28/11/2007 - ''Lo stadio doveva restare chiuso ai tifosi, Catania-Palermo si doveva giocare a porte chiuse''. Marisa Grasso, vedova di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia rimasto ucciso negli scontri avvenuti lo scorso febbraio dopo il derby Catania-Palermo, commenta così la decisione dell'Osservatorio di vietare la gara di domenica ai tifosi del Palermo. ''Domenica non andrò allo stadio - ha detto Marisa Grassi - perché non voglio subire altro dolore non vedendo onorata la memoria di mio marito. La città doveva rispondere con un gesto di responsabilità, civile, educativo, rispettoso e dovuto intitolando, prima di questo derby, lo stadio all'ispettore capo Filippo Raciti''. Cosa, questa, che non è avvenuta. ''Se fosse stato intitolato lo stadio a mio marito, le porte dovevano essere aperte a entrambe le tifoserie che, a loro volta, dovevano rispondere con messaggi di civiltà. Ma visto che lo stadio, come è successo, non è stato intitolato a Filippo Raciti, ritengo che doveva rimanere chiuso. E' giusto che la partita Catania-Palermo si svolga a porte chiuse''.
Sig.ra Raciti, ha avuto i suoi bei soldini e la sua bella dose di popolarità dopo la morte di suo marito. Forse la vedremo in qualche talk-show prossimamente, o come testimonial di una linea di abbigliamento da lei stessa creata. Scelte sue, ci mancherebbe. Ora però faccia un affare, non per me (che con quello che le sento dire mi ci pulisco beatamente il culo) o per noi (che non ce la caghiamo di striscio), ma per se stessa: stia zitta che fa una figura migliore! E si ricordi che un collega di suo marito ha ucciso un tifoso della Lazio senza che nessuno si sognasse di fermare i campionati. Forse esistono morti di serie A e morti di serie B? Si, lei intende proprio questo: esistono morti di serie A e di serie B!
Tipica faccia da montanaro o contadino arricchito, modi grezzi, uscite fuorvianti. Ivan Ruggeri, presidente dell'Atalanta, già domenica scorsa aveva stigmatizzato il comportamento degli ultras orobici che avevano interrotto la partita col Milan. "Non li voglio più vedere!" aveva sentenziato il patron nerazzurro, che si era anche detto "pronto a chiudere la curva". Per la cronaca, qualcuno in alto gli ha dato retta, chiudendo di fatto la Curva Nord di Bergamo fino al 31 marzo prossimo. Una barzeletta, ma siamo in Italia, e questa casomai è la tragica realtà.
Ma non si era fermato qui il bravo Ivan. No no. Lui aveva preteso di più. Ed eccoti un comunicato, firmato da tutta la squadra e dall'allenatore, con cui si prendono le distanze dai "tifosi violenti". E poco importa. La sospensione di Atalanta-Milan era stato un danno economico per il patron, e non importa se di mezzo ci fosse la morte di un ragazzo. Nessuna morte vale tanto quanto i soldi che porta il carrozzone calcistico. Per dirla alla Matarrese "Una morte fa parte del gioco".
E poi? Poi succede che qualcuno prende le distanze, i giocatori dell'Atalanta sostengono di "essere stati strumentalizzati", non tutti sono d'accordo con quel comunicato e Zampagna telefona agli ultras atalantini per scusarsi. Risultato? Di poche ore fa la notizia che Zampagna è stato messo fuori rosa.
Adesso, caro Ivan, vuoi ancora darci a bere che la squadra ha firmato "spontaneamente" una dichiarazione del genere?
Ti auguro di tutto cuore che la Curva Nord rimanga chiusa ben oltre il 31 marzo, almeno fino a fine campionato, e che molti ragazzi "sfrattati" dalla loro casa per i tuoi capricci trovino spazio in tribuna proprio di fianco a te. Ci sarà da ridere. Garantito.
Da anni ormai, quando accendo la televisione mi viene da vomitare per l'incredibile quantità di spazzatura che viene messa in onda. Continuo a ripetermi che se determinati personaggi (Biscardi, Mosca, i vari tronisti e puttanelle varie) sono diventati famosi allora ce la posso fare io. Basta scegliere dove e quando. E le persone giuste di fronte a cui calare i pantaloni. Eppure la televisione ci guida. Guida un popolo intero, anzi popoli e popoli interi. Basta vederla con il giusto distacco per rendersi conto di come abbia fatto Berlusconi a diventare l'uomo più potente d'Italia per esempio. E nel nostro piccolo abbiamo anche noi l'esempio di piccole star televisive.
GIORGIO BORILE per esempio è un giornalista locale che da anni lavora nelle emittenti private conducendo trasmissioni più o meno credibili sulle sorti dei biancoscudati... Molto spesso ha la tentazione di parlare di violenza negli stadi, argomento di cui non capisce granchè. Celebre fu una trasmissione del febbraio 2001, il lunedì immediatamente successivo agli incidenti di Legnano, in cui l'intero staff fu praticamente azzittito in diretta da tre ultras biancoscudati, costringendo il buon Giorgio a cambiare completamente il programma della serata inizialmente incentrato sulla violenza negli stadi. La lezione gli è servita, tanto che da allora in occasione di puntate particolarmente "scottanti" o in presenza di ospiti "eccessivamente importanti" le telefonate vengono bloccate. E pure gli sms che vengono fatti passare nella sua trasmissione "Calcio in chiaro" subiscono prima un severo esame. O così, o non ci scrive nessuno a quella trasmissione. Quando si parla di violenza negli stadi, o meglio ancora: ad ogni stop del campionato (cosa sempre più frequente per via che non tutti guardano dietro quando inseriscono la retromarcia e per via che i proiettili sparati per aria inspiegabilmente vanno a conficcarsi nel collo delle persone) ecco pronta la puntata speciale. Ospiti fissi? Due in particolare: Michele Dressadore e Flavio Zanonato.
MICHELE DRESSADORE (di cui non si trovano immagini in rete) è nientepopòdimenoche il segretario regionale del Sap, che non è l'abbreviazione di "Sappa" (termine dialettale per indicare un oggetto che in quella trasmissione finiscono spesso per tirarsi sui piedi) ma sta per Sindacato Autonomo di Polizia. Un sindacalista di stato insomma. Non ho mai capito quale sia il vero ruolo di questi sindacalisti di stato, se non quello di riempire qualche quarto d'ora in trasmissioni in cui si parla di sicurezza e di piangere il morto... per ottenere cosa? Ah si, il taglio di due milioni di euro previsto dalla prossima finanziaria per le forze dell'ordine! Un gran risultato!
A parte queste "piccolezze", quel brav'uomo di Michele svolge al meglio il suo compito di sindacalista di stato, guardandosi bene dall'analizzare seriamente la situazione ed andare fuori dal coro nei propri commenti. Raciti è stato ucciso dagli ultras. Giustamente. Anzi dal 17enne che si è fatto mesi e mesi di carcere per resistenza a pubblico ufficiale. I suoi colleghi (visto che in questo caso si parla di carabinieri sarebbe giusto dire "concorrenti") del RIS di Parma dicono solo cazzate. E Gabriele Sandri è morto per errore. Povero. Forse ci crede davvero Michele che il suo collega Spaccarotella abbia sparato per aria. Ma non solo. Il decreto Amato non basta. Eh, no. Ci vuole la certezza della pena. Pedofili, stupratori, assassini, ladri ecc possono entrare in carcere ed uscire tranquillamente grazie all'indulto, ma con gli ultras bisogna essere inflessibili. Mi ha fatto quasi tenerezza quando se n'è uscito con la sua profonda riflessione: "Gli ultras hanno attaccato le caserme perchè hanno ucciso uno di loro... non mi risulta che la gente che è senza lavoro vada ad attaccare le fabbriche o i sindacati...". Mi sarebbe piaciuto essere li per rispondergli: "Dagli tempo...", ma dubito che avrebbe capito. Nel suo mondo tutti si vogliono bene e la giustizia funziona.
FLAVIO ZANONATO è il sindaco (purtroppo) della mia città. Una persona che non capisce nulla di calcio, poco o nulla di sport, men che meno di sociale e vita quotidiana (cosa peraltro comune a tutti gli uomini politici del nostro paese) ma che in TV appare sempre bello, pasciuto, sorridente. L'immagine del benessere. C'è stato un morto, e come dopo Raciti anche lui doveva dire la sua. Ci mancherebbe. La gente di Padova potrebbe volersi dimenticare della sua esistenza se non lo vedesse in TV. Quando lo vede probabilmente vorrebbe cambiare città per non essere confusa con lui. Lui, un politico cresciuto nel servizio d'ordine del vecchio PCI, che parla di infiltrazioni politiche nelle curve, dice che sono un problema da eliminare... ha scoperto che non gli portano voti? Eppure ne parla. Parla di un morto che c'è stato a Catania. Di un'altro che c'è stato vicino Arezzo. Dei fatti di Bergamo e Roma. Perchè non parla mai quando si parla del problema stadio nella sua città? Perchè glissava quella domenica sera di due anni fa a Napoli, di fronte alla precisa domanda di un'operatore di sky sulla sorte dei tifosi biancoscudati bloccati in tangenziale? Perchè va allo stadio con la sciarpa del Treviso quando questo è venuto a giocare all'Euganeo ma il Padova non lo va mai a vedere? Parla dell'Euganeo come stadio a norma per la sicurezza, ma la sua città, caro zanonato, è a norma? O vogliamo parlare della situazione ancora presente in molti quartieri della città? Vogliamo parlare di cosa sono diventati i quartieri limitrofi a via Anelli dopo la chiusura del complesso Serenissima? Meglio che non ne parliamo, mi sa che nemmeno questi argomenti le porterebbero voti. Continui a farsi vedere in TV, tanto la gente non è stupida.
Rimane fuori qualcuno? Si, RENZO ULIVIERI.
L'allenatore toscano è intervenuto telefonicamente durante la trasmissione di domenica. Il fondo l'avevano già toccato. Da li si è iniziato a scavare. Il suo passato a Padova già lo conosciamo. Le sue simpatie politiche anche. A quanto pare le sue simpatie politiche gli hanno causato qualche problemino quando era qui. Ciò che non si è mai detto è che i problemi veri e la contestazione permanente (lo striscione "Ulivieri Vattene" esposto fino alla fine del campionato 2004/05) non furono di natura politica, ma per il suo comportamento nei confronti di una delegazione di tifosi recatasi a Bresseo per strigliare la squadra ("Questa è casa mia!"... Se la ricorda signor Ulivieri?). Ovviamente anche lui appoggia la tesi delle infiltrazioni politiche (Domanda: ma perchè gli unici due personaggi ad appoggiare questa tesi sono anche guarda caso gli unici due realmente interessati alla politica?). E chiude con un'autentica perla: "La curva è territorio di spaccio!". A quando qualche accusa di sfruttamento della prostituzione?
OGGI ARRIVA LA CILIEGINA SULLA TORTA: PER PADOVA-REGGIANA DI COPPA ITALIA (IN PROGRAMMA MERCOLEDI ALLE 14.30) IL SETTORE OSPITI RIMARRA' CHIUSO ED I BIGLIETTI SARANNO ACQUISTABILI SOLO IN PREVENDITA. HANNO OTTENUTO IL LORO SCOPO, LOR SIGNORI?
QUESTA GENTE E' UNA BARZELETTA, MA MI CONSOLA UNA COSA: QUANDO IL "SISTEMA ITALIA" CROLLERA' LORO SARANNO I PRIMI A FINIRE RISUCCHIATI NEL VORTICE, SONO TROPPO STUPIDI PER RIMANERE IN PIEDI.
Un saluto a Gabbo, in questi giorni ti hanno ammazzato due volte.