Questo blog non è conducibile ad alcun gruppo organizzato facente parte della Curva Sud di Padova. Questo spazio è stato pensato e costruito per tutti coloro che, a prescindere dall'appartenenza o meno a un gruppo piuttosto che ad un'altro ed a prescindere da qualunque idea politica; sono follemente ed autenticamente innamorati di questa curva, di questa città e di questi colori.

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sabato, 27 ottobre 2007

BENZINA SUL FUOCO

(Tratto da www.padovacalcio.it)

La Prefettura, vista la determinazione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ha disposto che la vendita dei biglietti di tutti i settori per la partita Padova – Venezia termini alle 19 di sabato 27 ottobre. Il Calcio Padova informa pertanto che il giorno della gara le biglietterie dello stadio Euganeo rimarranno chiuse e invita tutti i tifosi biancoscudati a munirsi di biglietto entro sabato nelle prevendite dello stadio Euganeo (Biglietteria Sud) e di via Carducci (stadio Appiani). Questi gli orari:

VIA CARDUCCI BIGLIETTERIE STADIO APPIANI
Sabato 27 dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

BIGLIETTERIA PARCHEGGIO SUD STADIO EUGANEO
Sabato 27 dalle 16 alle 19

La Società biancoscudata informa inoltre che, per motivi di ordine pubblico, il Sindaco di Padova ha emanato una specifica ordinanza che vieta la somministrazione e la vendita di qualsiasi bevanda alcolica prima e durante le partite Padova – Venezia e Padova – Verona. Tale ordinanza è valida sia per i bar interni allo stadio Euganeo, sia per le postazioni mobili poste nelle immediate vicinanze.

Chi ha seguito da vicino le vicende relative al derby di domani si sarà accorto di come questura e prefettura in perfetto accordo col comune abbiano creato un clima da guerra volontariamente.

Andiamo con ordine:

-dapprima vengono concessi solo 300 biglietti ai tifosi ospiti, e da più parti viene ventilata l'ipotesi di chiudere la Curva Sud e trasferirne gli occupanti in Sud-est, in modo da guadagnare qualche posto in più per la Curva Nord degli ospiti. In base alle nuove normative l'Euganeo infatti può contenere solo 7500 posti. Sarebbe la classica soluzione che salva capra e cavoli, visto che la sud-est è la soluzione più gradita a tutti!

-Ultimamente però la nuova tendenza fra questori e compagnia cantante è di non sembrare abbastanza autoritari se non si fa qualcosa che rompa i coglioni ad una larga fetta di persone, e così hanno fatto: la Curva Sud rimane aperta per motivi di ordine pubblico ed ai veneziani 500 biglietti in più (800 in tutto). Morale: molti di loro lo prendono in prevendita nel padovano. Risultato: domani noi ci divertiamo, grazie questura!

-Ma anche il prefetto deve far vedere che conta qualcosa, altrimenti che autorità è? Si decide pertanto di vietare la vendita di biglietti nella giornata di domenica obbligando tutti a prenderselo in prevendita (e chi lavora?). Non solo ma per aggiungere tensione alla tensione verranno creati dei prefiltraggi che in pratica negheranno l'accesso in zona stadio a chi è sprovvisto di biglietto.

-Il "tocco di grazia" finale tocca infine a quell'ignorante patentato di Quimby, che del Padova si disinteressa completamente tranne quando è ora di rompere le balle a noi tifosi. Il divieto di somministrazione di alcoolici è l'ennesima conferma che per domenica si sta cercando di creare un clima di tensione totale, ed a pagarla saremo noi tifosi.

Fin troppo facile immaginare che domenica ci sarà la stessa situazione del 1 maggio 2006, con tifosi ospiti mandati tranquillamente in giro per il parcheggio di casa, con celerini provocatori ed in cerca solo dello scontro e la nostra epigrafe già bella che preparata nelle sale della questura. Ed allora giusto mettere le mani avanti, perchè tutti coloro che leggono si rendano conto che chi domani andrà allo stadio cercherà di evitare di creare incidenti, e che se questi accadranno questa volta non saranno dipesi dalla tifoseria biancoscudata ma da chi ha gestito in maniera incomprensibile l'ordine pubblico.

Per tutti: ci troviamo alle 11 sul piazzale. Mangiamo e beviamo insieme aspettando il derby.

postato da: PadovaSud alle ore 12:59 | link | commenti
categorie: padova, calcio padova 1910
venerdì, 05 ottobre 2007

LA PRESA PER IL CULO PIU' LUNGA D'ITALIA!

Il via libera è arrivato ieri dalla Commissione provinciale di vigilanza riunitasi in Prefettura: nel giro di poche settimane, probabilmente a fine ottobre-inizio novembre partiranno i lavori per aumentare la capienza dell’Euganeo dai 7492 posti attuali a 18mila. Saranno installati 8 tornelli doppi, potenziata la videosorveglianza con 22 telecamere (10 nuove a implementare le 12 esistenti), realizzate le aree di prefiltraggio e ampliato lo spazio del Gos (Gruppo operativo di sicurezza) sopra la tribuna d’onore”... “Per quanto riguarda il possibile trasferimento degli Ultras dalla curva in gradinata sud-est per tutto il campionato, se n’è accennato, ma non sono stati presi provvedimenti(erano presenti al summit anche due componenti dell’Osservatorio del Viminale). In sostanza per il momento tutto resta com’è: chi vuole vedere la partita dalla gradinata (settore ritenuto unico con la Tribuna Est, perchè c’è stata una riduzione da 7000 a 2500 posti) ci può andare ma pagando 15 euro. Chi ha il biglietto o il relativo abbonamento per la Curva, entra solo li”. (Da "Il Mattino di Padova" del 4 ottobre 2007)

 

Visto che ormai si parla di una guerra in atto, è giusto capire bene a fondo i motivi che hanno portato e portano a questa guerra... E partendo da lontano. Da quella prima pietra posata nel dicembre 1989. Il nastro tagliato dall’allora Assessore allo Sport Verrecchia. Chi ha memoria di quegli anni ricorderà il plastico dello Stadio Euganeo, una sorta di Marassi con la pista d’atletica. Visto così non sembrava nemmeno tanto brutto. A chi sollevava perplessità sulla pista d’atletica, lo stesso Assessore rispondeva che “la pista d’atletica va costruita per ottenere i finanziamenti del Coni, che vuole stadi polifunzionali!”. Poco importa se negli stessi anni a Trieste con i contributi del Coni è stato costruito uno stadio completamente senza pista! Alla fine bastava mettere al suo interno qualche palestra ed una piscina comunale per ottenere uno stadio per il calcio finanziato dal Coni, ma non si è capito all’epoca. Anzi, la si menava con la questione che “senza uno stadio nuovo, il Padova non può andare in serie A!”. E tutti spingevano in questo senso, tutti: Stampa, società, tifoseria.... I lavori andavano a rilento, e nel 1992 Tangentopoli travolse anche Padova, con l’arresto dello stesso assessore Verrecchia per tangenti legate proprio alla costruzione dello stadio. Zanonato si insediò a Palazzo Moroni, nel frattempo i lavori andavano avanti. Nel 1994 il Padova raggiunge la serie A ed abbandona lo storico impianto dell’Appiani per trasferirsi armi e bagagli nel nuovo stadio Euganeo. Uno stadio dal quale dipendeva il destino del Padova, senza il quale non si poteva andare in A. Bene, da queste foto potete capire quanto pronto fosse lo stadio nell’estate del 1994...

 costruzione1

costruzione2

costruzione3Ovviamente mancava una curva, la Sud, e per questo venne definito da Everardo Dalla Noce durante la nota trasmissione televisiva “Quelli che il calcio”, come “Lo stadio meno sexy d’Italia!”. Inizialmente la tifoseria di casa avrebbe dovuto prendere posto nella Curva Nord, ma vista la struttura antitifo, l’unica curva presente in quell’obrobrio venne RIFIUTATA! Nacque così il settore Sud-Est, che negli anni di serie A e per qualche anno ancora dopo aveva il nome di “Curva Sud”. Nel frattempo il vento smette di soffiare a favore, ed il Padova torna a scendere di categoria, fino a toccare la C2. Più nessuno parla di stadio per anni, ma proprio in C2 si risveglia l’entusiasmo dell’Amministrazione Comunale nei confronti di questa “strana” creatura. Proprio in concomitanza con l’esordio in C2 nasce la Curva Sud, che altro non è che UNA MERDA IDENTICA PRECISA ALLA NORD! Da qui potete avere un’idea della visuale del campo...

  euganeo_300

Ovviamente il tifo ne esce penalizzato alla grande.

Ma il tifo non è l’unico cruccio di quella curva: a causa della sua posizione, d’inverno GHIACCIA, e con le gradinate ghiacciate la soluzione più ovvia diventa spostare gli ultras in Sud-Est nei mesi invernali. E cominciano così stagioni intere di tira e molla, su e giù da un settore all’altro senza che nessuno faccia o dica nulla... Nel 2005 l’Euganeo ospita anche le prime partite in serie A del Treviso, data l’inagibilità del Tenni: dura appunto tre partite, dopodichè la società trevigiana prende armi e bagagli per tornarsene nel proprio stadio. Un bello smacco per l’Amministrazione Comunale, che tanto aveva caldeggiato l’evento per valorizzare uno stadio che in realtà FA SCHIFO e questo schifo è sotto gli occhi di tutti. Ed allora ci riprovano candidando Padova come città ospitante per gli Europei 2012. nel dicembre 2005, in occasione di Padova-Monza, una delegazione dell’Uefa viene a visitare l’Euganeo, trattenendo a stento le risate (pochi mesi prima l’Uefa aveva emanato un diktat sullo “stadio ideale”, cioè senza pista e senza recinzioni; immaginatevi la loro espressione di fronte all’Euganeo). Non le tratterranno più di fronte allo striscione esposto quella domenica “This Stadium is disgusting!”. Gli autori di quello striscione, lo stesso giorno avevano emesso e distribuito un comunicato sul tema:

 

Negli ultimi dieci anni non abbiamo potuto far altro che verificare coi nostri occhi il progressivo “disamoramento” di Padova città nei confronti del Calcio Padova. Questo disamoramento ha un punto di partenza ben preciso (il passaggio dal vecchio e storico stadio “Appiani”, in cui i tifosi vivevano la partita in simbiosi con la squadra, al freddo “Euganeo”, che sembra costruito apposta per far passare la voglia di andare allo stadio) e per anni è stato “ben curato” dalle istituzioni locali, che nei confronti del Calcio Padova hanno dimostrato solo ed esclusivamente il disinteresse più completo. Noi, in quanto tifosi biancoscudati non legati ad alcuna sigla, club o gruppo organizzato, abbiamo deciso comunque di far sentire la nostra voce ed il nostro malcontento per uno stadio inutile e dannoso, un’autentica cattedrale nel deserto in cui non si vede nemmeno la partita, assolutamente non funzionale e schifato da tutti i veri tifosi del Calcio Padova. Per questo motivo abbiamo deciso di costituirci in un comitato, con lo scopo ben preciso di sensibilizzare la città e le istituzioni sul problema-stadio a Padova. Ci sembra evidente che il calcio del futuro sia orientato decisamente verso stadi più piccoli e più accoglienti, senza inutili piste d’atletica e CALCISTICAMENTE FUNZIONALI, ovvero uno stadio a misura di tifoso in cui chi paga abbia il diritto di vedere la partita senza dover per forza utilizzare il binoccolo ed i calciatori possano giocare con l’appoggio del pubblico ed il vantaggio del fattore campo. Da questo punto di vista ci permettiamo di far notare a tutti che la nostra squadra gioca in trasferta da 11 lunghi anni, ed in questi anni è finita rovinosamente dalla serie A all’inferno della C2!

Uno stadio come l’Appiani era amato dai tifosi proprio per questo: sembrava di assistere ad una partita dal salotto di casa! L’Euganeo invece è il classico impianto che spinge il tifoso a sedersi di fronte alla pay-tv, e se la televisione può essere un grande vantaggio per le società di serie A, non altrettanto si può dire di una società come il Padova, che di certo ha più bisogno dell’apporto del pubblico, anche in considerazione del fatto che la serie C, televisivamente, ha delle entrate minime…Visto e considerato che ormai l’Euganeo ce l’abbiamo e ci tocca tenercelo, crediamo che almeno sia da prendere in considerazione l’idea di apportarvi delle migliorie, che siano vantaggiose per il pubblico che PAGA (lo ricordiamo, visto che in molti sembrano volersene dimenticare) per assistere ad una partita, non per vedere un’immensa pista d’atletica di fronte a se. E crediamo che le prime migliorie dovrebbero riguardare proprio il settore più caldo del tifo, la CURVA SUD, che è anche il più svantaggiato di tutto lo stadio. Oggi la Curva Sud si trova a cinquanta metri (50!!!) dal campo, ed è l’unico settore dello stadio (eccetto la curva nord che però è occupata dai tifosi ospiti e non da quelli biancoscudati) scoperto: i risultati si vedono nelle giornate di maltempo, quando il settore malinconicamente si svuota, e tutti sappiamo cosa può significare per una squadra dover giocare senza l’apporto della propria curva (già fortemente penalizzata dalla lontananza dal campo). Per questo motivo noi chiediamo alla società Calcio Padova ed al Comune di Padova (proprietario dell’impianto) di prendere in seria considerazione l’ipotesi di una costruzione di una nuova curva, a ridosso del terreno di gioco, sul modello di quella del vecchio stadio Appiani. Sappiamo che Padova è candidata come riserva per gli Europei del 2012, nel caso si svolgessero in Italia, e che se dovessero arrivare gli auspicati finanziamenti finalmente verrebbero apportate delle modifiche all’Euganeo (sempre che i finanziamenti invece di finire per l’Euganeo non vadano a finire nelle tasche di “qualcuno”, come già visto in occasione di Italia ’90 e nella nostra città toccato con mano proprio con la costruzione dell’Euganeo); tuttavia riteniamo che nell’attesa che l’Uefa si pronunci (e ciò avverrà solamente nel dicembre 2006) potrebbe essere un’ottima idea la costruzione di una struttura provvisoria a bordo campo, in tubi innocenti, con copertura. Lavori del genere sono già stati effettuati in alcune città, e gli esempi più lampanti sono quelli di Cagliari e Mantova: si tratta di strutture provvisorie, a basso costo, facilmente rimuovibili in caso di concerti ed altre manifestazioni, e rimontabili in seguito… Sappiamo che ogni lavoro ha una spesa da sostenere, ma una struttura provvisoria verrebbe a costare relativamente poco (a Mantova sono stati spesi complessivamente 1.600.000 euro per l’adeguamento dello stadio alla legge-Pisanu, di questi una cifra veramente irrisoria per la costruzione della nuova Curva Te, che può contenere fino a 4.500 spettatori…), e non è detto che debba essere per forza il Comune a sostenere la spesa: si può costruire direttamente con l’intervento di sponsor privati, che avrebbero un ottimo ritorno d’immagine e pubblicitario, senza che i cittadini siano obbligati a tirare fuori un euro!

Per tutti questi motivi oggi il nostro Comitato si rivolge a questa trasmissione, all’Assessore Sinigaglia ed a tutti i tifosi biancoscudati, allo scopo di sensibilizzare tutti sul problema. Chiaramente non sarà questa la nostra unica mossa: a breve consegneremo a tutti voi una relazione vera e propria sui lavori eseguiti in alcuni stadi, e presenteremo un progetto per la curva stessa: un progetto, beninteso, che venga incontro alle esigenze dei tifosi, prima di tutto! Nei prossimi mesi programmeremo anche altre iniziative, a seconda del riscontro che la cosa avrà presso l’opinione pubblica. CURVA A BORDO CAMPO PER UN TIFO VECCHIO STAMPO!”

 

Sono i primi passi del “Comitato tifo vecchio stampo”. Che avrà il merito di far aprire gli occhi a un bel pò di persone sul tema. L’impatto mediatico è enorme. Ovviamente la richiesta di avere una curva vera come dio comanda rimarrà sospesa in aria, causa mancanza di soldi. Non si prende nemmeno in considerazione l’idea di appaltare il lavoro a privati. Ma come ci sarà modo di vedere ampiamente nei mesi successivi, soldi per sistemare la pista d’atletica e mille altre inutilità (vedi Palaghiaccio e palestre) si troveranno sempre, come del resto si troveranno i privati per sistemare il Palasport! Padova ospita anche i campionati europei di atletica, e li si vede tutto il fallimento della sistemazione della pista, e si capisce il perchè di tanto improvviso amore per l’atletica da parte dell’Amministrazione Comunale nei confronti dell’atletica, tale da far spostare pure il concerto di George Michael: nell’organigramma di Assindustria, la società padovana di atletica, figura una certa Ruffini, sorella dell’assessore Daniela Ruffini...

 

I ragazzi nel frattempo per un paio di campionati fanno su e giù fra la sud e la sud-est, fino a quando nell’estate del 2007 si prende finalmente una posizione, rifiutando di entrare in Curva Sud. Ovviamente, in società fanno finta di niente; mentre il Comune, ben coadiuvato dalla questura, decide di mettersi a fare i dispettucci. Peraltro, anche nella forma di protesta è stata scelta una strada sbagliata che di fatto isola chi la porta avanti (lo zoccolo duro della curva) da chi la dovrebbe seguire (tutto il resto della tifoseria).

 

Eccovi spiegato perchè siamo in guerra. Oggi, novembre 2007, si parla di messa a norma dell’Euganeo, uno stadio da serie C, eppure I TIFOSI che frequentano l’Euganeo non hanno ancora un settore dove poter tifare...

 

Stefano Edel diceva oggi sul Mattino che la stragrande maggioranza di chi tifa Padova dalla curva si sente beffata e tradita. Non si sente beffata e tradita da oggi, caro Edel, forse sarebbe il caso di riflettere un pò più approfonditamente sul profondo disamoramento fra Padova città e la propria squadra...

postato da: PadovaSud alle ore 03:19 | link | commenti
categorie: ultras, padova, calcio padova 1910
martedì, 02 ottobre 2007

PADOVA PATRIA NOSTRA!

Ho deciso di utilizzare questo blog per parlare anche di Padova, la mia città, quel posto in cui sono nato ed in cui un giorno (spero lontano) vorrei morire. Ho deciso di utilizzarlo per tutto ciò che riguarda Padova, sia a livello storico che sociale; quindi argomenti che centreranno anche poco con il Calcio. Comincio a parlarne oggi con alcuni cenni storici, per i quali ringrazio Mattia per la preziosa collaborazione....

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Origini storiche di Padova.

 

Origini remote di città fluviale. Un'antica leggenda narra che la città sia stata fondata da Antenore, eroe omerico in fuga da Troia data alle fiamme. Testimonianze archeologiche confermano l'esistenza, intorno al XII secolo a.C., di un insediamento urbano in una zona acquitrinosa formatasi per la presenza del fiume Brenta, chiamato a quel tempo Medoacus. Lo stesso toponimo Patavium;, da cui Padova, sarebbe riferibile a Padus ed indicherebbe uno stretto rapporto tra l'insediamento paleoveneto e le acque fluviali. E Piazza Antenore conserva ancor oggi le spoglia del mitico fondatore, proprio accanto alle arcate di uno dei ponti romani, ora

interrati, che attraversavano il Naviglio interno alla città: la più

importante via d'acqua che permetteva di raggiungere la laguna.

   

Già nel III secolo a.C. Padova, grazie alla sua posizione ideale di città protetta dalle acque, sconfigge i Galli Cisalpini e diviene preziosa alleata di Roma. Intorno al 50 a.C. essa possiede una propria autonomia amministrativa avendo acquisito dapprima lo stato di jus romano e successivamente quello di Municipium per decreto di Giulio Cesare. La prosperità e la pace raggiunte portano ad un riassetto urbanistico e ad un immane sforzo di regolamentazione delle acque del fiume con la costruzione dei ponti di epoca romana. Ecco allora che Padova può dirsi un'isola, le

cui fortificazioni naturali sono le anse del fiume, collegata al contado tramite il graticolato delle strade romane ed unita al mare attraverso i suoi canali navigabili. Le più importanti costruzioni di età romana sono il teatro, che determina l'attuale conformazione ad anello del Prato della Valle, e l'anfiteatro di cui restano tracce lungo il Corso del Popolo e al cui interno è oggi situata la Cappella degli Scrovegni. Tuttavia l'abitudine di demolire gli edifici più antichi per il riuso delle pietre da costruzione, assai difficili da reperire, ha determinato la scarsità di testimonianze architettoniche di quell'epoca. Con l'intervento romano (II-I sec. a.C.) la città diventa poi uno dei nodi viari più importanti del Nord: la via Aemilia la collega ad Aquileia, la via Aemilia-Gallica la conduce a Vicenza e da lì a Genova, la Annia la unisce all'importante porto di Adria.

 

Se durante i primi secoli del cristianesimo Padova è fra le città più

importanti dell'impero, seconda solo a Roma in ricchezza e bellezza, dal III-IV sec. inizia a decadere a causa delle irruzioni via via più frequenti di Visigoti, Svevi e Vandali prima, Unni e Longobardi poi. Nel 589 si verifica un evento drammatico: il fiume Brenta, rimasto ormai da un secolo senza significativi interventi idraulici, tracima e provoca una serie di devastanti inondazioni. Il suo corso devia a nord e il Bacchiglione ne occupa il sito. La popolazione fugge in massa trovando riparo nella campagna circostante e in laguna. Nel 602 la città è infine letteralmente rasa al suolo dai Longobardi dopo un assedio durato ben tredici anni. Segue un lungo periodo di abbandono caratterizzato da miseria, instabilità politica e mancanza di punti fermi in campo religioso. La ripresa è molto lenta e faticosa e si dovrà attendere addirittura il XII sec. perché Padova diventi un libero comune e cominci a riaffermare la sua supremazia imponendo al contado e alle città vicine il proprio modello culturale.

Il recupero urbanistico-territoriale è possibile in primo luogo per l'opera dei monaci benedettini che iniziano dall'VIII sec. una capillare bonifica partendo da Padova per arrivare alla Pedemontana. L'azione dei monaci è presto detta: una volta individuato il sito adeguato per la costruzione di un nuovo monastero si edifica il complesso, si innalzano mulini lungo i corsi d'acqua e si dà inizio al risanamento del terreno. Ai monaci si deve anche l'importantissimo recupero della centuriazione romana e la diffusione di un nuovo tipo di edificio rurale, forgiato sul monastero benedettino.

   

Intorno al 1200 Padova ritrova la ricchezza economica e vive un periodo di grosso fervore culturale: viene costruita la prima cerchia di mura medioevali, sono edificate numerose fabbriche fra le quali la Basilica del Santo e il Palazzo della Ragione, viene fondata una prestigiosa Università. La scena artistica è dominata da una figura di assoluto prestigio: il fiorentino Giotto, autore di una vera e propria rivoluzione della pittura. A lui è affidata la decorazione ad affresco della Cappella degli Scrovegni.

L'apice della potenza politica è raggiunto tra il 1338 e il 1405 con la signoria dei Carraresi. L'anno 1405 segna una battuta d'arresto perché una rivolta popolare consegna la città nelle mani della Repubblica di Venezia. Ma Padova riesce a mantenere il suo primato in campo artistico grazie a due grandi maestri: Andrea Mantegna che dipinge la Cappella Ovetari nella Chiesa degli Eremitani, andata purtroppo completamente distrutta dai bombardamenti del 1944, e Donatello, autore dello splendido monumento equestre dedicato al Gattamelata e del ciclo scultoreo costituente l'altar maggiore della Basilica del Santo.

   

Il Cinquecento è per la città veneta un secolo di grandi splendori.

Sottoposta alla dominazione veneziana, in lotta contro il papato, l'impero e la Francia, Padova innalza un nuovo sistema di fortificazioni bastionate per un perimetro di 11 chilometri. Si tratta di un progetto di immane grandezza, realizzato febbrilmente, nato con l'obiettivo di rendere la città inespugnabile all'attacco delle artiglierie militari quali quelle della grande armata della Lega di Cambrai. Fu quello del 1509 uno dei momenti più difficili e Venezia fu ad un passo dall'essere travolta. Ma nuove guerre non si combatteranno e quelle mura, perizia dell'ingegno militare, ne determineranno il definitivo assetto urbanistico. Nel 1545 nasce l'Orto Botanico, il più antico d'Europa, istituito con precisi scopi scientifici, nel quale sono raccolte e classificate ancor oggi numerose specie di piante medicinali. Verso la fine del secolo l'università vive la stagione illuminata dal genio di Galileo Galilei ed è edificato il famoso Teatro Anatomico.

   

Il settecento vede la sistemazione attuale di Prato della Valle. Dopo un primo intervento di bonifica del terreno ancora in gran parte paludoso, il procuratore di Venezia, Andrea Memmo, ha in mente un progetto grandioso: un grande spazio aperto nel quale possano trovar posto le botteghe per la fiera e dove avvengano addirittura le corse dei cavalli. Ecco realizzata un'area verde, la cosiddetta isola Memmia, collegata alla piazza circostante da quattro maestosi ponti, interamente circondata da statue di uomini, soprattutto procuratori veneziani, che hanno dato il loro contributo alla storia della città.

   

La capitolazione di Venezia, nel 1796, in seguito alla prima campagna napoleonica in Italia, conduce Padova alla dominazione francese e, poco dopo, a quella austriaca. Per lungo tempo la città è terreno di saccheggi, scorribande e devastazioni da parte degli eserciti stranieri. Unico segno positivo di quegli anni è la sistemazione della rete viaria e di alcuni importanti nodi cittadini, dovuta in gran parte all'opera dell'architetto Giuseppe Jappelli, autore del famosissimo Caffè Pedrocchi e nominato ingegnere municipale. La dominazione si conclude nel 1866 con l'annessione al Regno d'Italia.

   

Gli anni recenti della storia di Padova hanno conosciuto un grosso

sconvolgimento del tessuto urbanistico a causa di numerose distruzioni belliche e diversi interventi di smembramento di interi quartieri per far sorgere moderni grattacieli, si pensi all'attuale piazzetta Conciapelli.

Fonte: http://www.informagiovani-italia.com

postato da: PadovaSud alle ore 13:03 | link | commenti
categorie: padova
martedì, 31 luglio 2007

CLAMOROSA BOCCIATURA DELLA PISTA D'ATLETICA DELL'EUGANEO

(Da "Il Mattino di Padova", sabato 29 luglio 2007)

«La pista? E’ dura, è lenta, è bruttissima»

Gli atleti la bocciano: «In queste condizioni impossibile fare buoni risultati» Il presidente del Coni Veneto Gianfranco Bardelle accusa «Il Comune di Padova doveva pensare a muoversi prima» 

 «Il Comune doveva muoversi prima, la pista doveva essere provata e tarata. Un pò come succede per le auto: quando una macchina è nuova, per il periodo iniziale si fa il rodaggio. Doveva accadere la stessa cosa anche per la nuova pista di atletica». A strigliare il Comune di Padova è Gianfranco Bardelle, presidente regionale del Coni. Pur lodando la velocità con cui la macchina organizzativa ha preparato l’imponente manifestazione che si concluderà oggi, non può non tenere conto delle critiche degli atleti nei confronti della pista di atletica leggera dell’Euganeo, restaurata di recente. Troppo lenta, secondo la maggior parte degli atleti. E per questo penalizzante, perché non è possibile raggiungere tempi buoni. «Già in occasione del meeting organizzato da Assindustria qualche settimana fa - ammette Bardelle - avevo visto tempi troppo alti. Non c’erano i grandi atleti, mi ha detto qualcuno. E invece no, quelli c’erano. La causa non era negli atleti». A bordo pista non erano pochi quelli che si sono lasciati andare a critiche, anche piuttosto pesanti. Tra un mese ci saranno i Mondiali a Osaka e per essere ammessi si deve raggiungere il tempo o la misura di qualificazione e i campionati italiani assoluti erano l’appuntamento da non perdere. Ma se la pista non permette di ottenere il risultato, l’amarezza non può che abbondare. Fra i difetti elencati, ce n’è uno molto particolare che si potrebbe sintetizzare così: l’anello dell’Euganeo è maschilista. Facendo una proporzione, sono stati di meno gli uomini che l’hanno criticata. Molti si sono limitati a dire che «c’è di meglio, ma non era poi così male». Le donne, all’opposto, l’hanno stroncata. Il problema che praticamente tutte hanno evidenziato, è la reazione sul piede, perché sotto a un fondo duro (la vecchia pista) è stato steso il nuovo manto, che risulta molto morbido e in cui il piede affonda, assorbendo parte della spinta. E rendendo non solo più faticosa la gara, ma anche impossibile il record. Come se non bastasse ieri soffiava un forte vento, naturalmente contrario rispetto ai blocchi di partenza. «E’ dura, è lenta, non mi piace», afferma Giulia Arcioni, che rincara la dose: «Non c’è nemmeno un filo d’ombra per riscaldarsi senza cuocersi. Almeno ci avessero fatte entrare un pò prima per il riscaldamento in zone della pista non occupate». Elena Sordelli ammette: «A dire il vero ne ho viste di peggiori, ma è indubbiamente dura, il piede non reagisce bene alla spinta». Concordano anche Doris Tomasini e Rita De Cesaris: «Rispetto al meeting dell’anno scorso l’abbiamo trovata migliorata. Ma si sente la pista vecchia e dura sotto a uno strato morbido. Il piede reagisce in modo strano, perché si deve stabilizzare. Ma visto che ci hanno speso dei soldi per fare la parte superiore, non potevano spenderne un pò di più e sistemare anche il fondo?». Anita Pistone non si risparmia: «Bruttissima, è una tragedia. E’ la pista più lenta che abbia mai visto. Non reagisce. L’hanno fatta male». Daniela Graglia le fa eco: «Ha usato le parole esatte: questa pista è una tragedia. A parte il vento contrario che rende difficile la gara di per sé, il manto è molto morbido, per i velocisti è un problema. Invece di fare solo la parte superiore, dovevano rifarla completamente. E poi il problema è anche un altro: ci fanno sempre gareggiare dove non si corre». Sara Tani è lapidaria: «E’ troppo dura. Ma lo stadio mi sembra buono». Astrid Horeza sceglie la via della diplomazia: «Male. C’è di meglio, diciamo così». Laura Rendina ci scherza su: «E’ calda. Ma è normale che sia così, a fine luglio. Sul fatto che sia lenta, è un commento che ho sentito fare a tutte. E’ strana, perché inizialmente mi sembrava dura, ma poi ho capito che c’era una parte che assorbiva i miei passi». Anche fra gli uomini c’è stata qualche critica, seppure in misura minore. Alessandro Rocco dice: «Ne ho viste di migliori», mentre Fabio Cerutti afferma: «La pista non è male, il problema è il vento contrario, che non ti permette di correre bene». Marco Triches invece presagisce: «Con questo caldo, fra un paio d’anni sarà da rifare. E’ accaduto anche a Belluno, dove ci sono 5-6 gradi in meno, di media, rispetto a Padova».

Insomma, pare proprio che sinigaglia (minuscolo) abbia fatto un bel buco nell'acqua. 170.000 euro (centosettantamila!!!) DEI CONTRIBUENTI spesi per mettere a posto una pista d'atletica che di fatto non serve a nessuno: non alla città (qualche anno fa, ricorderete, la pista dell'euganeo (minuscolo) era stata aperta anche infrasettimanalmente per tutti quei cittadini che volessero utilizzarla. Risultato? Abbandono per diserzione!), non ai tifosi (CHE VORREBBERO GIUSTAMENTE UNO STADIO PER IL CALCIO!!!), ora nemmeno dagli atleti che ne dovrebbero usufruire. Se l'organo ufficiale della giunta-zanonato (altrimenti detto anche "Il Mattino") l'ha messa in questi termini, possiamo ben renderci conto che le dichiarazioni rese dagli atleti siano state ancora più pesanti. Ma la domanda che ci si pone è: perchè? Perchè si va avanti in un progetto fallimentare alla cieca, spendendo soldi dei cittadini per una cosa che non serve a nessuno ed oltretutto facendola male?

Una buona risposta potrebbe essere che sinigaglia si è ostinato nelle sue posizioni, ed i risultati si vedono oggi (un meeting d'atletica andato deserto nonostante l'ingresso gratuito ed una pista tirata a lucido che di fatto penalizza gli atleti) e si vedranno più avanti in tempo di elezioni; ancora più probabile che la premiata ditta zanonato-sinigaglia si siano impuntati nei confronti di una realtà che non li premia certo con i voti (ma zanonato in tempi di campagna elettorale, oltre ad essere "marocchino bianco" non aveva anche promesso di "essere il sindaco di tutti i padovani, anche di quelli che non mi hanno votato"?). Ma se andiamo a scavare un pò più a fondo ci accorgeremo che dietro il rifacimento della pista d'atletica c'è un BUSINESS che va ben oltre i 170000 euri pagati dai cittadini per una cosa che a loro non serve. Un business che si chiama "campionati italiani assoluti" piuttosto che "mondiali" o "meeting" che alla giunta zanonato fruttano un bel pò di soldi fra sponsor e ritorni d'immagine vari (che poi l'immagine non torni proprio precisa è un'altro discorso...). Se studiate un pò cosa c'è dietro lo sgombero di via Anelli per dire (una società straniera che vuole ristrutturare la zona) capirete che il discorso è similare: questa giunta non si muove se non c'è qualcosa da guadagnare!

Ed il business continua: in futuro è prevista proprio in zona la costruzione del nuovo polo ospedaliero, e sembra molto probabile che verranno utilizzati anche i terreni intorno allo stadio Euganeo. Loro non lo dicono, ma lo dico io: anche il futuro dell'Euganeo stesso è a rischio. Altri soldi spesi dai contribuenti per il piacere di questa giunta. Ma allora perchè impuntarsi tanto sul rifacimento della pista?.

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giovedì, 12 luglio 2007

LA BARZELETTA CONTINUA....

Mattino 10 luglioE la barzeletta continua... Chi l'aveva detto che la pista d'atletica non si toccava? Ora lo stadio Euganeo è uno stadio che per la sua posizione (col vento che sbatte in faccia agli atleti) penalizza non solo il calcio ma pure l'atletica, lo sport principe per il quale sono stati investiti fior di quattrini!

Si continua a non voler vedere i limiti fin troppo evidenti di uno stadio che di fatto non serve a nessuno, a meno che l'attuale giunta comunale (minuscolo) non voglia ottenere voti dai 4000 spettatori che hanno "gremito" le tribune per un meeting d'atletica il cui ingresso era gratuito!

L'ASSESSORE SINIGAGLIA ormai rasenta la follia, con la sua difesa ad oltranza della pista d'atletica. Addirittura sta cercando di imporre lo spostamento del concerto di George Michael al Plebscito "per non rovinare la pista". Fra poco imporrà al Calcio Padova di trovarsi un nuovo stadio. Verrebbe da chiedersi quanto ha ricevuto di compenso dalla ditta che si è occupata della manutenzione della pista. Viene da chiedersi da dove saltano fuori tutti i soldi che questa giunta comunale ha investito nell'atletica e nella creazione di mille strutture in città, quando per la costruzione di una curva a bordo campo "non ci sarebbero stati soldi" secondo le sue parole. I soldi non ci saranno mai ne per il Padova ne per i suoi tifosi, visto che la tifoseria non porta voti a questi elementi. E NON C'E' NEMMENO LA POSSIBILITA' DI APRIRE AD INTERVENTI DI PRIVATI, VISTO CHE PRIVATIZZANDO LO STADIO IL COMUNE DI PADOVA AVREBBE FINITO DI MANGIARCI SOPRA! Sarebbe ora che i padovani imponessero a lui ed alla sua giunta fra meno di un anno (quando ci saranno le elezioni per il nuovo sindaco) DI LEVARSI DI TORNO!

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venerdì, 08 giugno 2007

PROBLEMA STADIO: QUALCOSA SI MUOVE (LENTAMENTE MA SI MUOVE)!

IN DATA 9 GIUGNO 2007 QUESTO ARTICOLO E' STATO INVIATO A VARIE TESTATE GIORNALISTICHE LOCALI ED ALLA SOCIETA' CALCIO PADOVA. RIMANIAMO TUTT'OGGI IN ATTESA DI RISPOSTE CHE (SE CI SARANNO) VERRANNO SICURAMENTE RIPORTATE IN QUESTO BLOG!

euganeo2Anche la stampa locale, seppur con il solito biasimevole ritardo, comincia ad accorgersi che a Padova esiste un serio problema riguardante lo stadio... Serio perchè entro il 30 giugno l'Euganeo deve essere adeguato al "Decreto Pisanu", pena (e qui il rischio è alto) di giocare l'intero campionato a porte chiuse o in campo neutro. Fatta premessa che il governo precedente ha varato in termini di sicurezza il più stupido ed inutile decreto che la storia della repubblica italiana (minuscolo!) ricordi, vanno fatte alcune considerazioni sul problema dello stadio Euganeo, che al di là della sicurezza è un autentico problema per Padova e la sua tifoseria.

1- Il progetto dello stadio Euganeo è un vecchio progetto scartato da più società (due nomi? Valencia per i mondiali del 1982 e Juve) e raccolto verso la fine degli anni '80 dall'allora assessore allo sport Verrecchia (poi condannato per Tangentopoli). Per chi ricorda il progetto iniziale, lo stadio sembrava una sorta di Marassi con la pista d'atletica, ovvero interamente costruito su due piani e coperto. Costo previsto inizialmente: 35 miliardi di vecchie lire! A tutt'oggi per uno stadio incompleto e francamente brutto ed inutile ne sono stati spesi più di 70 (se non sbaglio) ed altri ne dovranno essere spesi per metterlo a norma con il decreto Pisanu!

2- La posa della prima pietra è datata dicembre 1989, il Padova ci ha potuto giocare la prima partita solo nel settembre 1994, in uno stadio che all'epoca aveva solo i due stralci delle tribune est ed ovest e la Curva Nord! Cinque anni per costruire solo una parte di stadio con soldi pubblici, solo in un paese terzomondista come l'italia (minuscolo!) accadono queste cose. L'assessore verrecchia (minuscolo anche lui, se lo merita!), condannato per Tangentopoli proprio per le mazzette intascate sulla costruzione dello stadio, fra poco potrebbe tornare alla ribalta visto che si vocifera di una sua candidatura per il Partito Democratico.... Pensateci bene quando andrete a votare!

3- Fin dal primo momento la struttura dello stadio è risultata alquanto anomala e dispersiva anche per chi di calcio e stadi non capisce un granchè... Tralasciando l'ironia di Everardo Dalla Noce (che in un servizio del 1995 per "Quelli che il calcio" lo definì lo "stadio meno sexy d'Italia" perchè mancante di una curva!): gli stadi con la pista in genere sono costruiti "a cerchio", ovvero con le tribune che girano tutto intorno alla pista (vedi l'Olimpico o il Dall'Ara), l'Euganeo invece è l'unico stadio d'Italia con una pista d'atletica costruito "a quadrilatero"! Cosa significa? Che le tribune proseguono per decine di metri oltre la pista d'atletica, e questo significa non solo una pessima visuale per gran parte degli spettatori, ma anche un ulteriore spreco in termini di risorse e materiali edili: pensate a quanto cemento in più bisogna utilizzare per costruire 30-40 metri di tribuna (la misurazione esatta non ce l'abbiamo!) oltre la pista d'atletica per congiungerla ad una curva che si trova a 50 metri dal campo! Domanda: che senso aveva una struttura del genere? Forse quello di far spendere ai contribuenti ancor più soldi di quelli necessari?

4- Lo stadio Euganeo è stato costruito con materiali di scarto, e ciò è ben visibile con le macchie e le infiltrazioni che si trovano all'interno di molti uffici! Qualcuno ricorderà che in passato (inverno 1999) alcuni uffici finirono allagati in seguito a un periodo di piogge molto intenso, in particolare quello della "Federazione Italiana di Canottaggio": sembrerebbe una barzeletta invece questa è Padova!!!

5- La pista d'atletica in 13 anni di vita è stata utilizzata 4 o 5 volte al massimo, quest'anno ci disputeranno i campionati europei di atletica. La società che ne doveva usufruire (Assindustria Padova) dopo un pò si è semplicemente rifiutata di utilizzare una pista ridotta a un letamaio (parole loro!) preferendo continuare ad utilizzare il vecchio impianto "Colbacchini" all'Arcella. I tifosi biancoscudati (che nonostante la squadra sia in C, sono i maggiori fruitori dello stadio) la odiano semplicemente, visto che offre a chi va allo stadio (ed i ragazzi della curva di questo ne sono ben coscienti, visto che è indubbiamente il settore più penalizzato di tutti!) una visuale pessima. Il comune (minuscolo!) cosa ha fatto in tutti questi anni? Ha speso ulteriori soldi pubblici per mettere a posto una pista che non interessa e non serve a nessuno! Non serve all'Assindustria che si allena in un'altro impianto, non serve al Calcio Padova visto che per il futuro il calcio si sta spostando sempre più verso impianti all'inglese. Domanda: a chi serve visto che per metterla a posto sono stati utilizzati anche i soldi miei, cittadino e contribuente padovano?

6- Lo stadio presente tutta una serie di altri problemi, dalla sistemazione sistemazione dei seggiolini (che non sono posati sulle gradinate ma su una "rotaia" di ferro che corre lungo la gradinata!) all'ampiezza esistente fra i vari gradini (che non è per niente regolare ma varia nelle misure) fino all'impianto di illuminazione (i quattro fari costruiti agli angoli dello stadio finivano col proiettare coni d'ombra piuttosto ampi nel campo, tanto che è stato necessario installare dei nuovi fari lungo tutta la copertura dei settori Est ed Ovest!)

7-Nel dicembre 2005 l'assessore Sinigaglia decide di presentare Padova come papabile candidata ad ospitare gli Europei 2012, grazie al cielo poi assegnati a Polonia ed Ucraina, invitando i delegati Uefa all'Euganeo per Padova-Monza. Un gruppo di tifosi biancoscudati decidono di non stare più a guardare, e creano un comitato apposito, il comitato "Tifo vecchio stampo", puntando fortemente l'attenzione sul problema stadio, esponendo in curva uno striscione "This Stadium is disgusting" e distribuendo un volantino agli ingressi che fra le altre cose recita: "Visto e considerato che ormai l’Euganeo ce l’abbiamo e ci tocca tenercelo, crediamo che almeno sia da prendere in considerazione l’idea di apportarvi delle migliorie, che siano vantaggiose per il pubblico che PAGA (lo ricordiamo, visto che in molti sembrano volersene dimenticare) per assistere ad una partita, non per vedere un’immensa pista d’atletica di fronte a se" ed ancora: "Per questo motivo noi chiediamo alla società Calcio Padova ed al Comune di Padova (proprietario dell’impianto) di prendere in seria considerazione l’ipotesi di una costruzione di una nuova curva, a ridosso del terreno di gioco (...) Sappiamo che ogni lavoro ha una spesa da sostenere, ma una struttura provvisoria verrebbe a costare relativamente poco (a Mantova sono stati spesi complessivamente 1.600.000 euro per l’adeguamento dello stadio alla legge-Pisanu, di questi una cifra veramente irrisoria per la costruzione della nuova Curva Te, che può contenere fino a 4.500 spettatori…), e non è detto che debba essere per forza il Comune a sostenere la spesa: si può costruire direttamente con l’intervento di sponsor privati, che avrebbero un ottimo ritorno d’immagine e pubblicitario, senza che i cittadini siano obbligati a tirare fuori un euro!".

L'iniziativa ebbe un grande successo all'interno della tifoseria mettendo seriamente in difficoltà il comune che, tuttavia, non ha mai nemmeno preso in considerazione queste ipotesi!

8- Il resto è storia recente: l'Euganeo non è a norma ed il Padova rischia di non disputare il campionato di C1 nel proprio stadio! Tuttavia, ecco cosa ne pensa l'assessore Sinigaglia da un'intervista pubblicata su www.biancoscudati.net: «La Lega Calcio non può emanare direttive a fine giugno, con le ferie estive alle porte (errore! il decreto Pisanu è del 2005 caro assessore, e si è deciso di farlo rispettare alla lettera a febbraio di quest'anno dopo la morte di Raciti!), e pretendere che gli adempimenti richiesti vengano completati prima dell'inizio dei campionati, cioè a metà agosto. E non può nemmeno obbligare le amministrazioni comunali - cioè tutti i cittadini, compresi quelli che allo stadio non ci mettono piede mai - ad accollarsi tutte le spese per l'adeguamento degli impianti (Peccato che il "caro" Assessore Sinigaglia non si faccia scrupoli a far accollare AI PROPRI ELETTORI tutte le spese relative alla sistemazione di una pista d'atletica che non interessa a nessuno, dati di fatto alla mano! Qui non conta se uno segue realmente o meno l'atletica, per i suoi capricci personali debbono pagare tutti, vero assessore?). Se tengono così tanto alla sicurezza, destinino i proventi dei diritti televisivi a tale scopo, invece di usarli per pagare gli stipendi dei giocatori (Esiste una legge Nazionale, caro Assessore, che regola la sicurezza negli stadi, emanata dal suo governo ed alla quale la Lega Calcio si è dovuta adeguare! E questa LEGGE centra ben poco con i soldi pagati ai calciatori! Quella dei diritti televisivi potrebbe avere un senso in A ed in B, non in terza serie dove le cifre investite sono praticamente nulle!)».

Parole che non fanno altro che confermare la completa e totale incompetenza di chi si dovrebbe occupare del problema, ed ha pure l'arroganza di non ascoltare le richieste dei tifosi e degli elettori...

LA BARZELETTA PIU' LUNGA D'ITALIA CONTINUA!!!

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sabato, 26 maggio 2007

STADIO EUGANEO: IL DEGRADO DI UNO STADIO E L'INDIFFERENZA DI UN COMUNE!

TRATTO DA WWW.BIANCOSCUDATI.NET 

euganeo2AAA cercasi stadio a norma per disputare prossimo campionato di serie C1. Potrebbe essere riassunto così il problema, poco considerato, che il Calcio Padova potrebbe vivere da oggi al 30 giugno. Tra poco più di un mese, infatti, la società di Via Nereo Rocco dovrà ratificare l’iscrizione al prossimo campionato e per farlo dovrà indicare uno stadio in cui disputare le gare casalinghe che sia a norma con il “famigerato” decreto Amato. Le pene per le società inadempienti sono (in teoria) molto severe, tra queste è prevista addirittura la mancata iscrizione ai tornei di competenza. Va tenuto presente che queste norme si applicano solo a quegli impianti che hanno una capienza superiore ai 7.500 posti e che, in serie C1, riguardano piazze storiche e calcisticamente rilevanti come appunto Padova, ma anche Pisa, Cremona, Lucca, Foggia, Perugia, Salerno, San Benedetto del Tronto e così via.
Al momento l’Euganeo non supererebbe l’esame, visto che le stringenti disposizioni elaborate non prevedono più deroghe di sorta e prescrivono le seguenti opere: la perimetrazione dell’impianto, i varchi di accesso con preselettori e tornelli, l’impianto TVCC (cioè un impianto tv a circuito chiuso). Ma non finisce qui. Oltre alla realizzazione di tutti gli interventi di messa a norma, prima dell'inizio del campionato le società interessate dovranno presentare: a) la convenzione d'uso dell’impianto su cui dichiareranno di giocare sottoscritta con l'amministrazione comunale che ne è proprietaria; b) il progetto vistato dei lavori di adeguamento per l’approvazione da parte della stessa competente autorità; c) una dichiarazione dell’ente appaltante con la precisa calendarizzazione degli interventi

Ricordiamo che il nulla osta, dalla prossima stagione, non lo darà più la Lega di serie C bensì la Figc. Chi non sarà in regola non verrà iscritto, a meno di emigrare in impianto diverso da quello cittadino e che abbia caratteristiche a norma con i rigorosi regolamenti federali.

La domanda che tutti gli sportivi padovani si fanno è: “Ma il sindaco Zanonato, l’assessore Sinigaglia e il presidente Cestaro sono a conoscenza del problema?”. A quanto pare no, visto che le istituzioni politiche, oltre a disinteressarsi quasi del tutto del movimento calcistico cittadino, preferiranno spendere 500.000 euro per risistemare la pista d’atletica dell’Euganeo, nonché varare nuovi progetti come un palazzetto indoor e due campi d’allenamento nei pressi della curva sud dell’impianto padovano.

Probabilmente ci sarà la solita “soluzione all’italiana”, l’ennesimo “condono” e potrà verificarsi che le ferree norme del decreto Amato siano riviste con i soliti “giochetti” di escamotage e deroghe varie. Al momento, però, c’è da fare i conti con questa situazione: se le norme verranno applicate il Padova non avrà uno stadio cittadino in cui giocare, a meno che in un mese chi di dovere non si adoperi per iniziare la messa a norma dell’Euganeo, pena, o la mancata iscrizione al campionato di C1, oppure una migrazione lontano da Padova in un impianto che rispetti le disposizioni del Ministero dell’Interno.

Per chiudere il discorso-stadio, per i sostenitori biancoscudati oltre il danno c’è anche la beffa: in questi giorni il sindaco di Sassuolo ha confermato che per la gara di ritorno dei playoff che i neroverdi disputeranno contro il Monza, l’angusto impianto della cittadina emiliana sarà dotato di due curve, una da 400 e una da 1.000 posti, segno che quando ci sono persone vicine ai bisogni dei cittadini (per chi lo ignorasse, ricordiamo che anche gli sportivi e i tifosi sono dei cittadini che votano e che pagano le tasse) nulla è impossibile, peccato che a Padova invece si pensi ad altro… 

E pensare che, per farci giocare il Treviso due anni or sono, Quimby ed il suo giullare avrebbero fatto carte false...

Opinione personale: non si può comunque pretendere che dei fottuti politicanti si interessino di loro spontanea volontà ai problemi del vero sport cittadino in quanto, come hanno ampiamente dimostrato, non ci capiscono un cazzo! Giunti a questo punto dovrebbero essere la società e la tifoseria stessa che fanno pressione sulla questione stadio: nello scorso campionato ricorderete come l'azione mirata del "Comitato tifo vecchio stampo" scoperchiò una situazione farsesca, e come la cosa fece scalpore su tutti i giornali locali... Si sarebbe potuto ottenere molto, peccato che (come spesso accade) quando è ora di prendere delle posizioni molta gente latita. Se oggi tutti insieme facessimo pressione, nel giro di poco tempo otterremmo molto più di quanto possiamo immaginare... Alla faccia dei politicanti di Palazzo Moroni! Mi chiedo allora cosa si aspetti, cosa aspetti il Calcio Padova e cosa aspetti la Curva Sud...

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giovedì, 24 maggio 2007

LA VERA PADOVA....

salutott4

La vera Padova non tifa le squadre a strisce...

La vera Padova non canta "Milano siamo noi" in Prato, perchè con Milano non centriamo un cazzo e ne siamo pure fieri!

La vera Padova non va in giro con magliette o sciarpe rossonere bianconere o nerazzurre

La vera Padova non esulta per la vittoria di una coppetta da ricchi, casomai è fiera di cantare "Noi non siamo campioni d'Europa"!

La vera Padova non si arrampica sulle statue in Prato per festeggiare la vittoria di una squadra di Milano, primo perchè non è una squadra di Padova, secondo perchè cmq La vera Padova ha rispetto della propria storia e dei propri monumenti

La vera Padova non fa caroselli con le auto in centro per festeggiare la vittoria di una squadra di Milano per il motivo spiegato sopra

La vera Padova ha festeggiato l'ultima volta in Prato nel 1995

LA VERA PADOVA TIFA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A.C.PADOVA 1910, E IERI SERA NON AVEVA NESSUN MOTIVO PER FESTEGGIARE! Senza offesa per nessuno....

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mercoledì, 23 maggio 2007

LAVORI ALL'EUGANEO?

ARTICOLO TRATTO DA "IL PADOVA":

Tassello per tassello, il mosaico della futura cittadella dello sport a fianco dell'Euganeo prende sempre più forma. Il Comune, in collaborazione con il calcio Padova sta vagliando la possibilità di realizzare due nuovi campi da calcio a fianco dell'attuale stadio. La richiesta è arrivata dal responsabile del settore giovanile Giorgio Molon, durante una fitta serie di incontri tra palazzo Moroni e società avvenuti in questi giorni. Ultimo quello di ieri sera tra il sindaco Flavio Zanonato e il presidente del Padova Marcello Cestaro. I due, in compagnia anche dell'assessore allo Sport Claudio Sinigaglia, hanno discusso del futuro della squadra. «Abbiamo rinnovato la nostra fiducia a Cestaro - dice Claudio Sinigaglia - e mi pare che il presidente abbia assorbito la delusione per non essere arrivato ai playoff e stia già guardando ai progetti per il futuro». Nessuna richiesta ufficiale per l'annosa questione del centro commerciale da realizzare nell'area Euganeo. Una proposta che già in passato il Comune aveva cassato senza appello. Largo invece alla possibilità di realizzare due nuovi campi d'allenamento a fianco dello stadio di corso Australia. «Valutiamo la richiesta», commenta Sinigaglia. Considerando che l' ipotesi rientra nel campo delle possibilità per la realizzazione della cittadella dello sport. Certezza invece sulla nascita, a fianco della curva Sud, del nuovo palazzetto indoor per l'atletica leggera. Un'opera già finanziata dalla Regione Veneto. Assieme alla nascita anche di una piccola palestra per la ginnastica artistica. In tema sportivo: la giunta ha approvato ieri il progetto esecutivo per il rifacimento della pavimentazione della pista dello stadio Colbachini. Il Comune ha prenotato una spesa di 500mila euro per rimettere in sesto la vecchia pista d'atletica. Mentre prende forma anche lo stadio del ghiaccio al Plebiscito: approvata la variante al Prg necessaria.

Con questa giunta comunale c'è semplicemente da mettersi le mani nei capelli... Insomma, non si vuole proprio sentire parlare di eliminare la pista d'atletica all'Euganeo, non si vuole proprio capire che è una struttura inutile in uno stadio del calcio. NON SOLO NON SI VUOLE CAPIRE, MA BEN PRESTO CI TROVEREMO A FIANCO DELLA CURVA SUD UN PALAZZETTO INDOOR (!!!) PER L'ATLETICA E DIETRO DUE CAMPI DI CALCIO. SPESE CHE NON RIENTRANO NEI 500 MILA EURO PER RIMETTERE IN SESTO LA PISTA D'ATLETICA, CHE CONTINUO A CHIEDERMI CHE SENSO ABBIA!

Appurato che Sinigaglia è un patetico ignorante protetto dalla classe politica e dalla lobby dei giornalisti padovani (in primis il Mattino), e che Zanonato in cinque anni deve far mangiare tutto il suo giro di amici e parenti (fra i quali probabilmente ce ne sono che lavorano nel campo delle costruzioni...); la domanda che mi pongo realmente è: CESTARO QUANDO VA A PARLARE IN COMUNE DI COSA CAZZO PARLA? DEL SOLE O DEL CALDO? MA SOPRATUTTO: PER QUALE MOTIVO SULLA QUESTIONE STADIO NON VENGONO MAI INTERPELLATI COLORO CHE SONO I PRIMI AD USUFRUIRE DI QUEL CAZZO DI IMPIANTO DI MERDA, OVVERO I TIFOSI DEL CALCIO PADOVA?

Continuando ad augurarmi che i padovani alle prossime elezioni abbiano capito per chi non devono più votare!

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giovedì, 17 maggio 2007

COMUNE DI PADOVA: ALTRI SOLDI PER LE PALESTRE IN CITTA'.... E PER LO STADIO?

UNA NUOVA PALESTRA ALLA MAMELI DI VIA DORIGHELLO: SPESA PREVISTA 300 MILA EURO!!!

Undicesima palestra in tre anni in città, record personale dell'Assessore allo Sport Sinigaglia: "E' la rivoluzione dello sport cittadino!" esulta. Si tratta della palestra della scuola media Mameli, precisamente la succursale in via Dorighello, altrimenti conosciuta come ex-Falconetto. E' già contemplata nel bilancio 2007: costerà 300.000 euro, 200.000 saranno investiti dall'amministrazione e 100.000 prelevati dal budget del quartiere 3. I lavori che partiranno a fine anno scolastico prevedono la copertura della palestra esterna con un'arco struttura di 40 metri per 20, due lati in muratura e doppio strato di copertura in pvc e legno lamellare....

(Tratto da "Il Mattino di Padova" del 17 maggio 2007)

Come potrete ben ricordare, a dicembre 2005 i soldi per costruire allo stadio Euganeo una curva a bordo campo non c'erano; e nemmeno si poteva consentire l'ingresso di privati nell'opera... I soldi per inaugurare 11 (UNDICI!!!) nuove palestre in città, l'assessore sinigaglia (minuscolo) li ha sempre trovati. Allora diciamocela tutta fino in fondo, caro sindaco (minuscolo) e cari assessori (minuscolo): del Padova non ve ne importa proprio nulla, e se mai potete lo ostacolate! Per voi contano i vostri piccoli orticelli, i vostri piccoli intrallazzi personali; ma il Calcio Padova 1910 ed i suoi tifosi per quanto vi riguarda potrebbero anche sprofondare assieme allo stadio Euganeo...

PADOVANI: RICORDATEVI MOLTO BENE CHI AVETE VOTATO!!!

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