 4.000 tifosi biancoscudati, ma tutto sommato trascorse in maniera tranquilla, vuoi per l'esercito che era stato mobilitato, vuoi perchè la pula ci costrinse ad arrivare a partita iniziata, vuoi perchè i vicentini sian prima che soprattutto dopo la partita si tennero intelligentemente alla larga... Ma Padova in quegli anni era violenta veramente, e tutto il campionato fu costellato da incidenti più o meno gravi (Pisa, Modena, torneo anglo-italiano con lo Stock City)... Il Derby col Vicenza era l'occasione per rifarsi degli smacchi subiti in passato dai cugini di campagna, ed ho la netta sensazione che questa partita sia stata "creata" apposta ed usata dalla questura per mettere a sedere una tifoseria che prima ancora che violenta in quegli anni era "scomoda" per una società ed una città che pochi mesi più tardi avrebbero fatto da apripista al "calcio moderno" con la costruzione dell'Euganeo (pensateci se può essere una cazzata...). La tensione era molto alta, e ad alimentarla ulteriormente arrivò l'annuncio che Vigilantes & C. si sarebbero presentati a Padova non a bordo del treno speciale, ma in motorino.... in modo da potersi salutare degnamente! Nel corso degli anni i diretti interessati hanno sempre smentito questa voce, tuttavia voi sapete bene che Padova Sud ha un difetto: ascolta sempre gli uccellini! E fu proprio un uccellino di fede atalantina residente nel capoluogo berico a confermarmi la circostanza secondo la quale lui stesso quella sera sarebbe dovuto scendere a Padova in motorino in buona compagnia (niente di strano: è normale che un ultras coltivi amicizie anche fra altre tifoserie, e che partecipi a questo genere di iniziative anche solo per conoscenza...); ma la trasferta venne improvvisamente annullata il sabato a pranzo, tramite la telefonata di qualche personaggio "importante" della curva vicentina ad annunciare che tutto il gruppo aveva abbandonato l'idea dei motorini e si sarebbe recato a Padova in treno, proposta che lui declinò cortesemente non essendo più interessato ad assitere "blindato" ad una partita che più di tanto non gli interessava... Perchè successe questo? Le ipotesi sono due: 1) I vicentini avevano realizzato che razza di brutta fine andavano a fare e, una volta resisi conto che non potevano reggere la situazione che si stava creando qua, decisero di tirare pacco! 2) IPOTESI MOLTO PIU' PROBABILE: la questura di Padova aveva avuto qualche soffiata, ed aveva girato l'informazione alla questura di Vicenza la quale a sua volta aveva avvisato gli ultras locali (visti i rapporti tutto sommato d quieto vivere) di non recarsi a Padova in motorino se non volevano ritrovarsi il culo fracassato dalle diffide... Siccome a Padova i raporti fra questura ed ultras erano tutt'altro di quieto vivere, la stessa si guardò bene dal mettere la pulce nell'orecchio a chichessia, preferendo tirarlo nel culo a tutti in un secondo momento... A conferma della mia tesi, un pò di tempo dopo venni a sapere che quel sabato erano stati organizzati un paio di "comitati d'accoglienza" lungo la statale, oltre a quello vero e proprio in centro: uno a Mestrino, l'altro (molto più pesante) a Chiesanuova... bene, i ragazzi appostati in un bar di Chiesanuova ricevettero nel pomeriggio la visita inaspettata della Digos, che si premurò di identificare tutti gli avventori del bar... QUindici giorni dopo tutte le persone identificate quel pomeriggio vennero diffidate!
Fatto sta che io il derby lo vivevo tutta la settimana, e così lo vivevo quel sabato mattina, mentre passeggiavo in centro con la mia fidanzatina di allora, due studentelli spensierati che stavano bruciando scuola... Ricordo bene che l'atmosfera non era la stessa di tutti i sabati, c'era qualcosa di cupo nell'aria, e la presenza stessa di personaggi più o meno noti della curva che di sabato mattina passeggiavano in centro con fare losco non faceva altro che denotare la tensione che stava per esplodere... Ricordo bene lei che insisteva perchè quella sera andassimo a mangiare la pizza a casa sua assieme alla sorella ed al morosetto della sorella (copia che odiavo e schifavo con tutto il cuore), ed io che disperatamente cercavo una scusa per dirle di no, fino a quando il suo sguardo non incrociò la locandina del Mattino di quel giorno: "Stasera Padova-Vicenza: APPIANI ESAURITO, CITTA' BLINDATA". Finse di non capire, ma invece capì fin troppo bene... Grande donna, l'ho sempre detto... rovinata poi dalle circostanze della vita, ma persona di un'altro pianeta in quanto a sensibilità: non avrebbe voluto urtarmi, non voleva che la vedessi preoccupata, perchè lei vedeva e sentiva la mia tensione, e sentiva quel qualcosa di strano nell'aria... Alle 15 mi recai in centro, d'accordo con alcuni amici per farci una bevuta prima dell'orgia serale: nell'aria non c'era "qualcosa di cupo", ma una tensione talmente forte che si poteva tagliare col coltello... Non c'erano i forzati delllo shopping, non c'era il "popolo dello spritz"... Non c'era un cazzo, c'era un'atmosfera di piombo, e chi si trovava in giro era quasi tutta gente in cerca di guai o di sensazioni forti! Mai più vissuta un'atmosfera del genere a Padova... Dopo due-tre birre (che per dei ragazzini ancora minorenni quali eravamo, si facevano sentire), decidemmo di farci un giro in centro a vedere se si trovava qualcosa... Qualcosa trovammo all'uscita di Valsport, (leggi macchinata vicentina), e solo la fortuna gli impedì di non finire come prime vittime del derby: purtroppo il lunotto della loro macchina non ebbe altrettanta fortuna... Sembra incredibile oggi a dieci anni di distanza raccontare un pomeriggio del genere! Il pomeriggio trascorse così, fra qualche bevuta, le solite voci ad alimentare la tensione... I miei ricordi di quel giorno risultano un tantino annebbiati dall'alcool, ma una cosa la ricordo nitidamente: il ritrovo alle 18 davanti Ricordi... C'erano almeno 400 persone! Tutti in attesa dei vicentini che secondo previsione sarebbero transitati per la nostra città, tutti (o quasi) ignari dei fatti accaduti nel pomeriggio e dei "comitati di benvenuto" saltati causa pula... Due ore e mezza alla partita, ma Padova non esisteva più: il centro pareva l'East End di Londra, un continuo eccheggiare di sirene e gli ultras che quel sabato la facevano da padroni su tutto... Non accadendo nulla, si decise di recarsi verso lo stadio: altro ricordo nitidissimo, alle 19 (appena arrivati nei pressi dell'Appiani) una macchina targata Vicenza completamente avvolta dalle fiamme!
La tensione era sempre più alta man mano che si avvicinava la partita, e le stesse forze del disordine non facevano altro che accentuarla con provocazioni gratuite al momento dell'entrata, spintoni e tutto il corollario... Pareva quasi che non aspettassero altro! un'ora prima della partita la Curva e la Gradinata Nord erano già ribollenti, lo stadio ormai si stava popolando, eccezion fatta per la curva riservata ai vicentini, desolatamente vuota... e la tensione che cresceva sempre di più... I Magnagati si erano presentati a Padova scortati praticamente dall'esercito, mentre nei dintorni della stazione la celere tentava di disperdere gli ultimi biancoscudati che ancora speravano di salutarli nel prepartita... Solito copione da trasferta, con danneggiamento di auto in sosta e qualche bomba carta contro le vetrine... La loro occaisone di dimostrarsi tosti se l'erano già giocata nel pomeriggio! Per la cronaca, terminate le sceneggiate faranno il loro ingresso nello stadio solo un'ora più tardi... Nel frattempo in casa biancoscudata la tensione aumentava, tanto da esplodere definitivamente dopo pochi minuti di gioco: su ordine della Digos vengono chiuse le porte d'ingresso della Curva Nord, in quanto un folto gruppo di persone tentava di introdursi nello stadio senza biglietto. Vengono chiuse fuori anche persone munite di biglietto, e questo scatena le proteste di molti... Dalle proteste si passa presto alle vie di fatto, e fuori dallo stadio almeno 300 persone cominciano a bersagliare di sassi la polizia, che risponde sparando un paio di lacrimogeni... SUbito anche in curva si diffonde la voce, e molti cercano di dar manforte a chi è rimasto fuori... Parte una carica degli sbirri nella curvetta, ma fanno molto male i loro conti: la reazione dei ragazzi è rabbiosa! Comincia a volare di tutto addosso alla celere, mentre tantissima gente sfonda i cancelli che dividevano la Curva Nord dalla Gradinata (molti ricorderanno che quel'anno la curva era stata divisa dalla gradinata, e che gli stessi ultras erano divisi fra curva e Gradinata) per dare addosso alla sbirraglia... Venti minuti di corpo a corpo con gli sbirri in gradinata, mentre la partita viene sospesa un paio di volte. La cosa divertente è che mentre dalla parte nostra c'è la guerra in corso, i vicentini continuano a cantare come se niente fosse, quasi a voler esorcizzare i tafferugli.... Io ho ancora davanti agli occhi questa scena paurosa, sembrava una partita del campionato greco, un derby fra AEK e Panathinaikos: la celere ad un certo punto perde il controllo della situazione, comincia a indietreggiare fino a scappare. Proprio così: i fenomeni in divisa se la fanno sotto e fuggono a gambe levate dalla curva, mentre i cancelli vengono sprangati in segno di vittoria! Per la cronaca, fuori dallo stadio ci sono altre 300 persone velenose marce ed i blu avranno il loro bel daffare per tenere a bada anche questi ultimi, ma almeno per un pò in curva l'atmosfera sembra tranuquillizzarsi... Un paio di palle! Prima della fine del primo tempo i vicentini tirano fuori il vecchio striscione "Hell's Angel's Ghetto" trafugato di notte dal magazzino dell'Appiani qualche anno prima, e la rabbia questa volta si riversa sul campo: la cancellata che divide gli spalti dal terreno di gioco salta via come fosse di cartone, e solo la prontezza degli sbirri in campo impedisce u'invasione che avrebbe avuto del clamoroso... Ho riso di gusto negli anni a venire sentendo i cugini dipingere questo loro gesto cme chissà quale atto di coraggio! Varrebbe la pena di tentare di capire come fecero ad introdurre uno striscione rubato di quelle dimensioni in uno stadio blindato (potrebbero spiegarlo i "rapporti di non belligeranza" che avevano con la loro questura!!!), e per quale motivo tutta la loro strafottenza nell'esporlo si esaurì subito di fronte alla reazione degli inferociti ultras di casa... Lo striscione come venne esposto venne immediatamente fatto a pezzi e bruciato in un silenzio alquanto strano per dei "caciaroni" come loro.... Devono aver capito che non era aria! I Vicentini quella sera furono protagonisti di un'ottima prova di tifo mentre la nostra curva era "indaffarata" in altre cose, di un'altrettanto ottima prova di sceneggiata nel presentarsi a Padova sfondando auto e tirando bombe carta, ma se tornarono a casa interi dovrebbero fare un monumento alle questure delle due città! Viene da ridere a ripensare ai loro cori "Uc-ci-de-te-li! Uc-ci-de-te-li!" rivolti agli sbirri durante le cariche nella nostra curva, viene da ridere a pensare a come commentavano poi lo scioglimento degli HAG dopo quella partita, viene da ridere oggi a sentirli parlare di una repressione che forse conoscono solo da due anni a quesa parte... Oggi nemmeno le merdacce come loro cantano più "Uc-ci-de-te-li!" agli sbirri quando caricano gli ultras avversari, e forse è anche giusto così in un clima di repressione generale... Del resto uno la repressione impara a conoscerla veramente solo quando la sperimenta nelle varie forme sulla propria pelle!!!
Nel dopo-partita ancora ci furono tentativi di avvicinarsi al corteo degli ospiti, ancora ci furono cariche e controcariche, sassaiole, lacrimogeni... la serata si concluse con almeno 30 arresti, ed i giorni successivi furono anche peggiori: il "Mattino" aprì la locandina della domenica col titolo "Padova-Vicenza, è derby di guerriglia", e la mia ragazza la domenica alle 9 si presentò a suonarmi il campanello per verificare le mie condizioni (non avevo un cazzo...ma fagli capire ad una donna come funziona!). Nei giorni immediatamente successivi vennero operati altri fermi e diverse persuisiizoni domiciliari, per quella partita furono diffidati circa 90 ultras biancoscudati, uno sproposito per l'epoca ed un record che venne superato solo alcuni anni più tardi dal derby Brescia-Atalanta! Fu la fine degli Ultras Padova: lo storico gruppo degli HAG in seguito alla repressione patita chiuse i battenti, poi finimmo all'Euganeo e la nostra curva non fu mai più quella di un tempo... CHi aveva retto i fili del gioco, aveva ottenuto il suo scopo!
Chiunque volesse aggiungere particolari, lo faccia pure

(tratto da: delirioscudato.forumfree.net)

postato da: PadovaSud alle ore 01:36 | link | commenti (3)
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